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Brasile super, occhio ai serbi

Brasile super, occhio ai serbi

La Svizzera è al quarto Mondiale consecutivo e non parte spacciata così come Costa Rica

Il Brasile è il favorito d’obbligo del gruppo E. E non potrebbe essere altrimenti, alla luce della storia della Seleçao (unica squadra ad avere vinto cinque titoli mondiali), della qualità dei suoi giocatori e anche della voglia di rivincita dopo l’edizione di quattro anni fa, disputata in casa, e dalla quale i verdeoro sono usciti con le ossa rotte, sconfitti con un devastante 7-1 dalla Germania in semifinale.

NEYMAR IL FARO. La stella della squadra è Neymar, che ha rischiato di mancare l’appuntamento iridato per la lesione del quinto metatarso destro: il giocatore del Paris Saint Germain ha anche dovuto farsi operare. Tre gli “italiani” convocati dal ct Tite: il romanista Alisson, l’interista Miranda e lo juventino Douglas Costa.

LA SVIZZERA. Quarto Mondiale di fila per la Svizzera: c’è arrivata non senza fatica, sbarazzandosi dell’Irlanda del Nord grazie a un rigore del milanista Ricardo Rodriguez, unica rete realizzata nel doppio spareggio con i britannici. È una squadra multi-etnica quella forgiata da Vladimir Petkovic, nato a Sarajevo, naturalizzato elvetico e noto in Italia per avere guidato la Lazio: basta leggere i cognomi dei suoi giocatori, tra i quali spiccano elementi che hanno militato in Serie A, come gli esperti centrocampisti Blerim Dzemaili e Valon Behrami. Nel gruppo anche Stephan Lichtsteiner, Remo Freuler, l’ex interista Xherdan Shaqiri, Haris Seferovic e Gelson Fernandes, visto con Chievo e Udinese.

LA SERBIA. Alla ricerca di un posto al sole, leggasi qualificazione agli ottavi, c’è anche la Serbia. Con la Federazione calcistica di Belgrado che, staccato il biglietto per la Russia, non si è fatta pregare nell’esonerare il ct Slavoljub Muslin, reo di proporre un gioco considerato troppo difensivista e – secondo l’accusa – colpevole non di considerare più di tanto alcuni giovani talenti. Su tutti Sergej Milinkovic-Savic, che può essere l’arma in più dell’allenatore scelto per guidare gli slavi al Mondiale, Mladen Krstajic. Da tenere d’occhio anche Adem Ljajic, nell’ultima stagione al Torino, e Aleksandar Kolarov, che con la Roma, a quasi 33 anni di età, ha dimostrato di potere ancora dire la propria a grandi livelli.

COSTA RICA. Quarta presenza al Mondiale nelle ultime cinque edizioni per il Costa Rica, una delle realtà più importanti del Centro America. Nel 2014 è arrivato addirittura fino ai quarti, venendo eliminato dall’Olanda e solo ai rigori: un sogno ripetersi quattro anni più tardi. Il ct è Oscar Ramirez, che da calciatore fece parte della spedizione costaricense ai Italia ’90. Tra i giocatori che ha convocato ce ne sono due dal nome di battesimo particolare: Gonzalez, che milita nel Bologna

(dopo essere stato nel Palermo) e che si chiama Giancarlo, ma soprattutto Tejeda, che è nato nel 1992 e che il padre decise di fare battezzare come Yeltsin. Evidentemente era un estimatore dell’allora presidente russo.

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