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La Francia vede Mosca Belgio, ora o mai più

La Francia vede Mosca Belgio, ora o mai più

Deschamps punta su volontà e solidità: «Siamo pronti» De Bruyne e Hazard gli spauracchi da battere per volare



Per una volta, i gioielli di San Pietroburgo non saranno quelli dell’Ermitage. A pochi chilometri da uno dei musei più affascinanti del mondo alcuni pezzi pregiati si sfideranno senza esclusione di colpi. La Francia dalle pennellate forti di Griezmann e Mpappè, il Belgio stile “arte contemporanea” targato De Bruyne e Hazard. Uno spettacolo annunciato, la sfilata del bel gioco.



I favori del pronostico in quella che a tutti gli effetti appare come la finale anticipata sono tutti per i Galletti, mai così competitivi da quella favolosa cavalcata del 1998. Cucirsi addosso la seconda stella è una prospettiva concreta. La prima la conquistò l’attuale ct Deschamps, ma ora la musica è totalmente diversa. La qualità è paragonabile a quella del Mondiale francese, ma i Bleus di oggi sono nettamente più giovani. Possono aprire un ciclo straordinario.



Uno dei principali motivi di ansia per i francesi siederà sulla panchina del Belgio. Non tanto il ct Roberto Martinez, quanto il suo assistente Thierry Henry. Anche lui alzò la coppa nella notte del ko del fenomeno Ronaldo ed è lui che ha plasmato il gioco degli avanti belgi. Henry è in panchina senza compensi: percepisce 8mila euro al mese dalla federazione e li devolve regolarmente in beneficenza. «Sarà strano trovarlo contro la Francia - ammette Deschamps - e anche una situazione particolare, se non difficile. Ma nel calcio succede anche questo, e del resto “Titì” quando ha assunto il suo nuovo incarico sapeva fin dall'inizio che c'era un’eventualità del genere. A me comunque farà piacere rivederlo».



I Diavoli Rossi non sono in semifinale per caso. Hanno gioco, hanno i nomi e hanno tantissima qualità. «Ho molto rispetto del Belgio - dice Deschamps -, che non è arrivato fin qui per caso e contro il Brasile ha fatto una grande partita. Ma siamo preparati a ogni evenienza, e pronti ad adattarci a qualsiasi tipo di schieramento o modulo che i nostri avversari adotteranno».



Dal canto suo la nazionale belga ha tra le mani l’opportunità della vita. Vincere per andare per la prima volta in finale in un grande torneo. Mica poco: «Abbiamo un’opportunità unica – afferma sicuro il ct Roberto Martinez – e vogliamo sfruttarla. Negli ultimi due anni abbiamo lavorato duramente per diventare i più bravi a livello internazionale e tutti i giocatori coinvolti hanno contribuito per arrivare fin qui». In campo nessuna sorpresa: Hazard sarà il riferimento nella costruzione del gioco, davanti la stazza di Lukaku (per Mertens ancora panca) e le giocate di Kevin De Bruyne. È giovane il talento del City, ma ha le

idee chiarissime quando spiega che «devi anche avere fortuna in queste partite. Alla fine, tutto dipende dal tuo desiderio, dal tuo talento e dal duro lavoro, questo fa la differenza. Voglio diventare campione del mondo e siamo qui per arrivare il più lontano possibile». —



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