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Alta Velocità, no del M5S. Ma Salvini deve opporsi

Il cantiere della Tav Torino-Lione di Saint Martin La Porte in Francia

Francamente non riesco a comprendere le ragioni per cui il M5S è contrario al completamento della linea Alta Velocità (Tav) Torino-Lione. Ancora meno comprendo la posizione avversa del sindaco di Torino, Chiara Appendino, se non altro perché la perdita di questo tipo di collegamento rappresenta un indebolimento, soprattutto economico, della posizione di Torino ormai surclassata da Milano.Se si guarda una normale carta geografica si vede che le città più importanti sono degli hub complessi, nel senso che annoverano una gamma completa di infrastrutture di trasporto tra loro diverse ma complementari. Alcune di esse hanno il vantaggio di trovarsi sul mare e di essere dei porti, sia per navi passeggeri che per navi merci.

Ebbene, se si guarda alla carta geografica dell'Italia del Nord si vede immediatamente che la città hub per eccellenza è diventata Milano, seguita da Bologna poi Verona e infine Padova. Queste città sono punti di intersezione di più infrastrutture di trasporto, il che offre loro un qualche vantaggio competitivo rispetto a città che tali caratteristiche non hanno. Torino rischia di diventare periferica nel sistema delle infrastrutture di trasporto dell'Italia del Nord. Non so se i sostenitori della rinuncia alla tratta Torino-Lione pensano che su tale tratta il traffico passeggeri sarà limitato per cui sarebbe anti-economico completarla. Comunque sia, il ragionamento che si dovrebbe fare il merito alla Tav è diverso in quanto tale tipo di infrastruttura non ha soltanto l'obiettivo di velocizzare il trasporto delle persone su distanze medie o medio-grandi. Ha anche lo scopo essenziale di velocizzare il traffico merci, in modo da trasferire al sistema ferroviario una parte del traffico che attualmente si svolge su strada.

La velocizzazione del traffico ferroviario aumenta i vantaggi competitivi delle imprese che utilizzano tale sistema per il trasporto dei beni. Inoltre va considerato che un sistema infrastrutturale di trasporto ha un senso solo se individua una rete connessa; non avrebbero alcun senso piccole porzioni di Tav sparse qua e là per la penisola. La rinuncia di completare la tratta Torino-Lione renderebbe meno connessa la rete di trasporti europea, facendo dell'Italia un'area periferica, con il declassamento dell'Italia del nord. Il trasporto merci di tale area sarebbe penalizzato. Ancor più sarebbe penalizzata l'economia dell'Italia del nord se si seguisse l'indicazione di Luigi Di Maio di non concludere la tratta AV tra Verona e Padova-Venezia.

Il Sole 24 ore del 22 maggio riporta un'affermazione, scritta su Facebook, da Di Maio: "La Tav Verona-Padova è inutile. La soluzione alternativa è il potenziamento della linea esistente. Non vogliamo opere dai costi altissimi e che non servano ai cittadini". Forse Di Maio dimentica che la Tav (non il solo tratto Verona-Padova) da Torino-Milano fino a Venezia e da qui fino a Trieste rappresenta un tassello essenziale per la velocizzazione del trasporto merci in un'area come il Nordest che, in materia di trasporti, ha surclassato il Nordovest dell'Italia e che guarda con crescente interesse all'Europa orientale e alla ripresa dei traffici con la Russia. Senza il completamento della Tratta Verona-Padova-Venezia-Trieste cadrebbe l'interesse dei vettori nei riguardi dei porti dell'Alto Adriatico, come Venezia e Trieste.

Inoltre se la linea Milano-Venezia rimanesse l'attuale, sebbene migliorata, l'unica strada che le merci del nordest avrebbero per raggiungere i mercati dell'Europa orientale sarebbe la linea ferroviaria Bologna-Verona-Innsbruck con un allungamento dei tempi di percorrenza. Oggi l'Italia del nord ha sostanzialmente affidato le sua rappresentanza politica alla Lega che è chiamata a sostenere la crescita dell'area nella quale è diventata politicamente maggioritaria. Qui "si parrà la virtute di Salvini" che le scelte degli elettori delle regioni settentrionali hanno investito di un compito importante.

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