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MOTOGP: L’INTERVISTA 

Aleix Espargaro: «Marc inarrivabile, Valentino immenso e l’Aprilia cresce»

Il pilota catalano fresco di rinnovo: «Il Mugello? Proviamo a sognare...»

L’Aprilia e Aleix Espargaro sono freschi di prolungamento di contratto, con il catalano che ha messo nero su bianco fino al 2020 con la Casa di Noale. Un bell’attestato di fiducia per il pilota di Granollers, che compirà 29 anni il prossimo 30 luglio e che è approdato nel 2017 nella scuderia italiana dopo avere chiuso la sua esperienza con la Suzuki. Al primo anno in Aprilia si è piazzato al 15esimo posto nel Mondiale, ottenendo come migliori risultati i sesti posti di Qatar e Aragona. Quest’anno il suo piazzamento più importante è stato il nono posto di Le Mans, nella gara più recente. Anche il fratello minore, Pol, classe 1991, partecipa al campionato iridato delle MotoGp con la Ktm.

Aleix, partiamo dal suo rinnovo con Aprilia.

«Sono molto contento, per la prima volta da quando sono nel Motomondiale ho la possibilità di gareggiare per più di due anni con la stessa squadra e le stesse persone oltre che, naturalmente, la stessa moto. Tutti noi sappiamo quanto sia importante la continuità per un pilota. E poi l’Aprilia, per me, è ormai come una famiglia».

Quali sono i suoi obiettivi per la stagione in corso?

«Non sarà particolarmente facile arrivare ad avere una classifica splendida a fine campionato: purtroppo, nelle prime cinque gare, per due volte mi sono ritirato e in una, la prima, in Qatar, sono rimasto lontano dalla zona punti, beffato da un problema tecnico all’ultimo giro. Questi “zero” avranno il loro peso. Però stiamo migliorando e sono convinto che già quest’anno possiamo portare la moto vicino al podio se non, addirittura, salirci, sfruttando le occasioni che ci potrebbero capitare. Il nono posto di Le Mans lo possiamo prendere come un buon punto di partenza dopo un inizio di stagione sfortunato, ma non ci accontentiamo di sicuro».

E per il 2019?

«Lì il nostro obiettivo sarà quello di lottare per la top-6».

Nel prossimo fine settimana si correrà al Mugello, il Gp di casa per il suo team.

«Il Gran premio d’Italia e quello di Catalogna, che andrà in scena due settimane dopo, saranno per me, per certi versi, le gare più significative della stagione. La pista toscana è spettacolare, mi piace moltissimo, è una pista molto tecnica e difficile da affrontare. Dovremo essere concentrati fin dalle prime prove libere, sarà fondamentale trovare un set-up ottimale prima possibile».

Un ottimo risultato al Mugello sarebbe un bel modo per ricordare il patron dell’Aprilia Ivano Beggio, purtroppo scomparso a marzo.

«Sì, con la squadra stiamo crescendo insieme giorno dopo giorno. Perché non dovremmo sognare proprio in occasione della gara italiana?».

E poi si andrà a Barcellona.

«Sarà la mia corsa di casa, davanti ai miei tifosi. Un bel piazzamento tra i primi sei non sarebbe affatto male (ride, ndr)».

Si è fatto un’idea di dove dovete migliorare?

«Ci manca la continuità, vorrei tanto terminare una serie di gare in fila, per potere lottare con gli avversari e avere un maggior numero di indicazioni sul come rendere ancora più competitiva la moto. Il motore del 2018 va sicuramente meglio rispetto a quello dell’anno precedente, stiamo anche lavorando su un telaio nuovo. Lo sviluppo sta procedendo bene, però sappiamo anche che dobbiamo crescere ulteriormente. E posso assicurare che tutti ce la stiamo mettendo tutta per riuscirvi».

L’esito del Mondiale delle MotoGp sembra indirizzato, come la vede?

«Il Marc Marquez di quest’anno mi ricorda quello del 2014. Il campionato di quell’anno lo stravinse arrivando primo nelle prime dieci gare, ce lo ricordiamo tutti. Ora sta guidando in maniera spettacolare, è molto superiore a tutti e anche da fuori si ha l’impressione che sia in sella a una delle Honda più competitive di sempre. E poi va ammesso che il binomio Honda-Marquez rappresenta qualcosa di spaventoso».

Di Valentino Rossi cosa ci dice?

«È nello stesso tempo eccezionale e spettacolare quello che ci sta regalando. Dopo tantissimi anni continua a essere lì davanti. E riesce a farlo anche nei fine settimana nei quali fa fatica nelle prove. La domenica è sempre lì, immenso, a battersi per le prime posizioni ed è già salito due volte sul podio. E poi c’è un altro aspetto da non sottovalutare: con le sue prestazioni sta mettendo in difficoltà il suo compagno di squadra Maverick Viñales, che oltre ad avere un bel po’ di anni in meno è un pilota di grandissimo livello».

Lei è stato compagno di Viñales in Suzuki. Crede che quello possa essere l’ambiente ideale per il rilancio di Jorge Lorenzo dopo le sofferenze in Ducati?

«Non penso che Lorenzo vada a correre in quel team, ma se dovesse farlo posso assicurare che andrebbe in uno splendido ambiente. Non posso che parlarne bene, è una squadra fortissima e lì, per la prima volta, ho corso come pilota ufficiale. E poi conta molto anche l’aspetto umano e da quel punto di vista con Davide Brivio (team manager della squadra giapponese, ndr) si va sul sicuro».

Lei è molto attivo sui social. Di recente c’è stata qualche frizione con Danilo Petrucci e Xavier Simeon.

«In effetti bisogna stare attenti, a volte ci si fa prendere un po’ la mano. Però

sono convinto sia molto importante adoperare questo mezzo di comunicazione perché ti permette di interagire con i tuoi tifosi: loro sono quelli che ci danno una spinta in più per centrare i nostri obiettivi e non possiamo che essergli riconoscenti».

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