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Francia-Argentina è già una mezza finale

Francia-Argentina è già una mezza finale

Deschamps: «Il fenomeno è Messi, dobbiamo fermare lui» E per Sampaoli è rebus-attacco, rischia la maglia Higuain

Sono arrivate per vincere il Mondiale, domattina di buon’ora una delle due sarà giù sull’aereo in direzione casa, probabilmente con valigie piene di polemiche e accuse. D’altronde funziona così al Mondiale, difficile uscire tra gli applausi già agli ottavi di finale se ti chiami Argentina o Francia.

È il primo grande scontro diretto, forse il duello più affascinante degli ottavi. Messi contro Mbappé, Banega contro Pogba, Di Maria contro Griezmann, un’infornata di stelle allo stadio Luzniki di Mosca.

Deschamps, che contro l'Argentina festeggerà la sua panchina numero 80 alla guida della superando Raymond Domenech e diventando così il ct con più panchine nella storia dei Bleus, ha già fatto capire che il nemico pubblico numero uno è Leo Messi. «Messi é Messi. Guardate i suoi numeri e le sue statistiche. Spero che riusciremo a neutralizzarlo, ma sappiamo che lui può fare la differenza anche in spazi ristretti. Il team dell'Argentina non è costruito intorno a Messi perché comunque ci sono tanti guerrieri, ma lui comunque ha un grande impatto, basti pensare a quanti gol ha fatto e al fatto che, in un attimo, può decidere una partita. Vedremo di capire come sta Leo, e ovviamente cercheremo di rendergli la vita difficile».

Intanto Sampaoli sprona i suoi, spiegando che «Messi è il nostro faro» e «l'Argentina ha tecnica e cuore grande per farcela». Sulla formazione decidono Los Amigos che avrebbero commissariato il tecnico, ma tanto per dieci undicesimi giocano quelli che hanno cominciato il match contro la Nigeria. L'unico dubbio è se confermare Higuain, in ombra contro le Super Aquile, oppure dare spazio al talento di Pavon sulla fascia («si è inserito molto bene») spostando Messi (che si è fatto un taglio di capelli “alla marine”) nel ruolo di falso nueve in cui è stato provato in allenamento. «Pavon ha chance di giocare», si limita a dire Sampaoli. A caricare ulteriormente i suoi sono arrivati gli auguri del Presidente argentino Mauricio Macri, che fonti governative descrivono in contatto via app telefonica con Messi e Mascherano.

Secondo quanto detto dal comitato organizzatore locale, stanno convergendo verso la capitale del Tatarstan, ben 35mila tifosi argentini, in arrivo con ogni mezzo autostop compreso, e 17mila francesi. Tutti non potranno entrare nella Kazan Arena, che ha una capienza di 45.105 spettatori, e chi resterà fuori dovrà accontentarsi di seguire il match da qualche maxischermo piazzato nei punti strategici della città.

Molti riflettori saranno puntati sulla Var. Perché da oggi anche un minimo errore può provocare mesi di veleni. Al proposito, ieri Pierluigi Collina ha dato agli arbitri un assist niente male: «Con l'aiuto della Var gli arbitri hanno preso decisioni corrette nel 99,3% dei

casi durante la prima fase dei Mondiali. La Var non significa la perfezione: ci possono essere errori e comunque è sempre l'arbitro al centro del processo decisionale. Se si esclude la Var comunque gli arbitri hanno preso decisioni corrette nel 95% dei casi».


 

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