Quotidiani locali

Vai alla pagina su Russia 2018
Chiodo fisso del Brasile: finale, ma il Belgio non vuol scansarsi

Chiodo fisso del Brasile: finale, ma il Belgio non vuol scansarsi

Campioni, talento, tifosi: i verdeoro hanno tutto per tornare sul tetto del mondo. I Diavoli Rossi però sono cresciuti negli ultimi anni e hanno un attacco super

Anche uno poco incline alle vicende del pallone si accorge che il tabellone dei quarti di finale di Russia 2018 è strabico: oggi va in scena un venerdì da fuochi d’artificio e con due confronti di altissimo lignaggio (Uruguay-Francia e Brasile-Belgio), mentre domani sarà un sabato, con tutto il rispetto, di minor appeal, con i match Svezia-Inghilterra e Russia-Croazia. Da una parte tre nazioni su quattro già campioni del mondo in passato (alcune più volte), e dall’altra un poker di europee in cui solo il nome dell’Inghilterra figura nell’albo d’oro iridato. Ma questo hanno prodotto un po’ il sorteggio e molto le sorprese della fase ai gironi.

Il Brasile stasera a Kazan ha l'appuntamento-chiave di questo Mondiale. Il collaudato sistema difensivo di Tite , frutto anche dell'ottimo lavoro del suo assistente Sylvinho (che ha collaborato in Italia con Roberto Mancini), dovrà essere capace di sostenere l'urto dei Diavoli Rossi, finora la nazionale più prolifica di questo torneo con 12 reti in 4 partite, quindi una media di 3 a match. Ma c'è da aggiungere che i belgi, come si è visto contro il Giappone, evidenziano anche una certa fragilità difensiva, ed è proprio qui che il Brasile deve fare la differenza. Contro una rivale, sarà bene ricordarlo, che finora ha sempre vinto e che, secondo Tite, «ha enorme potere creativo, è forte, ha qualità e un grande tecnico».

Per vincere questa partita che, per il ct, sarà all'insegna del "futebol bonito", ci vorrà quindi anche l'estro tipico del calcio brasiliano, e il lavoro del tecnico in questi giorni, come spiega lui stesso alla vigilia, è stato quello di "incentivare la magia". «Da parte nostra ci vuole creatività», dice Tite, «Dovremo tirare fuori quel repertorio di giocate che ti portano a fare gol. Servono certe doti, come la capacità di dribblare e per fortuna noi abbiamo tanta gente, come Douglas Costa , Neymar , Gabriel Jesus , Taison , Coutinho e Willian , che hanno questa caratteristica. Il mio lavoro è di organizzare una struttura di gioco, alla parte finale devono pensare loro».

Nessun mistero sulla formazione: rientra Marcelo a sinistra al posto di Filipe Luis , mentre al posto dello squalificato Casemiro giocherà Fernandinho . E il Belgio? Quella di Martinez è una gran bella squadra, appartiene, come la Croazia, a quel gruppetto di selezioni che sono cresciute tantissimo negli ultimi anni, che possono sfruttare una schiera di talenti naturali, ma che hanno pure lavorato bene, alla base, per creare i presupposti giusti. Difettano di esperienza a questi livelli, e questo può rappresentare un gap decisivo. «Belgio e Brasile sono molto simili per quanto riguarda la qualità e il talento dei giocatori, ma la differenza è che noi non abbiamo mai vinto un Mondiale», ha sottolineato il ct del Belgio Roberto Martinez. «I brasiliani non hanno il blocco psicologico di chi non ha mai vinto i Mondiali», ha aggiunto. « A parte il talento e la tattica, hanno la mentalità di chi sa come si vince il torneo».

Quindi il Belgio ha poche speranze? «In verità non molte squadre possono fare quello che abbiamo fatto con il Giappone», ha risposto Martinez, «C'è qualcosa di speciale nella nostra squadra, ci siamo preparati proprio per una partita così negli ultimi due anni. E siamo pronti».

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro