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Governo. Cottarelli accetta incarico da Mattarella: "Senza fiducia il Paese al voto dopo agosto"

Cottarelli ricevuto da Mattarella

Di Maio: "Al voto prima possibile. Manifestazione a Roma il 2 giugno". Su internet sostegno al presidente Mattarella dopo le minacce di impeachment da parte di Di Maio e Meloni. Salvini: "Se Forza Italia dà la fiducia a Cottarelli, l’alleanza di centrodestra è finita"

Governo, Cottarelli: "Senza fiducia, alle elezioni dopo l'estate. Altrimenti voto dopo la legge di bilancio"

ROMA. Carlo Cottarelli al lavoro sulla sua short list di ministri in un giorno segnato ancora dallo scontro frontale tra l'asse M5s-Lega e il Quirinale. Una bufera ormai istituzionale che esce dai palazzi romani per arrivare nelle piazze: Luigi Di Maio e Matteo Salvini, usando toni durissimi, chia ...

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Governo, Cottarelli: "Senza fiducia, alle elezioni dopo l'estate. Altrimenti voto dopo la legge di bilancio"

ROMA. Carlo Cottarelli al lavoro sulla sua short list di ministri in un giorno segnato ancora dallo scontro frontale tra l'asse M5s-Lega e il Quirinale. Una bufera ormai istituzionale che esce dai palazzi romani per arrivare nelle piazze: Luigi Di Maio e Matteo Salvini, usando toni durissimi, chiamano alla mobilitazione popolare contro i poteri forti e l'Europa delle banche, a difesa del diritto dei cittadini italiani di decidere il proprio governo.

La Lega annuncia che sarà presente in mille piazze il 2 e il 3 giugno, i Cinque Stelle, invece, puntano tutto su una manifestazione nazionale, a Roma il 2. Lo stesso il Pd che annuncia, invece, per il primo giugno una mobilitazione nazionale, sempre a Roma, a difesa del Colle e della Costituzione.

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Nel frattempo, l'ex capo della delegazione italiana al Fmi, accettando il suo mandato, chiarisce che senza la fiducia è pronto a dimettersi immediatamente, in modo da andare al voto dopo agosto. In caso contrario, punta ad approvare la legge di bilancio, aprendo la strada quindi a elezioni per l'inizio del 2019. Parole che non placano minimamente gli attacchi furiosi di Lega e M5s contro Sergio Mattarella, accusato di aver privilegiato gli interessi di Bruxelles a quelli dei cittadini italiani.

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Di Maio e Salvini, tuttavia si distinguono nella richiesta di elezioni immediate: il leader leghista, com'è noto, ha sempre detto che in caso di rottura restava solo il voto prima possibile. Di Maio, invece, è molto più prudente: "Spero a ottobre, forse è meglio settembre", sottolinea a Matrix. Intanto si cimenta in un duro botta e risposta con il Colle sui nomi dei ministri dell'Economia presentati a Mattarella. Toni totalmente diversi anche circa la decisione di mettere in stato d'accusa il capo dello Stato: i Cinque Stelle annunciano, con Manlio Di Stefano, che presenteranno "appena possibile" la richiesta di impeachment. Il Carroccio, invece, prende tempo: "Io - osserva Salvini di prima mattina - le cose le faccio se ho elementi concreti: al momento non li ho, devo vedere, devo studiare".

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Una frenata che rappresenta, al momento, l'unico punto in comune tra Lega e Forza Italia, i cui rapporti sono sempre più difficili. Matteo Salvini minaccia il Cavaliere: se vota la fiducia a Cottarelli, addio alleanza. Berlusconi cerca di calmare le acque annunciando che non appoggerà questo esecutivo e assicurando che "l'unica soluzione per il futuro è il centrodestra unito" destinato a "prevalere" alle prossime elezioni anche grazie al suo ritorno in campo. Ma Salvini resta freddo. Ieri si era lamentato del fatto che il Cavaliere avesse difeso il Colle: "Invece di dire mezza parola a difesa di un suo alleato, dice sostanzialmente viva Mattarella, viva la Merkel. Ora non voglio fare scelte affrettate, ma parliamo domani".

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E oggi, altrettanto gelido, alla domanda di Barbara d'Urso sull'alleanza di centrodestra, risponde enigmatico: "Ci penserò, ci penserò. Ma è certo che alla dignità e alla lealtà non rinuncio". Tutto rivolto alla prossima campagna elettorale anche l'ex segretario Pd, Matteo Renzi che su Facebook si mostra decisamente ottimista: "E' l'occasione di una rivincita del Pd ma anche di un salvataggio del Paese che può essere fatto non solo dal Pd. Dobbiamo allargarci, non restare chiusi. Occorrerà l'impegno di tutti. Noi - assicura - ci saremo". Mobilitato anche il premier dimissionario Paolo Gentiloni che pubblica su twitter la foto della folla di Piazza castello a Torino, "in difesa della Costituzione e del presidente della Repubblica".

RITRATTO DI COTTARELLI

Innanzitutto Cottarelli, 62 anni, ha il soprannome di Mister Forbici, essendo stato alla guida della Commissione sulla spending review (nominato dal governo Letta), il processo di revisione della spesa pubblica che avrebbe dovuto consentire, nei suoi calcoli, un risparmio di oltre 30 miliardi a regime nel 2016. Dopo circa un anno dalla sua nomina, e cioè nel 2014, il Commissario ha poi terminato il suo mandato, pur ricordando che "il processo non è ancora terminato" ma facendo sapere che "esistono ancora gravi ostacoli sulla revisione della spesa". Poi è stato ancora più tranchant: "Qualcosa si è fatto, ma quando si cerca di tagliare c’è sempre una lobby che interviene".

Il corposo dossier che ha lasciato in eredità chiama in causa tutti i possibili punti d’intervento. A più riprese, anche recentemente, Cottarelli ha fatto presente che risparmi sono possibili in ogni settore, anche quelli che possono apparire insignificanti. Ad esempio, l’illuminazione pubblica. In numerose occasioni, ha ricordato che spendiamo per questa voce 29 euro pro capite, mentre la spesa media dei principali paesi europei è meno di 17. "Si può risparmiare tanto e ridurre l’inquinamento luminoso senza disagi per le persone".

Perchè non gli rinnovarono l’incarico? I soliti bene informati sostengono che ci fossero frizioni pesanti con l’allora premier Matteo Renzi, tant’è che quest’ultimo, in vista della scadenza del mandato di Cottarelli, aveva osservato, incalzato dalle domande dei giornalisti: "Non so cosa farà lui. Lo rispetto, lo stimo e farà quello che crede. Non è che se c’è Cottarelli facciamo la revisione della spesa e se non c’è non la facciamo". E va anche ricordato che in piena campagna elettorale, il leader di Forza Italia gli aveva fatto un abboccamento: "Abbiamo pronto un ministero per la Spending review per Carlo Cottarelli, dando a lui il potere di fare tagli per la spesa pubblica. Non so se lui ci dirà di sì ma ha le caratteristiche a cui noi pensiamo", così si pronunciò a febbraio Silvio Berlusconi.

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università di Siena, ha conseguito il master in Economia presso la London School of Economics, dal 30 ottobre 2017 Cottarelli ha assunto la guida di Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano. Il suo cavallo di battaglia, oltre ai risparmi di spesa ritenuti necessari, è la necessità di tenere in ordine i conti pubblici: su Twitter, ha ribadito più volte che "occorre ridurre il debito pubblico per essere davvero liberi dai mercati". Ha detto a più riprese che "con i conti a posto non avremmo avuto la crisi" e che "ridurre il deficit gradualmente non impedisce la crescita". Per questo, "se ci muoviamo tardi è un problema".

Significativa poi la sua posizione sulla moneta unica: proprio pochi giorni fa, ha ricordato che "uscire dell’euro è un salto nel buio da evitare in ogni modo". Ma ciò non lascia spazio a giudizi di servilismo nei confronti di Berlino: "Il programma di stabilità della Germania prevede nel 2019 un surplus di bilancio per il sesto anno consecutivo, nonostante il debito sia basso e calante. Esagerano. Perchè non aumentare almeno la spesa per investimenti? Farebbe bene a loro e all’Europa".

Il suo nome come probabile premier era comunque girato nelle ultime settimane, ma lui fino a ieri non ci credeva più di tanto. In un’intervista di qualche tempo fa, ha confessato che quando ha saputo di questa ipotesi "mi sono messo a ridere e sto ancora ridendo". E, da bravo italiano, non ha potuto fare a meno di chiamare in causa il calcio. "È come se l’Inter mi chiamasse per sostituire Mauro Icardi. Poco credibile".

Il confronto con i leader dei M5S e della Lega si preannuncia comunque alquanto interessante: non solo, il premier incaricato ha rammaricato il fatto che nel programma di governo, non è menzionato il piano di ripianamento del deficit ma si è anche affrettato a chiarire: "Di Maio dice che un governo 5 stelle applicherebbe il piano Cottarelli, anche se non tutto, in particolare non i tagli alla scuola. Nel mio piano non c’erano tagli alla scuola o in generale alla pubblica istruzione".