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Qualche dubbio sullo strano esilio azzurro di Balotelli

È vero, in certi momenti della sua carriera è stato sopravvalutato e anche un po’ indisponente ma non è mai stato peggiore di quelli  che hanno giocato in sua vece. Vien da chiedersi se qualche “commissione interna” di senatori, se gli stessi che volevano fare la formazione  a Gian Piero Ventura, se gli stessi che adesso non ci sono più hanno potuto imporre o consigliare un esilio ingiustificato 

Non è mai stato SuperMario e non lo è diventato per due partite ben giocate ma una domanda su Balotelli dobbiamo farcela. Siamo certi che questi quattro anni di esilio siano dovuti solo alle sue debolezze caratteriali o c’è stato altro? È vero, Balotelli in certi momenti della sua carriera è stato sopravvalutato e anche un po’ indisponente ma non è mai stato peggiore di quelli che hanno giocato in sua vece. Vien da chiedersi se qualche “commissione interna” di senatori, se gli stessi che vol ...

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Non è mai stato SuperMario e non lo è diventato per due partite ben giocate ma una domanda su Balotelli dobbiamo farcela. Siamo certi che questi quattro anni di esilio siano dovuti solo alle sue debolezze caratteriali o c’è stato altro? È vero, Balotelli in certi momenti della sua carriera è stato sopravvalutato e anche un po’ indisponente ma non è mai stato peggiore di quelli che hanno giocato in sua vece. Vien da chiedersi se qualche “commissione interna” di senatori, se gli stessi che volevano fare la formazione a Gian Piero Ventura, se gli stessi che adesso non ci sono più hanno potuto imporre o consigliare un esilio ingiustificato.

Nel veder giocare Balotelli, anche quando caracolla svogliato in mezzo al campo, si comprende la differenza fra un vero giocatore e un aspirante tale. Non ci sono controprove ma non è sbagliato pensare che con Balotelli in campo contro la Svezia adesso queste amichevoli le giocheremmo per prepararci al Mondiale, sia pur senza troppe aspirazioni di gloria. Non è sbagliato pensare che non avremmo avuto a che fare con il momento più buio della nostra nazionale degli ultimi sessant’anni.

Comunque sia andata, ormai non si può tornare indietro ed è il caso di pensare al “dopo”, facendo tesoro magari dei timidi sprazzi di luce emersi in questa amichevole, sia pur finita con una sconfitta. E non sarebbe cambiato granché anche con un pareggino: il futuro immediato resta quello di una Francia fra le favorite per il Mondiale e noi che staremo in spiaggia con infradito, patatine e fruttini. Però aiuta, aiuta a ridare autostima, a far capire che la lunga notte cominciata lo scorso 13 novembre non finirà domani mattina ma non sarà certo eterna. Tornerà utile questa prova di Nizza, già da lunedì nel derby delle nobili decadute contro l’Olanda e, soprattutto, alla ripresa dopo l’estate.

Oltre a Balotelli, qualche altra buona indicazione Mancini l’ha avuta. I giocatori su cui puntare sono quelli che sono in ritiro con il ct: non ci saranno polemiche per fenomeni lasciati a casa e anche questo un po’ aiuterà. Non aiuterà invece il caos fuori dal terreno di gioco, il mercato che infuria intorno anche a molti azzurri che oltreché in campo erano anche in vetrina. Ma questa non è una complicazione del momento, c’era negli anni passati e ci sarà ancora. Non illudiamoci, la strada è lunga ma qualcosa si muove. Il nuovo ct lo sapeva ancor prima di poter cominciare, da ieri sera un po’ di convinzione in più se l’è fatta.

twitter: @s_tamburini

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