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Italiani sempre più connessi: il rapporto Agi - Censis

Inter(net)dipendenti, così appaiono gli italiani nel nuovo rapporto Agi-Censis “L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale nella società della conversazione”

Italiani iperconnessi ma più diffidenti: i risultati della ricerca Agi - Censis Il caso Cambridge Analytica ha lasciato il segno: la maggior parte degli utenti Internet non si fida della gestione dei dati da parte dei social network (69,6%) e dei motori di ricerca (60,5%). E' quanto emerge dal rapporto "L'insostenibile leggerezza dell'esseredigitale" presentato nel corso dell'Internet Day organizzato da Agi e Censis

ROMA. Inter(net)dipendenti: così appaiono gli italiani ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere digitale nella società della conversazione”, il 4° rapporto Agi-Censis realizzato nell'ambito del programma pluriennale “Diario dell’Innovazione” della Fondazione Cotec, che indaga la reazione degli italiani di fronte ai processi innovativi.

La presentazione è avvenuta martedì 26 giugno alla Camera dei Deputati e in diretta web su Agi.it durante l’Internet Day organizzato da Agi – Agenzia Italia, alla presenza  - tra gli altri - del presidente della Camera Roberto Fico, del vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, del ministro per la Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno.

Il caso Cambridge Analytica ha lasciato il segno: la maggior parte degli utenti Internet non si fida della gestione dei dati da parte dei social network (69,6%) e dei motori di ricerca (60,5%). E' quanto emerge dal rapporto. Maggiore e' invece la fiducia che viene accordata ai soggetti pubblici, alle banche (72,5%) e ai siti di e.commerce (62%). Dal rapporto emerge anche che tre utenti su quattro (73,4%), usano Internet per mandare messaggi con WhatsApp e Messenger facendone un uso continuo nel corso della giornata, notevole anche lo scambio di email e la presenza sui social network. Come detto agli italiani piace essere connessi principalmente per comunicare tanto che un giovane su due usa lo smartphone anche quando e' a tavola. Chi usa Internet lo fa a qualsiasi ora, di prima mattina (63%) e soprattutto la sera tardi (77,7%) o a letto. Da rilevare che i comportamenti 'scorretti', coperti dall'anonimato, infastidiscono i fruitori della Rete e tre su quattro si dichiarano favorevoli all'identificazione (con un documento) al momento dell'iscrizione a un social network.

Internet pervade ormai ogni momento della vita quotidiana. La gran parte degli utenti (e in modo particolare i giovani adulti) si collega anche la sera tardi e di primo mattino. Il 61,7% utilizza i dispositivi anche a letto (tra i giovani si arriva al 79,7%). Il 34,1% usa lo smartphone a tavola (ma i giovani sono il 49,7%).

La maggior parte degli utenti è ben consapevole dei lunghi periodi nei quali risulta attivo in rete. Il 22,7% ha spesso la sensazione che Internet gli induca una sorta di dipendenza. L’11,7% vive con ansia l’eventuale impossibilità di connettersi.  L’11,2% entra spesso in collisione con i propri familiari per l’uso della rete. Ma se il 60,7% degli utenti dichiara di aver riflettuto sull’uso eccessivo di Internet, solo il 28,6% è intervenuto concretamente con dei correttivi o delle regole di autolimitazione.

Sei i profili degli utenti Internet tipo in Italia: il 51,1% sono “internauti standard” e usano assiduamente tutti i servizi internet, il 14,3% sono social network addicted, il 10,7% iperconnessi. Solo il 9% sono utenti casuali, l’8,6% utenti di "vecchia scuola" che usano strumenti e funzionalità più datati e il 6,3% “global-nosocial” che usano intensamente tutti i servizi ad eccezione dei social.

La maggior parte di chi naviga lo fa per mandare messaggi. L'utilizzo intenso della rete, infatti, vede al primo posto i servizi di messaggistica istantanea: il 73,4% degli utenti internet ne dichiara un uso "continuativo" durante il corso della giornata. Seguono lo scambio di e.mail (64,8%), la presenza sui social network (61%) e l'utilizzo dei motori di ricerca (53,8%). WhatsApp e Facebook, spiega il rapporto, sono i principali riferimenti per la messaggistica e i social network, ma i dati mostrano che spesso gli utenti utilizzano piu' di una piattaforma. E' interessante notare che l'introduzione di un canone di pagamento/tariffa per questi servizi determinerebbe l'abbandono di 2/3 circa degli utenti. Per contro, un uso palesemente scorretto dei dati conferiti scoraggerebbe nella prosecuzione del rapporto il 53,5% degli utenti. Anche in assenza di particolari criticita' la fedelta' degli utenti alle piattaforme attuali non e' assoluta: nuove piattaforme con nuove proposte verrebbero valutate con interesse dal 21,2% degli utenti internet, evidenzia il rapporto.

La diffusione delle fake news, i finti account, le false identità, i comportamenti scorretti protetti dall'anonimato infastidiscono la maggior parte degli utenti internet. Prova ne sia che il 76,8% si esprime favorevolmente in merito all'introduzione dell'obbligo di fornire un documento di identita' all'atto di iscriversi ad un social network.

Nel corso dell’evento l’esperimento di fact-checking in diretta condotto da Agi e Pagella Politica, principale progetto di fact-checking italiano e scelto da Facebook per la lotta contro la diffusione di notizie false sul social network, per presentare al pubblico il risultato della verifica delle dichiarazioni dei politici presenti.

LA DIRETTA DEL CONVEGNO

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