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L'Uruguay passa il turno, Arabia Saudita ai titoli di coda
Mondiali 2018/Gruppo A

L'Uruguay passa il turno, Arabia Saudita ai titoli di coda

Tra gol e papere decide Suarez dopo un'uscita a vuoto del portiere saudita. Squadra di Tabarez qualificata a braccetto con la Russia, anche l'Egitto eliminato

Una vittoria e due verdetti a Rostov dove l'Uruguay battendo l'Arabia Saudita col minimo scarto si è guadagnato con un turno di anticipo il passaggio agli ottavi (a braccetto con la Russia), rimandando a casa e senza gloria la nazionale di Juan Antonio Pizzi e l'Egitto di Momo Salah, che dopo il secondo ko di ieri sera vantava ancora una residua speranza aritmetica. È finita 1-0 per la Celeste che col minimo sindacale e con gran fatica ha avuto ragione della nazionale più scarsa vista fin qui al Mondiale.

La squadra saudita non ha messo a frutto gli errori (tecnici ma anche di esperienza) dell'esordio, anzi il cambio in porta si è rivelato un autentico boomerang visto che al 23' lo sciagurato Al Owais è andato letteralmente per farfalle sugli sviluppi di un corner, lasciando la porta incustodita per Luis Suarez che infila per il più comodo dei gol e festeggia la sua 100ma presenza in nazionale (e 52 reti). Era dai Mondiali del 1954 che i sudamericani non vincevano le prime due partite in un torneo iridato, buon auspicio in vista dello spareggio per il primo posto nel girone che adesso si giocheranno contro i padroni di casa lunedì prossimo.

Per il resto la gara alla Rostov Arena ha davvero offerto pochi spunti, di cronaca, di spettacolo e di occasioni. Pizzi dopo la cinquina rimediata all'esordio stravolge la squadra, con 4 nuovi innesti e Al Muwalland terminale offensivo di un abbottonato 4-5-1. Di contro Tabarez resta fedele al 4-4-2, cambiando gli esterni e inserendo i veterani Sanchez e Rodriguez al posto dei giovani de Arrascaeta e Nadez. La cifra tecnica è tutta dalla parte dei sudamericani che però faticano a fare gioco: probabilmente il vantaggio iniziale ha ulteriormente spento le velleità agonistiche ma è anche vero che la squadra di Tabarez non ha mostrato la minima idea di gioco. Tanti tocchi, troppi passaggi in orizzontale, leziosi e fine a sè stessi che non hanno sortito effetti. Così le occasioni (pochissime) da gol arrivano solo sugli svarioni della difesa saudita, come al 61' e 62' della ripresa quando, prima Laxalt (appena entrato) e poi Cavani (su buco di Al Shahrani) provano senza successo a far gol, per sfortuna il genoano, per un chiaro errore l'ex napoletano. Con Torreira al posto di uno spento Vecino Tabarez cerca di mettere un po' di pepe a centrocampo ma il tutto resta nelle intenzioni. Per il "pistolero" e il "matador" non è giornata: la riprova al minuto 86' col

l'attaccante del Psg lanciato a rete ma che impatta contro il portiere saudita, stavolta perfetto nell'uscita. Finisce qui, con la Celeste che si giocherà il primo posto nel girone contro la Russia, e l' Arabia Saudita che spareggerà con l'Egitto per evitare l'ultimo, prima di tornare a casa.

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