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Suarez-Cavani che show: il cielo in Russia è Celeste

L’Uruguay batte i padroni di casa a Samara e vince il girone a punteggio pieno. Nell’altro match Arabia Saudita-Egitto 2-1

SAMARA. Tre partite, nove punti, cinque gol segnati, zero subiti. Nel calcio i numeri non sono scienza esatta, ma a volte qualche segnale lo lanciano. Se poi dietro ai numeri ci sono Suarez e Cavani, allora attenti perché il segnale diventa un messaggio chiaro: l’Uruguay c’è.

Intanto la truppa del Maestro, al secolo Óscar Washington Tabárez, schiaccia anche la Russia e si conquista il primo posto del girone. Con una escalation di prestazioni che lascia intravedere una squadra in crescita.

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SAMARA. Tre partite, nove punti, cinque gol segnati, zero subiti. Nel calcio i numeri non sono scienza esatta, ma a volte qualche segnale lo lanciano. Se poi dietro ai numeri ci sono Suarez e Cavani, allora attenti perché il segnale diventa un messaggio chiaro: l’Uruguay c’è.

Intanto la truppa del Maestro, al secolo Óscar Washington Tabárez, schiaccia anche la Russia e si conquista il primo posto del girone. Con una escalation di prestazioni che lascia intravedere una squadra in crescita.

A Samara non c'è stata mai partita, con la Celeste che dopo 36' aveva già chiuso la pratica, con una punizione di Suarez, il raddoppio arrivato su autorete propiziata da un tiro da lontano di Laxalt (23') e il rosso per doppia ammonizione a Smolnikov. Poi nel finale è arrivato pure il 3-0 firmato da Cavani, prima rete del Matador in questo Mondiale.

L’altra partita del girone era Arabia-Egitto, del tutto ininfluente. E così, con un pallonetto d'autore, un cucchiaio sballato, qualche assist pregevole, ma tutto al piccolo trotto e senza l'ombra di un sorriso: Momo Salah lascia il mondiale, che doveva vederlo protagonista, in punta di piedi e un modesto Egitto si fa infilare 2-1 al 94' da una volitiva Arabia Saudita. L’unico egiziano che fa festa è El Hadary, portiere che Cuper lancia permettendogli (oltre a parare un rigore) di assaporare il record di giocatore più vecchio di un mondiale, con i suoi 45 anni e 161 giorni. (a.b.)