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A furor di popolo arriva il Var Uefa e Fifa divise

I capi del calcio “costretti” a digerire la novità L’Europa frena ma la rivoluzione è inarrestabile

Il primo Mondiale della storia con l’assistenza tecnologica per ridurre al minimo i margini di errori arbitrali. Russia 2018 deve ancora cominciare, ma sarà ricordato anche per l’introduzione del Var, il video assistance referee (assistente video dell’arbitro) che rappresenta una svolta storica, con la Fifa che si è ricreduta in tempi record, se pensiamo che l’approvazione definitiva è arrivata lo scorso 3 marzo, quando l’Ifab ha espresso voto favorevole dopo un’attenta valutazione in concer ...

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Il primo Mondiale della storia con l’assistenza tecnologica per ridurre al minimo i margini di errori arbitrali. Russia 2018 deve ancora cominciare, ma sarà ricordato anche per l’introduzione del Var, il video assistance referee (assistente video dell’arbitro) che rappresenta una svolta storica, con la Fifa che si è ricreduta in tempi record, se pensiamo che l’approvazione definitiva è arrivata lo scorso 3 marzo, quando l’Ifab ha espresso voto favorevole dopo un’attenta valutazione in concerto con la stessa Fifa, eseguita in un lungo periodo di sperimentazione offline e online.

OK, IL VAR È GIUSTO. L’Italia ha fatto da nave guida in questa svolta mondiale, e non solo perché la Serie A è stato uno dei tre campionati che ha adottato il Var nella passata stagione, assieme a Germania e Portogallo. La sperimentazione nel nostro Paese è stata oggetto di studi e di analisi non solo tecniche, dalle quali si è riconosciuto che il Var ha corretto anche molti errori tecnici, salvando di fatto la regolarità del risultato, dando una sferzata alle polemiche. Tutti validi motivi che hanno indotto la Fifa a decidere di utilizzare al mondiale la stessa casistica adottata in Italia, legando quindi l’uso del Var ai casi di gol non gol, rigore non rigore, rosso diretto e scambi di persona. «I principi – ha dichiarato la Ifab – sono quelli di minima interferenza, massimo beneficio, correggendo errori chiari e seri problemi non visti».

NUOVA TECNOLOGIA. Quello che in Italia non si era ancora visto, invece, e che in Russia ci sarà, è la nuova linea virtuale tridimensionale, una nuova tecnologia di ripresa destinata a superare il limite delle attuali linee bidimensionali, eliminando cosi la necessità del contatto del piede del giocatore col terreno, specie nei casi di fuorigioco. Con le linee tridimensionali, invece, il fuorigioco potrà essere valutato con più sicurezza, con le linee calibrate e generate al computer, proiettate sulle immagini delle riprese televisive, in modo che “salgano” anche in verticale. In pratica, l’angolo di visione, la distorsione delle lenti e la curvatura del campo diventeranno tutti fattori considerati dal software che calcola la reale posizione della linea dell’offside. Questa tecnologia è stata sviluppata dopo molti test, quindi valutata e promossa da terze parti con risultati superiori a quelli della tecnologia 2D, che “fondeva” differenti angoli di visione prendendoli da telecamere sincronizzate. Uniformità. Tutti d’accordo quindi? Macché, perché se è vero che al Mondiale ci sarà un Var per tutti, è altrettanto innegabile che non c’è stata una preparazione adeguata per tutti, almeno e soprattutto per gli arbitri.

I RISCHI. Da questo fattore nascono le molte perplessità espresse in merito alla preparazione didattica dei direttori di gara, che a livello internazionale non sono stati “preparati” e uniformati nelle coppe. Le ultime Champions ed Europa League non avevano il Var e soprattutto non l’avranno neanche nelle prossima edizione, come ha anticipato il presidente Uefa Aleksander Ceferin, ancora molto scettico sull’applicazione del sistema.

CORSO ACCELERATO. La Fifa ha quindi pensato di correre ai ripari in vista dell’esordio internazionale del Var, organizzando il raduno svolto ad aprile a Coverciano, dove 36 arbitri e 63 assistenti sono stati selezionati per preparare il Mondiale in un periodo di prova con simulazioni sul campo, una specie di corso accelerato sotto l’egida del designatore dell’Uefa e presidente della commissione arbitrale della Fifa, Pierluigi Collina, puntuale nel ricordare come l’arbitro debba conservare la titolarità della decisione. «Nel calcio l’interpretazione dell’arbitro ha una rilevanza molto importante. Ci sono e continueranno a esserci episodi in una partita dove le opinioni rimarranno diverse, ma il direttore di gara dovrà prendere la sua decisione che rimarrà quella finale. Ci sono molti altri sport dove la tecnologia, come l’instant replay o l’occhio di falco, è stata implementata ormai da anni, ma in tutti questi sport è solamente per decisioni fattuali, non per interpretazioni. Fare la stessa cosa nel calcio significava probabilmente limitare troppo la portata dell’intervento».

ARBITRI E MEDICI. L’Italia sarà protagonista in Russia, con tre dei 13 arbitri designati al Var. Orsato, Valeri e Irrati saranno gli specialisti del Var, nella lista che prevede anche il qatariota Al Jassim, i sudamericani Sampaio (Brasile), Vargas (Bolivia), e Vigliano (Argentina), i tedeschi Dankert e Zwaier, i portoghesi Dias Soares e Lopes Martins, il polacco Gil e l’olandese Makkelie. Ma attenzione, perché dietro al video in Russia ci saranno anche i medici. «Ogni nazionale – ha spiegato il presidente della commissione medica della Fifa, Michel D’Hooghe al recente workshop di Sochi – avrà un secondo dottore che starà davanti a un video in modo da valutare l’accaduto con l’aiuto delle immagini, e fare una prima diagnosi. Pensate a quanto può essere utile una cosa del genere in caso come quelli di commozioni cerebrali». In pratica, un assistente del primo dottore siederà davanti a uno schermo televisivo, in modo da rivedere con chiarezza quanto è successo, in modo da capire se un calciatore potrà rimanere in campo.

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