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Toh, Froome ora diventa anche simpatico, Viviani non basta all'Italbici

Toh, Froome ora diventa anche simpatico, Viviani non basta all'Italbici

Il pagellone del Giro d'Italia 2018: dall'inglese superstar al record di Hansen passando per il crollo di Aru

ROMA. Si spengono le luci, il Giro è finito. Al party “rosa” della Rinascente domenica sera, un passo tra palazzo Chigi e il Quirinale, più che mai in queste ore ombelico d’Italia e d’Europa, il sorriso di Urbano Cairo, grande boss di Rcs, non è il solito. È di più.

Con la vittoria di Chris Froome, il faro del ciclismo mondiale, vincono anche i conti del Giro d’Italia, che grazie alle imprese del keniano-bianco camperà per anni. Doveva essere lui il protagonista del Giro, alla fine lo è stato grazie alla corsa infiammata da un altro inglese Simon Yates che ha costretto il campione a uscire allo scoperto, a correre d’istinto, cosa che non aveva mai fatto.

 

Ed ecco che gli uomini Sky a tirare a inizio Colle delle Finestre venerdì, non erano la solita monotonia del Tour, ma improvvisamente sono diventati perfetto piano strategico. Magie del ciclismo, che ci ha fatto digerire (ce n’è voluto un po’) anche la “forzata” partenza da Israele. Passino i soldi (tanti dati al Giro) e la passione (vera) della gente, ma mentre impazzava la festa del ciclismo a pochi chilometri si moriva.

Vorremmo chiudere in bellezza, non possiamo: l’Italbici ha fatto cilecca. Non bastano le volate di Viviani.

 

CHI SALE

9 FROOME Se non fosse sotto processo per aver utilizzato una quantità doppia (non bazzeccole) del consentito di farmaco per l’asma sarebbe da 10. È semplicemente il più forte. Di gambe, ma anche di testa. Per almeno tre motivi: prova le salite che non conosce con meticolosità (vedi Zoncolan, il 14 aprile, noi c’eravamo), non si fa abbattere da due cadute a inizio Giro; prova l’impossibile sul Finestre. Attento Nibali, uno così può vincere il Tour e fare la doppietta 20 anni il Pirata.

6,5 DUMOULIN Gran corridore. Non molla mai. A cronometro vola, e si sapeva, anche se a Rovereto non furoreggia, in salita va. Commette due errori fatali che gli abbassano il voto: non va a provare le due salite chiave alla vigilia e nella discesa del Finestre aspetta Reichembach, il gregario di Pinot, “bruciando” un minuto e più e, a conti fatti, il suo Giro.

7 BATTAGLIN Vince nella Valle del Belice una tappa bellissima. Per anni hanno aspettato l’Italia in quei paesi, per loro ha vinto un italiano.

9,5 PUBBLICO Meravigliosa dimostrazione delle potenzialità enormi che ancora ha il ciclismo. La gente è là pronta ad applaudire questi eroi. In Israele (ma quanta gente c’era?), sulle montagna a sfidare la pioggia, come sabato a Cervinia o quello prima sullo Zoncolan.

7,5 MIGUEL ANGEL LOPEZ E CARAPAZ Ciclismo latino americano show, più che mai, l’Italbici mediti. Il colombiano va sul podio e si prende la maglia di miglior giovane, l’ecuadoriano vince a Montevergine, finisce quarto e lotta. Futuro assicurato.

froome
froome

7 YATES Piomba a 1 ora e 15” lui che fino a giovedì mattina aveva il Giro in pugno. Bocciato? Macché: ha dominato (troppo) per 18 tappe, ne ha vinte tre. Semplicemente: senza Yates non ci sarebbero stati questo Giro e questo Froome.

8 VIVIANI Perde tre volate da Sam Bennett (voto 7,5), ne vince soprattutto quattro. Gli dicono, già da Israele: «Elia i big delle volate non ci sono, preferiscono il Tour». Risposta: «Sì, ma non è colpa mia e io li ho già battuti anche quelli».  maglia ciclamino vale doppio per aver tenuto alta l’italica bandiera.

9 ADAM HANSEN, Lotto Soudal. Trentasette anni australiano. Ha fondato un’azienda d’informatica e i-tech. Venti grandi giri di fila conclusi. Icona.

CHI SCENDE

4 ARU Inutile girarci intorno è lui la delusione di questo Giro d’Italia. Perché aveva cambiato squadra proprio per spiccare definitivamente il volo tra i campioni. Fabio ha fatto con profitto il Liceo Classico, sa che se becchi quattro in greco non casca il mondo. Ha talento, da vendere e un pilastro che lo farà rialzare co me Saronni.

aru e cassani
aru e cassani

POZZOVIVO 5,5 Fregato da una giornata no. Prima della tappa del Finestre non ha dormito: si giocava il Giro a 35 anni. Peccato: ha corso un gran giro, sarà fondamentale per il Tour di Nibali.

5 MODOLO Sarà la tensione per le imminenti nozze con la sua Valentina (auguri) ma la zampata al velocista trevigiano non riesce mai. Vince in simpatia per un tweet di fine Giro. Sostanza: adesso dormo per una settimana di fila fino alle nozze.

4 ULISSI Giorno di riposo in Abruzzo: prende il microfono a una cantante di strada e fa il karaoke. Teniamoci il bel ricordo in un Giro da dimenticare, anche per la figuraccia nella crono: due minuti di penalizzazione per aver sfruttato la scia dell’ammiraglia. Il toscano è pregato di tornare al più presto faro del nostro ciclismo grazie.

5 MARECZKO Il ciclismo è sofferenza, non basta il talento. Hai gambe potenti in volata? Non ti puoi staccare sul primo cavalcavia e ritirarti.

5 FORMOLO Dieci per simpatia, ma se sei il Messia che l’Italia aspetta per le corse a tappe non basta. Lotta, va forte, ma il decimo posto a un quarto d’ora per il suo talento (sfortuna per la caduta sull’Etna a parte), non basta.

5 ITALBICI È più o meno la media dei voti precedenti: lunga vita a Nibali (Vincenzo).

5 CHAVES “Sorriso” si arena a Osimo. «Non riesco a capire perché non sto bene», ci dice. Peccato, aveva i numeri per arrivare fino in fondo. Eppure non perde mai il sorriso: meditate.

4 PASSERELLA ROMA Foto poster a parte una figuraccia quella della tappa “tagliata” per buche dopo un Giro disegnato alla grande (voto a Mauro Vegni, direttore della corsa rosa, 9).

4 PUBBLICITA’ RAI Vitale, ma troppa, intempestiva (attacco di Froome sul Finestre “bucato”) e pure piazzata nelle ricognizioni delle tappe tipo televendite pentole di Mastota.

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