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Salvini: censiremo i rom. Stop dal M5S

Il ministro annuncia un’anagrafe: «Irregolari via, ma gli italiani li dobbiamo tenere». Alleati critici, il centrosinistra insorge

Rom, Salvini: "Faremo un censimento, quelli italiani purtroppo ce li dobbiamo tenere"

ROMA. Dalla dichiarazione choc – un censimento dei rom che suona come una schedatura – alla correzione di rotta, passano cinque ore. Un tempo in cui contro il ministro leghista dell’Interno Matteo Salvini – che con il suo movimentismo fa volare la Lega nei sondaggi – viene travolto da una valanga di critiche dall’opposizione. Ma soprattutto si trova a un passo dallo scontro con l’alleato di governo che è il principale azionista della maggioranza. Quando mancano pochi minuti alle 19, dunque, Salvini fa una precisazione che non sembra estranea all’irritazione che monta nel M5S, arrivando fino al presidente del Consiglio Antonio Conte, impegnato in Germania nel bilaterale con la cancelliera Angela Merkel.

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«Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di censimento registrazione o schedatura, se una cosa non è costituzionale non la si può fare – apprezza il vice premier Luigi Di Maio – Bene occuparsi di immigrazione, ma prima occupiamoci dei tanti italiani che non possono mangiare» conclude con una punta polemica poco prima che arrivi anche la dura presa di posizione netta dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. «L'annuncio del ministro Salvini preoccupa e risveglia ricordi di leggi e misure razziste di 80 anni fa e sempre più dimenticate – afferma Noemi Di Segni – Non c'è ricerca del consenso, non c'è ansia di ordine pubblico che giustifichi la proposta inquietante di enucleare specifiche categorie sociali di cittadini, di censirli e di sottoporli a speciali politiche di sicurezza». Secondo quanto ricorda una risoluzione del Parlamento europeo votata il 15 aprile del 2015, sono stati «500.000 i rom sterminati dai nazisti e da altri regimi».

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L’annuncio. Le dichiarazioni che fanno vacillare l’alleanza gialloverde Salvini le pronuncia a Telelombardia: «Al ministero mi sto facendo preparare un dossier sulla questione rom in Italia, perché dopo Maroni (che nel 2008 aveva avviato una iniziativa analoga, ndr) non si è fatto più nulla, ed è il caos» annuncia, parlando di «una ricognizione per vedere chi, come, quanti», ossia «rifacendo quello che fu definito il censimento, facciamo un’anagrafe». Gli irregolari, sottolinea, andranno «espulsi. Ma, chiosa, «i rom italiani purtroppo te li devi tenere a casa».

Il centrosinistra si scatena. «Ieri i rifugiati, oggi i rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo» ironizza su Twitter l’ex premier Paolo Gentiloni. «Se proprio vogliamo fare i censimenti, io partirei da quello dei razzisti e dei fascisti» replica il presidente del Pd Matteo Orfini. Il segretario dem Maurizio Martina definisce «aberrante» l’ipotesi ed Emanuele Fiano, figlio di Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz e unico superstite della sua famiglia, sottolinea che «le persone si possono dividere per le loro condotte, per il loro comportamento, per le loro scelte, non per la loro nascita».

La senatrice di LeU Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto parla di «idea fosca e sinistra»: «È impossibile non ricordare un altro censimento, quello degli ebrei del 22 agosto 1938, che fu il prologo delle leggi razziali del mese successivo». Attacca anche Laudra Boldrini: «Un ministro dovrebbe conoscere i rudimenti normativi, anzichè proporsi di violarli per qualche voto in più. Disumanità al potere». Anche Renata Polverini, Forza Italia, parla di «deriva populista e xenofoba». Dice no a «censimenti su base etnica» Riccardo Zuccolini portavoce della Comunità di Sant’Egidio, ricordando che «peraltro la presenza dei rom in Italia, inferiore a quella di altri Paesi dell’Europa e composta soprattutto da minori, è già largamente conosciuta da tutti i livelli istituzionali». In una giornata convulsa c’è spazio anche per un botta e risposta con i Casamonica, famiglia rom della Capitale, che attaccano: «Siamo italiani da 7 generazioni». Lui replica: «Qualcuno dei Casamonica mi minaccia e mi invita a “rigare dritto”? Non mi spaventa, anzi mi dà più forza».

La rettifica. Così Salvini – che nel 2015 ipotizzava di spianare con la ruspa tutti i campi rom, previo avviso di sfratto di 6 mesi – precisa: «Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno: obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza». Prima che arrivi il commento tombale di Di Maio, è il senatore del M5S Nicola Morra a intervenire pur senza citare Salvini: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». A fine serata tocca al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede mettere la parola fine: «Solo un censimento nel senso di monitoraggio. E Salvini ha parlato di tutela dei bambini».

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