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Il Giappone è il vaso di coccio

Polonia, Senegal e Colombia si contendono le due caselle per gli ottavi, Lewandowski la star

La Polonia prenota con comodo la fase successiva. Il commissario tecnico Adam Nawalka – passato da una carriera promettente a un gravissimo infortunio, da anni di lavoro da venditore di automobili alla panchina del suo Paese chiamato dal veccho amico Zibì Boniek diventato presidente della Federazione – ha a disposizione una formazione più che affidabile, con un asso nella manica. Robert Lewandowski è il punto di riferimento della nazionale biancorossa e il cannoniere, uno che nel corso delle ...

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La Polonia prenota con comodo la fase successiva. Il commissario tecnico Adam Nawalka – passato da una carriera promettente a un gravissimo infortunio, da anni di lavoro da venditore di automobili alla panchina del suo Paese chiamato dal veccho amico Zibì Boniek diventato presidente della Federazione – ha a disposizione una formazione più che affidabile, con un asso nella manica. Robert Lewandowski è il punto di riferimento della nazionale biancorossa e il cannoniere, uno che nel corso delle qualificazioni ha giocato al tiro al bersaglio.

QUALITÀ POLACCA. L’attaccante del Bayern davanti fa coppia con Milik ma il Napoli non si limita a fornire solamente la giovane, sfortunatissima, punta ma dà anche Zielinski, uno dei perni del centrocampo. Tanta Italia in questa Polonia: dallo juventino Szczesny – peraltro nemmeno certo del posto da portiere titolare – a Bereszynski. Nelle qualificazioni la Polonia a suon di goleade è riuscita persino a rendere innocuo il brutale 4-0 assestatole dalla Danimarca.

IL SENEGAL. Non ha dovuto scomodarsi troppo per conquistare il pass per la Russia nemmeno il Senegal. La rappresentativa allenata da Cissè, il più giovane tra i ct presenti, ha maramaldeggiato sul Sudafrica soffrendo solo contro il Burkina Faso. La difesa tiene botta grazie a Kalidou Koulibaly. Il califfo del Napoli è l’uomo-simbolo di una formazione che fa del dinamismo la caratteristica di spicco. L’attacco è di prima fascia assoluta: Manè si è fatto apprezzare con il Liverpool in Champions League, Keita è una conoscenza tutt’altro che remota del calcio italiano (ha lasciato la Lazio per il Monaco), Niang è... Niang, devastante quando gli va, altrimenti un discontinuo talento incompiuto.

LA COLOMBIA. Il talento non manca nemmeno alla Colombia. Il ct Pekerman in attacco ha tanta qualità che per forza deve lasciare qualche pezzo pregiato in panchina oppure obbligarlo ad adattarsi fuori ruolo. James Rodriguez garantisce classe e fantasia, Radamel Falcao del Monaco con finestra forse sul Milan ha fiuto del gol sopraffino, Muriel ex Udinese e Samp ha numeri, Bacca dai trascorsi rossoneri è un esperto rincalzo. A scavallare, poi, c’è Cuadrado, consentendo all’allenatore argentino della Colombia di poter variare assetto a partita in corso.

IL GIAPPONE. È candidato all’ingrato ruolo del vaso di coccio. E non serve nemmeno la frequentazione del calcio tedesco con sette giocatori della Bundesliga in Nazionale. Honda, visto a lungo sui nostri schermi ma senza rimpianti, è la stella. Auguri.

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