Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Il futuro di Froome: "Voglio vincere il Tour e un giorno tornerò al Giro"

froome

Il campione è euforico per la vittoria. E "riempie" le buche di Roma: "Tutto risolto, il percorso era solo un po' pericoloso"

ROMA. Campidoglio, sala della piccola Protomoteca. Giungono gli echi della polemica sulle buche. Fuoco incrociato sul sindaco di Roma, Virginia Raggi. «Buche e sampietrini? Si ma questo è un giorno di festa. C'è chi vuole far credere che si sia interrotta la corsa, quando invece i corridori hanno completato tutti i giri», lei replica. Il direttore del Giro, MauroVegni  parla di »scelta della giuria che valorizza il Giro»: il premier incaricato Conte ha appena rinunciato a formare il Governo.

Una rondine entra della finestra e fa ridere anche il vincitore del Giro. Sì, il governo mondiale del ciclismo è ben saldo. Chiediamo a Chris Froome se una settimana prima, dopo la botta di Sappada, avrebbe pensato a un epilogo così, con l’ultima tappa da cicloturista a Roma godendosi il panorama. «No. Era quasi impossibile vincere il Giro – ha detto – poi è arrivata l’impresa del Colle delle Finestre. Pensavo di guadagnare il podio, ho vinto una corsa meravigliosa che mi ha stregato». “Spiana” anche le buche della Capitale dalla gioia Chris.

froome1

«Abbiamo risolto tutto con la giuria, il percorso era pericoloso. Stop. Poi Bennett e Viviani hanno pure fatto un grande sprint». Torna al suo trionfo Froome. Dedica il successo alla moglie e alla figlia che sta per nascere.
La domanda sull’opinione pubblica che mugugna per la sua presenza in gruppo, visto il caso doping che lo riguarda da mesi (è accusato di aver usato alla Vuelta 2017 una quantità doppia di farmaco per l’asma), è ricorrente. «Potevo correre e ho corso, e la gente qui in Italia è stata fantastica. Avete visto quanta ce n’era anche oggi sul percorso?».

Pensa al futuro. «Intanto questa corsa non l’avevo fatta prima perché la ritenevo più difficile delle altre. Il Giro è allo stesso tempo una corsa a tappe e una classica quotidiana, è qualcosa di unico, di massacrante. Sono stregato da questa maglia rosa. Tornerò al Giro», dice. Ma ora c’è il Tour. Il tono con cui lo dice è una brutta notizia per i rivali: «Quando preparo una grande corsa lo faccio per vincere, e poi tra Giro e Tour quest’anno c’è una settimana in più per prepararsi». Firma decine di maglie rosa Chris “a casa” Raggi.

Lei l’ha premiato poco prima, lui “spianando” le buche nel dopo gara, ha ricambiato con una pacca sulla spalla.