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Il sogno di tutti ma non per noi

Il sogno di tutti ma non per noi

Un mondiale con la moviola (alias Var) e senza Italia. Benvenuti dentro a ciò che appena qualche anno fa sembrava un film fantasy. Manchiamo solo noi al gran galà del calcio, ma pensiamo che agli...

Un mondiale con la moviola (alias Var) e senza Italia. Benvenuti dentro a ciò che appena qualche anno fa sembrava un film fantasy. Manchiamo solo noi al gran galà del calcio, ma pensiamo che agli altri interessi poco. A livello di passione è chiaro che sentiremo un vuoto enorme, a livello tecnico (perdonateci la crudezza) il Mondiale in Russia senza di noi perderà poco.

I top player del calcio ci saranno tutti e le sudamericane cercheranno di rovesciare la storia, se è vero che in Europa ha vinto sempre una squadra europea. Tranne una volta, nel 1958, quando in Svezia alzò la coppa il Brasile di Pelé. Ma parliamo davvero di un’altra generazione. Incroci permettendo, ci sembrano quattro le squadre che possono puntare al Mondiale: Brasile, Spagna, Germania e Argentina. L’ordine non è casuale. Stavolta il Brasile sembra più completo e di certo non avrà addosso la pressione che nel 2014 provocò l’umiliazione non di una squadra ma di un intero paese con quell’1-7 in casa con la Germania, l’indelebile Mineirazo. Squadra storicamente sbilanciata in avanti, i verdeoro possono aver trovato la quadratura del cerchio con un portiere ultra-affidabile (Alisson) e un centrocampo nel quale i giocolieri hanno lasciato il posto a giocatori completi come Paulinho, Casemiro, Fernandinho. Qualche colpo di tacco in meno, qualche piattone in più, e forse questo Brasile potrà davvero arrivare in fondo.

Inevitabile poi che la Spagna punti al titolo. La generazione di fenomeni ha vinto tutto e le cantere non smettono di sfornare talenti. Oggi c’è un gruppo di calciatori che si giocherà la loro ultima grande possibilità ovvero Piqué, Ramos, Iniesta e Silva, ma anche i vari Busquets, Diego Costa e Jordi Alba sono vicini alla trentina. Grande esperienza ma fisico non ancora usurato, idee tattiche chiare e qualche talentino pronto ad esplodere: è un bel mix questa Spagna.

Poi ci sono Germania e Argentina, che tra le favorite devono starci per tante ragioni, e forse sullo stesso gradino può starci anche la Francia.

Le sorprese? Molti puntano il dito sull’Inghilterra che però non ci sembra squadra ben assortita e soprattutto tende storicamente a dissolversi quando il risultato conta. Ci intriga decisamente di più il Belgio che ha in rosa fior di giocatori (Hazard su tutti) e si è permessa il lusso di lasciare a casa Nainggolan (che, a nostro parere, avrebbe fatto il titolare in qualsiasi altra nazionale). Se vi affascina fare il tifo per una nazionale simpatica, chi di certo attaccherà e con qualche chance di andare avanti, provate invece con la Colombia.

Speriamo che bel gioco e gol possano travolgere tutto, pure le paure. Perché anche il Mondiale più costoso della storia (si parla di oltre 14 miliardi di dollari, poco meno di 12 in euro, divisi fra stadi e infrastrutture) deve fare i conti coi rischi ormai inevitabili del terrorismo e quelli crescenti

legati agli hooligan russi che negli ultimi anni troppe volte hanno catturato la scena.

A noi italiani non resta che guardare. E riflettere. Guardare ci riesce bene, riflettere (viste le frittate continue del nostro calcio) decisamente meno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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