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"Bravo Froome, ma adesso Nibali ti aspetta al Tour per batterti"

slongo

Paolo Slongo, il coach dello Squalo, analizza il finale di Giro d'Italia

CERVINIA. Chris Froome lancia la sfida poco prima che su Cervinia si abbatta un temporale: «Dopo il Giro voglio vincere il Tour». L’eco via arriva etere alle Canarie dove Paolo Slongo, il coach trevigiano, sta preparando i muscoli di Vincenzo Nibali a caccia con la Bahrain Merida del bis al Tour e che oggi conterà un nuovo collega tra color che in carriera hanno vinto Giro, Tour e Vuelta.


Slongo, sorpresi dall’impresa di Froome?
«Quando è partito in pochi credevano potesse arrivare alla fine. ...

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CERVINIA. Chris Froome lancia la sfida poco prima che su Cervinia si abbatta un temporale: «Dopo il Giro voglio vincere il Tour». L’eco via arriva etere alle Canarie dove Paolo Slongo, il coach trevigiano, sta preparando i muscoli di Vincenzo Nibali a caccia con la Bahrain Merida del bis al Tour e che oggi conterà un nuovo collega tra color che in carriera hanno vinto Giro, Tour e Vuelta.


Slongo, sorpresi dall’impresa di Froome?
«Quando è partito in pochi credevano potesse arrivare alla fine. Ma per vincere il Giro doveva provare l’impresa. È un campione, bisogna dirgli bravo: ha messo all’angolo uno come Dumoulin. Nibali due anni fa nella tappa del Colle dell’Agnello aveva fatto qualcosa di simile. L’impresa di Froome dà più forza al nostro progetto Tour. In Francia bisogna battere i campioni, Nibali lo aspetta per batterlo».

Eppure a tre giorni dalla fine la maglia rosa sembrava fiori dai giochi…
«Ma aveva tarato la condizione per raggiungere il top nell’ultima decisiva settimana».
Il vostro Pozzovivo ha avuto solo una giornata no…

«Purtroppo fatale. Forse ha pagato la pressione di giocarsi la vittoria del Giro. Ma siamo contenti di lui e al Tour sarà una grande arma per Vincenzo».
Yates? Da allenatore, perché un crollo del genere?

«È arrivato troppo in forma, ha speso energie a raffica nelle prime due settimane quando dominava. Ma è un purosangue e ha solo 25 anni. A chi non piacerebbe allenare uno così?».