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MOTOGP: L’INTERVISTA 

Marco Lucchinelli: «Lorenzo che stravince appena “scaricato”? Mercato senza senso»

L’ex campione del mondo: «Questa tempistica non mi piace. Aprilia–Iannone? Interessante ma per il pilota abruzzese è un passo indietro»

Siamo a poco più di un terzo delle gare del Motomondiale 2018 (domenica, con il Gran premio di Catalogna, si è arrivati a sette su 19) eppure, tranne qualche eccezione riguardante piloti non di primo piano, sappiamo già come saranno al via i top team della MotoGp l’anno prossimo. Un effetto domino per certi versi sorprendente, se si pensa a quanto fosse ingarbugliata la situazione soltanto un mese fa.

Il colpo di teatro più clamoroso è stato senza dubbio il passaggio di Jorge Lorenzo dalla Ducati alla Honda Hrc, con relativo appiedamento di Dani Pedrosa (che sembrava sul punto di smettere ma che ha assicurato tutti dicendo di avere più una possibilità per proseguire la carriera), ma non vanno sottovalutate anche le altre operazioni che hanno movimentato gli ultimi giorni di primavera. La promozione di Danilo Petrucci, che avrà una moto ufficiale di Borgo Panigale, e dividerà il box con Andrea Dovizioso, è un premio per la tenacia (e, perché no, per il talento) del ternano, e di sicuro ha destato grande curiosità la linea verde della Suzuki, che ha deciso di affiancare ad Alex Rins un altro fenomeno in erba spagnolo, quel Joan Mir che nel 2017 ha vinto il Mondiale Moto 3 e si appresta quindi a fare un secondo salto consecutivo. La casa di Hamamatsu ha liberato Andrea Iannone e l’abruzzese ha messo nero su bianco con l’ambiziosa Aprilia (il suo compagno sarà il confermatissimo Aleix Espargaró). Si è insomma completato un quadro i cui primi colpi di pennello erano arrivati dalla Yamaha (con le conferme di Maverick Viñales prima e Valentino Rossi poi), dalla Ktm, con l’annuncio relativo all’arrivo di Johann Zarco e, infine, dalla stessa Ducati, che dopo tanto penare era riuscita a trovare la quadra con Andrea Dovizioso. Di tutto ciò abbiamo parlato con Marco Lucchinelli, campione del mondo della classe 500 nel 1981 con la Suzuki e oggi apprezzato commentatore televisivo.

“Cascomercato”: per il 2019 i giochi più importanti sono già fatti.

«Non mi piacciono queste tempistiche. Secondo me questa fretta non ha alcun senso, una volta certe questioni di definivano a fine stagione, o al massimo ad agosto, come successe a me con la Honda».

Che problemi si possono creare?

«Uno in particolare. Se la casa per la quale stai correndo oggi sa già che l’anno prossimo tu sarai altrove farà grande fatica a condividere con te la voglia di procedere nello sviluppo e i risultati ottenuti con la ricerca: il timore, ovvio, è che tu possa beneficiare di certe migliorie in futuro o comunque farne tesoro. Non è certo una situazione ottimale».

E per i piloti?

«Su molte questioni sono un “fuori di testa” (ride, ndr) ma quando si parla di sport e del mio sport in particolare sono terribilmente serio. Faccio molta fatica a capire i piloti di oggi, quando correvo io fino a fine stagione non eri così sicuro che ti avrebbero rinnovato il contratto e così ti impegnavi ancora di più per convincere il tuo team a farti una bella offerta».

E chi, invece, oggi già sa che è stato scaricato e non ha un altro team…

«Può giusto tentare di dimostrare che è stato un errore non dargli ancora fiducia. Però non la vedo facile come cosa: se fino a quel momento non sei andato forte sarebbe anomalo che arrivi la svolta quando sai già che sarai a piedi. Certo, puoi farti notare dalle altre squadre, ma i posti sono sempre meno: qualcuno potrebbe demotivarsi».

E la formula legata ai contratti biennali?

«Giusta. Due anni ti servono per pianificare un bel progetto e per sviluppare. Sai bene che il primo anno con una moto nuova non devi volare, certo che se ci riesci subito è ancora meglio: a me è successo. Un contratto annuale avrebbe ben poco senso, c’è bisogno di continuità anche a livello psicologico».

Qual è stata l’operazione che l’ha più sorpresa?

«Senza dubbio quella che ha portato Jorge Lorenzo dalla Ducati alla Honda Hrc. Il maiorchino sembrava essersi assopito, pareva in difficoltà nel muoversi alla ricerca di una nuova squadra, tanto da arrivare a prendere in considerazione l’idea di accettare una Yamaha di un team satellite pur di restare nel Mondiale. E invece gli è arrivata questa offerta e per lui c’è una nuova occasione di rilancio con una moto iper-competitiva. È stato un colpo di scena».

Di Andrea Iannone cosa dice?

«Il binomio tutto italiano con l’Aprilia è interessante, però oggi come oggi il ragazzo ha fatto un passo indietro. Lo dico perché questa Suzuki è assai

diversa da quella dello scorso anno e sono convinto che potrebbe anche arrivare a vincere una gara nel campionato del mondo in corso. E, tra l’altro, può essere che anche la Ducati avesse pensato a un ritorno dell’abruzzese per sostituire Lorenzo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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