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Morto Stephen Hawking, l'astrofisico che studiò le origini dell'universo

Aveva 76 anni ed era malato di Sla. Ha vissuto gran parte della sua vita su una sedia a rotelle

 Addio a Stephen Hawking, una delle menti più brillanti al mondo. Il grande fisico, che aveva spiegato i buchi neri, la cosmica quantistica e l’origine dell’universo, è morto nella sua casa di Cambridge. Aveva 76 anni. Quando ne aveva ventuno gli era stata diagnostica una malattia degenerativa, la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica), e i medici gli avevano detto che aveva appena due anni di vita. È morto invece 55 anni dopo, avendo fatto scoperte straordinarie, continuando a insegnare, simbolo straordinario del potere della mente.

Stephen Hawking: ''Il documentario sulla mia vita'' Il fisico e cosmologo britannico presenta a Cambridge "Hawking", il documentario sulla sua vita. "Il dottore che mi diagnosticò la malattia mi diede due, tre anni di vita - racconta il professore - spero che la mia storia possa esservi fonte d'ispirazione"

"Siamo profondamente addolorati nell'annunciare che nostro padre è morto - affermano Lucy, Robert e Tim, i figli di Hawking -. È stato un grande scienziato e un uomo straordinario il cui lavoro continuerà a vivere per anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme al suo brillante humor, hanno ispirato molti nel mondo".

"Scompariremo e sarà tutta colpa nostra": l'ultimo avvertimento di Stephen Hawking In un'intervista alla Bbc, Stephen Hawking ha lanciato un nuovo avvertimento all'umanità: "Se entro mille anni l'essere umano non imparerà a domare la propria aggressività potrebbe auto-distruggersi con una guerra nucleare o batterica". Secondo lo studioso britannico una soluzione al problema esiste a cura di Valentina Ruggiu

Paralizzato dalla malattia neurodegenerativa, costretto su una sedia a rotelle e a utilizzare una sofisticata strumentazione elettronica per comunicare con gli altri, Hawking non è stato solo un grande fisico, matematico, cosmologo e astrofisico. È stato un’icona. La sua vita e la sua carriera hanno ispirato film per la tv e il cinema. Nel 2015 l’attore Eddie Redmayne vinse un Oscar per il suo ritratto dello scienziato ne «La Teoria del tutto» diretto da James Marsh, l’adattamento della biografia scritta dalla ex moglie e madre dei suoi 3 figli. Lo scienziato era nato a Oxford l’8 gennaio del 1942. Ha dedicato la sua vita a svelare i segreti dell’universo e divulgare l’ astrofisica al punto dal renderla comprensiva.

Le teorie di Stephen Hawking in 60 secondi Stephen Hawking potrebbe davvero vincere il Nobel per le sue teorie su buchi neri e universo. Ecco i suoi studi condensati in 60 secondi (con le dovute semplificazioni)

Considerato l’erede di Einstein ha cercato di divulgare le teorie nella sua «Breve storia del tempo», pubblicata nel 1988 e divenuta un successo mondiale, con oltre 25 milioni di copie vendute. «Sono sicuro che la mia disabilità ha qualcosa a che fare con la mia celebrità. La gente è affascinata dal contrasto tra le mie capacità fisiche molto limitate e la natura estremamente ampia dell’universo che sto studiando». Dotato di un grande senso dell’umorismo, Hawking ha anche voluto dimostrare che la disabilità non è una barriera insormontabile e ha dato sempre un costante esempio di energia e vitalità. Tanto da diventare un’icona anche della cultura popolare: nel corso degli anni ha ’giocatò in spettacoli come «Star Trek», «The Big Bang Theory» e «I Simpsons», persino «cantato» con la sua voce sintetica al lato degli U2, i Pink Floyd e anche i Monty Python. E adesso graviterà da qualche parte nell’universo, finalmente non più su una sedia a rotelle.

Stephen Hawking, l'astrofisico campione di simpatia Da Big Bang Theory ai Simpsons passando per i Pink Floyd ecco le collaborazione extra-accademiche di uno dei più geniali scienziati moderni, Stephen Hawking

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