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Tutti gli occhi sono per Salah

L’infortunio della stella egiziana tiene con il fiato sospeso il girone, l’Uruguay può volare

Tutto ruota intorno a una stella d’Egitto, Mohamed Salah. L’unico in grado di mettere in dubbio il dualismo Ronaldo-Messi nella corsa al Pallone d’oro è il giocatore più atteso del girone, avvolto da una miriade di punti di domanda sulla condizione con cui potrà affrontare il Mondiale. L’infortunio nei primi minuti della finale Champions con la maglia del Liverpool, causato dalla caduta dopo un contatto con il madridista Sergio Ramos, ha messo in dubbio persino la sua partecipazione alla ras ...

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Tutto ruota intorno a una stella d’Egitto, Mohamed Salah. L’unico in grado di mettere in dubbio il dualismo Ronaldo-Messi nella corsa al Pallone d’oro è il giocatore più atteso del girone, avvolto da una miriade di punti di domanda sulla condizione con cui potrà affrontare il Mondiale. L’infortunio nei primi minuti della finale Champions con la maglia del Liverpool, causato dalla caduta dopo un contatto con il madridista Sergio Ramos, ha messo in dubbio persino la sua partecipazione alla rassegna. Il recupero però è andato a mille all’ora e le ultime previsioni danno l’attaccante in campo sin dalla seconda partita contro i padroni di casa russi.

OCCHI SULL’EGITTO. Le ambizioni dell’Egitto fluttuano inevitabilmente come una cryptovaluta: con un terminale da 43 gol in stagione tra Premier (32) e Champions (11) i “faraoni” possono puntare a passare il turno in un girone non certo proibitivo. Senza l’ex Fiorentina e Roma le speranze egiziane subiscono un declino drammatico. A Hector Cuper, ex tecnico anche di Inter e Parma, il compito di cercare soluzioni tampone durante il ritiro che i nordafricani hanno scelto, non senza polemiche, di svolgere in Cecenia per affinità tra musulmani.

L’URUGUAY È LA FAVORITA. Salah o no, la grande favorita del gruppo A è comunque l’Uruguay. La formazione del Maestro Oscar Tabarez è in pole per chiudere al primo posto il gruppo, con cinque convocati che arrivano dalla Serie A (Vecino, Bentancur, Laxalt, Torreira e Caceres). L’attacco è extra lusso con Edinson Cavani e Luis Suarez, i due centrali difensivi dell’Atletico Madrid Diego Godin e José Gimenez sono una certezza davanti all’ex portiere della Lazio Fernando Muslera. Se gli esterni, imbeccati da Matias Vecino e Rodrigo Bentancur, riusciranno a garantire fluidità e rifornimenti alle punte gli orizzonti potrebbero spaziare anche ben oltre gli ottavi. Tanto starà nella capacità di Tabarez, segnato nel fisico da una neuropatia cronica, di trovare soluzioni al passo con i tempi.

LA PICCOLA ARABIA. Orizzonti più ristretti per l’Arabia Saudita. Aver mandato in Spagna i suoi calciatori più interessanti non ha dato i frutti sperati. Il bomber Alsahlawi e i suoi 16 gol nelle qualificazioni probabilmente non basteranno a evitare il ruolo di squadra materasso. A meno che il tecnico Juan Antonio Pizzi, che nel 2016 ha vinto la Coppa America con il Cile, non possieda un tocco magico tale da ribaltare anche il ranking Fifa, che vede i sauditi penultimi tra le compagini del Mondiale.

I PADRONI DI CASA. Dietro di loro (al 7 giugno) solo la Russia, ultima. Il presidente Vladimir Putin ha cercato di organizzare tutto perché la rassegna mostri al mondo una Russia top class, ma non può infondere talento in una squadra giovane e non particolarmente attrezzata. Avrà il vantaggio del fattore campo, che ai Mondiali conta.

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