Quotidiani locali

Vai alla pagina su Russia 2018
I tedeschi per il quinto titolo

I tedeschi per il quinto titolo

Girone abbordabile con Corea, Messico e la Svezia carnefice degli azzurri nello spareggio

Nella Germania che si accinge a difendere il titolo mondiale c’è uno spicchio d’Italia almeno dal punto di vista logistico: i panzer hanno svolto quasi tutta la loro preparazione ad Appiano, che non è Appiano Gentile, ma un piccolo paese alle porte di Bolzano, sulla strada per Caldaro e le ottime cantine del Traminer.

CACCIA ALLA CONFERMA. Certo, è lo spicchio d’Italia più tedesco che ci possa essere, ma consoliamoci. La Germania, campione del mondo in carica, plana in Russia con la dichiarata intenzione di confermarsi. Tanto che in Alto Adige si è vista in visita ufficiale persino la cancelliera Angela Merkel per caricare la truppa di Loew. Alla 19ma partecipazione e con quattro edizioni già in bacheca, la Mannschaft vuole affiancare il Brasile a quota cinque. Proprio quel Brasile umiliato nella finalissima dell’ultima edizione, quattro anni fa.

Ha conseguito in scioltezza il pass grazie al primo posto nel girone, ottenuto con un percorso netto: 10 vittorie in altrettanti incontri, nel gruppo comprendente Irlanda del Nord, Repubblica Ceca, Norvegia, Azerbaigian e San Marino. Ben 43 le reti segnate (e appena quattro al passivo), miglior attacco di sempre nelle qualificazioni a un Mondiale. Eppure, all’appuntamento i bianchi arrivano senza una vera stella di grandezza planetaria, ma come sempre forti della compattezza di una squadra di livello tecnico elevato. Thomas Muller resta il giocatore più rappresentativo e di esperienza insieme al rientrante portiere Manuel Neuer, Toni Kroos è quello più decorato (ha vinto quattro volte la Champions, di cui tre con il Real, oltre ai Mondiali per nazionali e per club, Bundesliga e Liga), mentre Timo Werner, 22 anni, del Lipsia, non è ancora il centravanti di fama mondiale che promette di diventare.

LA SVEZIA. Gli avversari del girone? Intanto c’è la Svezia, responsabile della mancata partecipazione dell’Italia, eliminata nel doppio confronto dei playoff: è alla 12ma presenza in una fase finale. I gialloblù non hanno mai vinto il torneo, ma possono vantare un secondo posto (in casa nel 1958) e due terzi posti. Quella emersa dalle qualificazioni è una squadra solida, non eccelsa tecnicamente, ma quadrata. In poche parole, il simbolo del collettivo. Composta da giocatori come Rodhen, Ekdal, Granqvist, che faticavano o faticano a emergere in Serie A.

IL MESSICO. «Abbiamo una grande responsabilità, vogliamo scrivere la storia», dice il ct del Messico Carlos Osorio. E in effetti il Messico ha alla propria portata almeno il secondo posto, naturalmente dietro la Germania.

COREA DEL SUD. Ci sarà

da fare i conti anche con l’imprevedibilità della Corea del Sud: questa è una delle squadre più indecifrabili, trascinata da Son Heung-min, attaccante del Tottenham, finalizzatore della manovra e colonna portante della sua nazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro