Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Belgio, sparatoria a Liegi: tre morti. Ucciso l'attentatore

Il conflitto a fuoco è avvenuto nel centro della città belga. Un uomo armato ha sparato contro due agenti di polizia e un passante gridando "Allah Akbar". L'attentatore era appena uscito di prigione

Belgio, uomo apre il fuoco nel centro di Liegi: gli spari in strada

BRUXELLES.  Era la polizia l'obiettivo principale di Benjamin Herman, il 36enne che ha ucciso due poliziotte a Liegi e un 22enne che si trovava a bordo di un'auto prima di essere colpito a morte dagli agenti intervenuti sul posto. Lo ha detto Christian Beaupère, il capo della polizia di Liegi. Gli spari, vicino a un'importante arteria in ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

Belgio, uomo apre il fuoco nel centro di Liegi: gli spari in strada

BRUXELLES.  Era la polizia l'obiettivo principale di Benjamin Herman, il 36enne che ha ucciso due poliziotte a Liegi e un 22enne che si trovava a bordo di un'auto prima di essere colpito a morte dagli agenti intervenuti sul posto. Lo ha detto Christian Beaupère, il capo della polizia di Liegi. Gli spari, vicino a un'importante arteria in pieno centro a Liegi, hanno fatto ripiombare il Belgio nella paura. Le immagini, riprese da un residente affacciato al balcone e pubblicate dalle tv belghe, mostrano l'aggressore vestito di nero e con scarpe bianche, passeggiare lungo il viale deserto e urlare Allahu Akbar.

Il killer si trovava in prigione per piccoli crimini (furti, spaccio e violazione della proprietà privata) Il killer di Liegi. Il primo reato l'aveva commesso quando aveva 17 anni. Nel 2020 sarebbe uscito dalla prigione e già in passato aveva ottenuto 14 permessi di uscita: l'ultimo, lunedì, e sarebbe dovuto tornare in carcere domani. Nel corso dei precedenti permessi non aveva mai manifestato problemi.

Non era tra gli schedati come sospetti radicalizzati del Belgio. Il suo nome compare solo in modo indiretto in tre dossier, due rapporti della Sicurezza di stato e uno della polizia che riguardavano "altre persone e altre situazioni". A spiegarlo è stato il premier belga Charles Michel dopo la riunione del Consiglio di sicurezza convocato dopo la sparatoria nella città. "Sulla base degli elementi raccolti, i servizi hanno ritenuto che non bisogna dare una qualifica all'autore" dei fatti, ha detto.

Belgio, sparatoria a Liegi: la polizia uccide il killer

Le sue prime due vittime sono state le poliziotte, prese alle spalle e accoltellate, poi giustiziate con le stesse loro armi. Lucile Garcia, 53enne, si era sposata il mese scorso con un suo collega ed erano diventati nonni da poco. Lavorava alla polizia di Liegi dal 1994. La sua collega, l'assistente Soraya Belkacemi, 45enne, era madre di due gemelle di 13 anni, già orfane di padre. Aveva ottenuto da poco il permesso di portare l'arma.

Sottratte le armi alle due agenti, l'aggressore ha tentato di rubare un'auto: ha sparato a un passeggero, Cyril Vangriecken, uno studente di 22 anni che si sarebbe diplomato le prossime settimane per diventare insegnante. Al suo fianco si trovava la madre, per un caso risparmiata dal killer che a quel punto ha deciso invece di rifugiarsi nella scuola Lèonie de Waha, dove ha preso una donna delle pulizie in ostaggio.

Quando le squadre d'intervento hanno circondato la zona, il 36enne è uscito con le due armi in pugno, 17 pallottole ciascuna, ad affrontare l'esercito che si trovava di fronte: ha fatto  in tempo a ferire quattro agenti, uno in modo grave, prima di cadere al suolo senza vita. È la prima volta che un attentatore usa il coltello contro agenti di polizia, per impossessarsi di un'arma da fuoco con cui poi uccide le sue vittime.