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Argentina, non sarà semplice

Con Croazia, Islanda e Nigeria sfide molto equilibrate: ci sarà da sudare fin dall’inizio

Una candidata al titolo qual è ritenuta l’Argentina, un’incompiuta ricca di talenti come la Croazia, la rivelazione Islanda dell’ultimo Europeo e una Nigeria che si presenta da imbattuta dopo le qualificazioni, pronta a far ricredere chi la prende sottogamba. Ecco servito il menù del girone D, apparso subito tra i più equilibrati in sede di sorteggio.

ARGENTINA. Parte col favore del pronostico e non potrebbe essere diversamente avendo dalla sua Leo Messi. Al campionissimo manca solo una cosa, la conquista della coppa del mondo, l’unico trofeo in grado di consegnarlo all’Olimpo e questa edizione ha tutta l’aria di essere la sua ultima occasione, visto l’incedere dell’età.

Un mezzo miracolo lo ha già compiuto andando a segnare la doppietta con cui l’Albiceleste è volata in Russia, vincendo all’ultima giornata della qualificazioni in Ecuador, scartando pure lo spareggio. Ora tocca completare il lavoro, assistito magari da Dybala, Aguero, Higuain, tutti nomi esagerati a pensarli insieme in un attacco fantasmagorico.

CROAZIA. I nomi altisonanti li hanno pure i croati, anche se non in attacco. La specialità della casa è infatti nelle incursioni dalle retrovie, sulle folate di Perisic, Brozovic e Kramaric, con i centrocampisti di Real Madrid (Modric) e Barcellona (Rakitic) a dettare il ritmo come in un solfeggio.

L’ultimo Mondiale era stato un vero e proprio disastro, con eliminazione al primo turno in Brasile, e nelle qualificazioni si è dovuti accedere dalla porta di servizio, con un cambio allenatore in corsa rivelatosi decisivo e il play-off vinto contro la Grecia.

ISLANDA. Due anni fa all’Europeo ha conquistato e sorpreso, spingendosi fino ai quarti di finale. In Russia sarà difficile contare sul fattore sorpresa, ma forse non ce ne sarà neanche bisogno visto che l’Islanda si è confermata solida anche nelle qualificazioni, vincendo il girone proprio davanti alla Croazia. L’organizzazione di gioco punta a mantenere sempre l’equilibrio, come dimostrato dai sette gol subiti in dieci partite di qualificazione.

NIGERIA. Terzo mondiale consecutivo per le Super Eagles, che rispetto a Brasile 2014 possono contare su Odion Ighalo, un centravanti scoperto dall’Udinese e lanciato dal Watford, terminale offensivo di un 4-2-3-1 che ha vere e proprie frecce come Moses, Iwobie, Ihenacho o Musa, a disposizione. Può far male eccome questa Nigeria, rivista anche in difesa, con la solita poderosa generosità atletica africana.

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