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Latte, troppi falsi miti e i consumi calano

Il primo giugno la 18ma edizione della giornata dedicata a questo alimento voluta dalla Fao proprio per sottolinearne l'importanza

Latte, ecco i falsi miti più diffusi Il repertorio è ricco: berlo da adulti fa male, fa ingrassare, quello a lunga conservazione è meno nutriente di quello fresco. La giornata mondiale voluta dalla Fao per sottolineare l'importanza di questo alimento di cui ci nutriamo dal Neolitico è l'occasione per sgomberare il campo da alcune delle informazioni scorrette che hanno contribuito ad abbassare la vendita del latte vaccino nella grande distribuzione e a ridurrne il consumo giornaliero in Italia. Leggi l'articolo: La verità, vi prego, sul latte (di Cinzia Lucchelli)

Il primo giugno si celebra la giornata mondiale del latte voluta dalla Fao per ricordare l'importanza di questo alimento per la nostra nutrizione. Un'occasione per fare chiarezza e sgomberare il campo da tanti falsi miti.

Da dove nascono? In parte da “The China Study” di T. Colin e Thomas M. Campbell – considerato inaffidabile dalla comunità scientifica - secondo cui una delle proteine del latte, la caseina, funziona da fertilizzante per il cancro; in parte da ragioni etiche circolano. Sono duri a morire e mirano a smontare la buona fama di questo alimento che i nonni ci invitavano a consumare per rafforzare le ossa. Tra questi: non va bevuto da adulti perché destinato all'accrescimento; fa ingrassare; non viene digerito; porta sostanze inquinanti all'organismo; favorisce infezioni e allergie; non previene l'osteoporosi.

Latte, tutto quello che c'è da sapere Può essere intero; parzialmente scremato o scremato; crudo, pastorizzato o a lunga conservazione. Da un punto di vista nutrizionale è un alimento completo, ma nel nostro Paese il consumo è storicamente basso e comunque al di sotto delle tre porzioni da 125 ml consigliate al giorno (di Cinzia Lucchelli)

Un discreditamento che si riflette sul mercato. In Italia i consumi di latte sono in media bassi (attorno a una porzione al giorno) e decrescono con continuità da alcuni anni. I dati dell grande distribuzione indicano chiaramente un calo della vendita di latte vaccino (-19% per quello parzialmente scremato, fonte Istat, Nielsen) a favore di latte alternativo come quello di capra (+335%) o di bevande vegetali a base ad esempio di soia (+469%) o di riso.

Eppure il latte vaccino, ricordano i nutrizionisti, sotto il profilo nutrizionale è un alimento completo. Contiene proteine ad alto valore biologico come le caseine e le proteine del siero; zuccheri semplici come il lattosio; grassi (principalmente saturi); calcio (in una forma particolarmente assimilabile) e poi fosforo, magnesio; vitamine del gruppo B e (soprattutto nel latte intero) A, E, D. E non ci sono evidenze scientifiche che facciano supporre un rischio per la salute se consumato con moderazione e all'interno di una dieta equilibrata. A questo proposito sono raccomandate da una a tre porzioni al giorno da 125 ml tra latte e yogurt.

 

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