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La missione in Quebec diventa viaggio di nozze


Se il governo Conte, come spesso succede nei primi giorni, sta godendo una dolce luna di miele con il suo elettorato, la sua prima missione internazionale al vertice G7 in Quebec si può definire un vero e proprio viaggio di nozze. Il matrimonio però è con Trump, con il quale ha immediatamente trovato sintonia, associandosi alla richiesta del presidente americano di riammettere la Russia al consesso dei Grandi.

Partiamo dal metodo, che non è ininfluente. I vertici dei Grandi sono sempre stati molto ingessati, con le foto di gruppo e i testi finali super-mediati e diplomatici; eppure, i loro simboli e segni qualcosa dicevano, anche in negativo, da quando i leader si andarono via via rinchiudendo, prima cingendo zone rosse contro gli oppositori della globalizzazione e poi isolandosi in posti spesso inaccessibili. Finché la grande crisi non ha travolto tutto, facendo nascere una nuova opposizione alla globalizzazione, che si è identificata in protezionismi nazionali, ha ridipinto la Casa Bianca e disunito l’Europa. Mentre l’era dei social network inaugurava una nuova comunicazione, per cui anche i vertici si giocano su twitter, ed è dai cinguettii dei potenti che si è preso a scrutare il futuro. Come è successo anche ieri, quando sul G7 è piombato il tweet di Trump, che chiedeva la riammissione di Mosca; e nel suo piccolo il cinguettio del neopresidente italiano che concordava.

Nel merito, la mossa di Trump è coerente con la svolta isolazionista degli Stati Uniti, più propensi a difendere i propri interessi trattando unilateralmente da forte a forte che a difendere un morente multilateralismo.

L’apertura alla Russia – che, ricordiamolo, era stata sanzionata per difendere il principio per cui nessuna nazione può con atto unilaterale cambiare i confini di un’altra – segue la guerra commerciale con l’Europa, con l’imposizione dei dazi. L’Unione europea, in grande difficoltà nella sua risposta al nuovo clima mondiale, ha una sola possibilità di difendersi bene, ed è quella di agire come una comunità, a trattare con gli Usa come un unico soggetto. Ma la costruzione monca dell’Unione europea e le difficoltà politiche dei suoi leader rendono molto difficile questa strategia. Da oggi, c’è una piccola difficoltà in più, ed è nella nuova collocazione dell’Italia, già annunciata in campagna elettorale.

Da dove viene la svolta italiana? La pressione del mondo economico, soprattutto quello dei settori più colpiti dall’embargo contro la Russia, non è di ieri. L’Italia è il secondo partner commerciale della Russia, tra i Paesi europei, e il nostro export è stato danneggiato dalle sanzioni, in particolare nel settore dei macchinari e in quello agricolo, quest’ultimo colpito da un embargo totale. Basta farsi un giro tra gli imprenditori del Nord-Est come tra quelli dell’agroalimentare in tutt’Italia per capire quanto pesi questa pressione, che può aver contribuito alle fortune elettorali dei partiti più filo-russi (Lega in primis) ben più di possibili, ma ancora non provati, aiuti dietro le quinte. C’è una realtà economica che preme. Non è un mistero, e non è uno scandalo: sempre e ovunque la geopolitica è stata guidata anche dagli interessi.

Ma c’è un altro interesse, altrettanto forte, a guardare a tutto l’insieme, e dunque ai danni che l’intera economia italiana può avere da un’Europa indebolita, piegata dai dazi dello stesso Trump con il quale è scoppiato l’idillio ieri. E ci sono – ci sarebbero – i princìpi, su come si regolano le controverse mondiali, e il freno da imporre a politiche di violenza e sopraffazione. Le sanzioni si possono imporre e si possono togliere, come esito di un processo e di un negoziato in cui ciascuno concede qualcosa. Cosa che non è successa in questo caso. È successo dell’altro, nel mondo

post-globalizzato: quell’era in cui sembrava che il libero scambio risolvesse ogni problema si è chiusa, se ne apre un’altra in cui ciascuno gioca per sé con le forze che ha. E se le forze sono piccole, non basterà alzare la voce per ingigantirle.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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