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Kiara Fontanesi, la campionessa che sfida gli uomini: «Mai arrendersi»

La regina delle due ruote su sterrato: «Sono cresciuta con Valentino ma sono amica di Marquez, un bravissimo ragazzo»

Cinque Mondiali conquistati nel motocross fanno di Kiara Fontanesi una fra le sportive italiane più vincenti di sempre. Ora è in lotta per il sesto titolo. Di questo, e non solo, abbiamo parlato con lei in occasione della presentazione del Gran premio di Lombardia, tappa della rassegna iridata che andrà in scena a Ottobiano, in provincia di Pavia, il 16 e il 17 giugno. Kiara (nata Chiara, è andata all’anagrafe e, dopo un non breve iter si è fatta sostituire il “Ch” con la “K”) è di Parma ed è nata nel marzo del 1994: ha 24 anni soltanto e non è un dettaglio quando si ha una bacheca personale già piena di trofei come la sua.

Come si presenta la situazione a questo punto della stagione?

«Ho 22 punti di svantaggio rispetto alla prima in classifica (la neozelandese Courtney Duncan, ndr). Complessivamente le gare sono soltanto sei, se ne sbagli una rischi di buttare tutto all’aria. E così, come già successo in passato, mi trovo a dovere recuperare: anche se sei la più veloce non sempre le gare vanno per il verso giusto».

Siamo a metà calendario, il via alla riscossa a Ottobiano?

«Lo spero, correre davanti ai propri tifosi è sempre elettrizzante. In Italia sento metà della pressione rispetto all’estero perché i miei fan mi sostengono. E poi la pista mi piace molto, perché è il tracciato è bellissimo e c’è la sabbia, che preferisco alla terra, anche perché serve maggiore tecnica. Su una superficie del genere se sai andare forte puoi fare la differenza ed è quello che mi auguro».

Un passo alla volta, possibilmente verso un nuovo titolo.

«In realtà ragiono di gara in gara e mi concentro su quello che sto facendo. Pensare a lungo termine ti porta a perdere concentrazione sull’obiettivo immediato. E nel mio caso è raccogliere il maggior numero di punti pesanti in classifica e, perché no, divertire il pubblico presente. Poi si vedrà».

Come si sta attrezzando?

«Mi sono concentrata molto sulla moto, abbiamo operato alcune modifiche a livello di sospensioni e di motore. E poi cerco di stare in sella il più possibile, diminuendo il lavoro in palestra».

A oggi ha già vinto tantissimo.

«Non mi sveglio alla mattina pensando di essere tra le sportive italiane più vincenti però più di una volta mi è capitato di vedere il mio nome, in determinate classifiche, al fianco di quello di alcune grandi campionesse: mi ha riempito di orgoglio».

In un certo senso si sente di rappresentare un modello per chi si avvicina allo sport?

«Non sento questa responsabilità però sono consapevole che ci sono tanti ragazzi che mi seguono, lo vedo anche attraverso i social. Io cerco soltanto di essere sempre me stessa, penso di essere una ragazza solare. E di sicuro non sono cambiata negli anni nonostante le vittorie. Mi sento sempre la stessa, con i piedi per terra».

C’è qualche donna dello sport che apprezza in modo particolare?

«La sciatrice statunitense Lindsey Vonn. Ho grandissima stima nei suoi riguardi per quello che ha fatto e che sta facendo, sia a livello personale sia sportivo e, soprattutto, per la forza che ha messo nel recuperare dagli infortuni che le sono capitati».

Lei è riuscita anche a sfidare gli uomini.

«Non bisogna porsi limiti. Era uno sfizio che mi volevo togliere quello di correre una gara di campionato maschile motocross e ho avuto la possibilità di farlo l’anno scorso, in Olanda. È stata un’esperienza bellissima, che mi ha consentito di ampliare il mio bagaglio di conoscenze. Non so se la ripeterò però».

Passiamo al gossip?

«Da quando sto con Scott (Redding, pilota della MotoGp del Team Aprilia, ndr) la mia vita è cambiata totalmente: quando frequenti un altro pilota è come stare come una persona ma, in un certo senso, sapere che per determinati periodi non la vedrai. Fa la mia stessa vita, capisce quali sono i miei impegni. Quando sono via cerca di darmi il maggiore supporto possibile e io faccio lo stesso con lui. È una persona solare, sempre sorridente e questo fa molto nel rapporto di coppia. Sono contenta al 100% di quello che stiamo vivendo».

Grazie a Redding, che è molto legato a Marquez, ha avuto modo di conoscere lo spagnolo.

«Sono cresciuta con Valentino Rossi come idolo assoluto però sono amica di Marc. Secondo me a renderlo antipatico, nel suo caso, sono i mezzi di comunicazione, che tante volte tendono a fare vedere quello che vogliono. Bisogna essere bravi da casa a capire che non sempre tutto quello che si percepisce è realtà. E va aggiunto che essere giudicati in maniera negativa quando si è al vertice è molto facile. Oltre a essere dotato di un talento incredibile Marc è un bravissimo ragazzo ed è una delle persone più umili che abbia mai conosciuto, nessuna esclusa. Non andrebbe mai criticato lui, così come Valentino naturalmente. Sentire i fischi sotto al podio o peggio ancora leggere certi commenti sui social fa davvero impressione: è gente che sta comodamente dietro a una scrivania, senza pensare a quello che si mette a scrivere, mentre questi ragazzi rischiano la vita andando a 300 all’ora. E meriterebbero grandissimo rispetto».

Si è letto che con il suo ex fidanzato, Maverick Viñales (anch’egli pilota di MotoGp), potrebbe finire in tribunale a causa di un husky conteso…

«Non ho assolutamente capito come abbiano fatto a uscire articoli del genere: sono privi di fondamento. Da quando Maverick e io ci siamo lasciati il cane (Ice, ndr) è rimasto con me e non c’è alcun tipo di problema sulla questione».

E del Parma che è tornato in serie A cosa ci dice?

«Che sono veramente contenta, perché questa ennesima promozione è un’impresa autentica. Non era facile risollevarsi dopo essere sprofondati addirittura in serie D: sono serviti orgoglio, temperamento, passione. Tutto. È la squadra della mia città e poi…».

E poi?

«Il Parma è un po’ anche mio. Ho una piccola quota societaria».

Valentino Rossi ama il rally, Tony Cairoli (nove volte iridato di motocross) proverà una macchina di Formula 1. E lei?

«Sono tantissime le esperienze alternative che vorrei provare: per esempio mi piacerebbe mettermi uno snowboard sotto ai piedi».

Abbastanza pericoloso, non trova?

«Ma scusi, lo viene a dire a chi fa motocross (ride, ndr)?».

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