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L’Inghilterra morde nel recupero con Kane: castigata la Tunisia

Doppietta della punta del Tottenham, in mezzo il pari nordafricano. Il “muro” sgretolato solo negli ultimi minuti dopo l’ennesimo assalto

“Harry ti presento Sally”. Anzi, la Tunisia. Harry è Kane, lugagnone che nel dorato mondo della Premier League segna caterve di gol con la maglia del Tottenham. «Spero di farne tre anch’io», aveva dichiarato riferendosi alla tripletta confezionata all’esordio Cristiano Ronaldo, stimolato nel paragone dalla stampa al seguito dell’Inghilterra, da quelli che lo chiamano Hurricane, l’uragano. Ne ha fatti due Kane, ieri a Volgograd, il secondo in pieno recupero, quando ormai i tunisini accarezzav ...

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“Harry ti presento Sally”. Anzi, la Tunisia. Harry è Kane, lugagnone che nel dorato mondo della Premier League segna caterve di gol con la maglia del Tottenham. «Spero di farne tre anch’io», aveva dichiarato riferendosi alla tripletta confezionata all’esordio Cristiano Ronaldo, stimolato nel paragone dalla stampa al seguito dell’Inghilterra, da quelli che lo chiamano Hurricane, l’uragano. Ne ha fatti due Kane, ieri a Volgograd, il secondo in pieno recupero, quando ormai i tunisini accarezzavano l’idea di un risultato a sorpresa, a braccetto con quelli di Islanda e Svizzera, capici di fermare rispettivamente Argentina e Brasile. Esagerato mettere su quel gradino anche l’Inghilterra? Forse, in definitiva le delusioni mondiali a Londra non sono mai mancate nelle ultime edizioni, ma guardando il risultato della gara di ieri bisogna dire che lo spirito stavolta è quello giusto, a cominciare da quello del capitano Kane che si è accorto che al Mondiale non è facile segnare come alle difese di di West Bromwich, Stoke City o Swansea. Qui, al Mondiale, bisogna mettere sul piatto della bilancia anche il cuore, quello che ha esibito la Tunisia là dietro, nonostante il gol subito dopo appena 11 minuti, nonostante l’infortunio che ha costretto il portiere titolare Hassen, uscito allo scoccare del primo quarto d’ora. In quel momento i norafricani hanno letteralmente chiuso ogni spiraglio, hanno parcheggiato il pullman davanti alla porta, come amano dire i nostri allenatori quando si trovano di fronte a una squadra che bada al sodo. L’hanno fatto in svantaggio con l’idea di non subire altri gol e di ripartire per cercare il pareggio. E al 34’ i tunisini hanno potuto – incredibilmente, visto i dati del possesso palla e il continuo forcing inglese – gridare: missione compiuta. Missione compiuta quando Sassi trasforma il rigore fischiato qualche attimo prima per un il contatto in area tra Walker e Fakhreddine Ben Youssef.

Mani al cielo, quelle dei tunisini. Nei capelli per gli uomini del ct Southgate che, per il resto della frazione, ammira le conclusioni dei suoi, ma senza lo straccio di un gol nel referto. Si vede anche un palo di Lingard, d’accordo, ma in definitiva l’attacco di Sua Maestà non è travolgente come l’atteso uragano, sembra piuttosto la brezza tra i lettini sulle spiaggie da Tabarka a Monastir. La Tunisia, vacilla, viene aiutata anche da un paio di decisioni benevole in area dell’arbitro colombiano Roldan, che consente qualche “abbraccio” di troppo nella ripresa, ma non si spezza, almeno fino al 91’, quando Hurricane ne segna un altro. Basta per raggiungere il Belgio in vetta e indirizzare il Mondiale inglese verso il sereno.

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