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IL COMMENTO 

La nazionale torna in campo 130 giorni dopo il disastro ed è come se niente fosse accaduto

I guai del nostro calcio, infatti, non vengono purtroppo solo dal campo. Il disastro è totale, con società immerse in debiti miliardari e appese al soccorso di un bando per i diritti tv che si sta rivelando per quel che era: un rilancio dal sapore di bluff. In attesa del futuro intanto ai torna a giocare ma non illudiamoci se Messi e l’Albiceleste dovessero soccombere. Per come siam messi (male), sarebbe solo una bella pacca sulla spalla

Le maglie saranno sempre quelle, azzurre e con le stelle a ricordare quattro Mondiali e un passato sbiadito. Stasera non sarà la stessa cosa vederle addosso a molti fra quelli che 130 giorni fa, con la Svezia, ci hanno regalato la più grande delusione calcistica degli ultimi 60 anni.

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L’Italia del calcio ora è come una rockstar che si trova a scaldare il pubblico ai concerti degli altri, è il boxeur di rango che fa lo sparring partner per gli emergenti, è lo chef stellato che prepara pasta scotta al dopolavoro ferroviario. Non sarà semplice, oggi a Manchester con l’Argentina e martedì a Londra con l’Inghilterra, entrare in due templi del pallone quasi da imbucati. Da quel 13 novembre è come se il tempo si fosse fermato e non solo a livello emotivo. La Federcalcio, dopo il disastroso regno del travicello Carlo Tavecchio, è nelle mani di un commissario. Uscito di scena il generale della Waterloo azzurra Gian Piero Ventura, al posto del ct c’è il reggente Gigi Di Biagio, in prestito dall’Under 21 e con il sogno di non tornare indietro mentre i big (Carlo Ancelotti, Roberto Mancini e Antonio Conte) sono in attesa soprattutto di capire con quali dirigenti, nel caso, avrebbero a che fare.

I guai del nostro calcio, infatti, non vengono purtroppo solo dal campo. Il disastro è totale, con società immerse in debiti miliardari e appese al soccorso di un bando per i diritti tv che si sta rivelando per quel che era: un rilancio dal sapore di bluff, con gli spagnoli di MediaPro che hanno offerto un miliardo e passa all’anno per battere Sky e Mediaset (che si erano fermati a 830 milioni) puntando a un canale in proprio che l’Antitrust ha doverosamente bocciato. Insomma, il solito italico caos che in passato è sempre stato coperto da una nazionale ammantata di un’aristocrazia ora svanita. Questi 130 giorni sono trascorsi purtroppo all’insegna del “come se niente fosse”. In attesa del futuro intanto si torna a giocare ma non illudiamoci se Lionel Messi e l’Albiceleste dovessero soccombere. Per come siam messi (male), sarebbe solo una bella pacca sulla spalla. Ma niente di più, al dramma ancora non si scorge rimedio.

twitter: @s_tamburini

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