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Il vento dei nazionalismi ci spinge fuori dal recinto


Come esce l’Italia in versione sovranista dal vertice europeo appena concluso? Male, nonostante la propaganda. O, quanto meno, fortemente ammaccata. Del resto l’arena internazionale diventa assai problematica quando soffia il vento dei nazionalismi. Storicamente l’Italia è più debole quando tutti mostrano i muscoli.

Il bilancio del summit dice che tra i vincitori non c’è l’Italia ma, semmai, il gruppo di Visegrad, che ha ottenuto che non si discuta di redistribuzione obbligatoria delle quote di migranti. Portano a casa qualcosa anche la Francia, che non acconsente di aprire i porti Ue e dice si al varo di nuovi centri chiusi per migranti ma non sul proprio territorio, come ha ribadito sul punto un niente affatto “stanco” e sin troppo lucido Macron; e la Germania, che ottiene garanzie sulla questione dei movimenti secondari, preludio a un respingimento, in primo luogo verso Italia e Grecia, dei migranti arrivati dai “paesi d’ingresso”. Quanto alla riforma del trattato di Dublino, non ve n’è traccia dopo l’alt di Ungheria e Polonia, i visegradini ideologicamente cari a Salvini. Il governo italiano incassa solo la fine dell’agibilità marittima delle Ong. Insomma, l’affermazione del principio di volontarietà prodotto dal trionfo dell’ondata sovranista ci mette alle corde nonostante l’evidente chiusura europea in materia d’immigrazione.

Insomma, dopo gli slogan, il governo verdegiallo fa i conti con il principio di realtà. Certo, Salvini punta a rimettere in discussione l’accordo nel “controvertice” con l’omologo tedesco Seehofer, leader di quella Csu bavarese che accentua l’identità di destra per sbarrare la strada, alle prossime regionali, ai populisti xenofobi dell’Afd.

Ma, nonostante la strategia abbia un bersaglio grosso, la fine della maggioranza di governo a Berlino e l’uscita di scena della Merkel, nel tentativo di spostare la Germani su posizioni destinate a far saltare l’intera costruzione europea, il leader leghista dovrebbe prendere atto che il prevalere dei neonazionalismi è destinato a indebolire, e isolare, soprattutto l’Italia. Non certo un buon auspicio.