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Cannabis light, il parere del Consiglio Superiore di Sanità: no alla vendita

Css: "Non si può escludere la pericolosità del Thc anche a basse concentrazioni in alcuni soggetti". Codacons: "Rischio chiusura per migliaia di negozi"

Stop alla vendita dei prodotti a base di cannabis ’light’, cioè con il principio attivo Thc inferiore ai limiti di legge, con i negozi ’green’ proliferati negli ultimi mesi in tutta Italia. È quanto contenuto in un parere forumlato dal Consiglio Superiore di Sanità su richiesta del ministero della Salute lo scorso febbraio. "Non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa", avverte il Css, che "raccomanda che siano attivate nell’interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita".

Cannabis light, aumentano i negozi e i loro clienti: sugli scaffali anche pasta e cosmetici a base di canapa A un anno dalla legge che ha legalizzato il consumo della cannabis light, a basso contenuto di thc (limite fissato per legge a 0,2%), in Italia aumentano i negozi che la vendono. Ma non solo infiorescenze, anche prodotti alimentari, come la pasta di farina di canapa, prodotti per i corpo, e anche bevande come la birra. I consumatori sono di tutte le età e di tutti i ceti sociali, dai 20 ai 60 anni. Una realtà raccontata, a Roma, da Pietro Cives di "Grace" a Ponte Milvio e Giulio Pignataro di EasyJoint a San Lorenzo video di Livia Crisafi

Questo perchè il limite di Thc previsto dalla legge (0,2-0,6%) "non è trascurabile", e gli effetti psicotropi possono comunque prodursi, magari aumentando le dosi. Peraltro con un consumo "al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre".

La cannabis "light" è un successo: e arriva il 'Just eat' della marijuana legale Giorgio e Francesco sono due ragazzi romani di 25 anni che hanno avuto l'idea di aprire il primo delivery di canapa legale a Roma, sfruttando il boom di aperture di negozi specializzati in cannabis light. La "marijuana light" è ufficialmente regolamentata anche dal ministero dell'Agricoltura che il 23 maggio ha emato le norme attuative della legge, rendendo più semplice la vita ai moltissimi imprenditori che hanno investito nel settore nell'ultimo anno. "Quella che vendiamo non è droga, la quantità di Thc è inferiore allo 0,2%, non ha effetti stupefacenti". 'Just Hemp' funziona come una qualsiasi app di delivery: si fa l'ordine online, si paga tramite carta di credito o contrassegno, e si vede arrivare il prodotto desiderato a casa. La particolarità è - appunto - che viene venduta canapa legale. "I nostri prodotti sono solo da collezione - precisa Giorgio - inoltre vendiamo solo canapa coltivata in Italia e solo a maggiorenni. I nostri clienti? La maggior parte tra i 25 e i 35 anni"Di Cecilia GrecoFilmmaker Leonardo Meuti

Secondo il Css peraltro non è stato valutato "il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, etc..) così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ’sicurà e ’priva di effetti collateralì si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)".

Cannabis, cosa prevede la legge in Italia. I prodotti a base di cannabis, nel rispetto del tetto fissato per la dose di Thc contenuta, si possono vendere in Italia, in base alla legge 242 del 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017. Da allora sono sbocciati come funghi i negozi ’green’ in tutta Italia, con un giro d’affari in forte crescita (diverse decine di milioni di euro). La legge contiene "Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa", finalizzata alla coltivazione e alla trasformazione; all’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; allo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale; alla produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori; alla realizzazione di opere di bioingegneria, bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca. Non è prevista la coltivazione per farne "spinelli", tanto per chiarire: è possibile infatti trarne, tra le altre cose, "alimenti e cosmetici prodotti esclusivamente nel rispetto delle discipline dei rispettivi settori".

Codacons: rischio chiusura per migliaia di negozi.Il parere del Consiglio superiore di Sanità sulla cannabis light rischia di determinare la chiusura di migliaia di negozi specializzati nella vendita della canapa, che negli ultimi mesi sono sorti in tutta Italia. Lo afferma il Codacons, commentando la decisione del Css secondo cui "Non può essere esclusa la pericolosità della ’ cannabis light’".

"Il Css chiede esplicitamente misure atte a non consentire la libera vendita di tale prodotto, aprendo così un delicato fronte che vede coinvolti migliaia di esercizi commerciali - spiega il presidente Carlo Rienzi - Il ministero della Salute, quindi, dovrà mettere in campo le precauzioni richieste allo scopo di tutelare la salute pubblica. In tal senso la soluzione più adatta per dare riscontro al parere del Css e impedire sia la chiusura dei negozi sia danni per chi acquista prodotti a scopo di collezione, è prevedere una dichiarazione di responsabilità da parte dell’acquirente, nella quale lo stesso si impegna a non fare un uso pericoloso dei prodotti venduti presso tali esercizi" - conclude Rienzi.

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