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Elezioni, il peso dei leader e la crisi del Partito Democratico

L’analisi post elettorale dell’Istituto Demopolis

ROMA. Per il 34% degli italiani è stato Luigi Di Maio il leader più convincente negli ultimi giorni di campagna elettorale: il Movimento 5 Stelle, con la sua squadra di Governo, si è posto al centro dell’agenda politica e mediatica nelle due settimane che hanno preceduto l’apertura delle urne.

Il 21% indica invece Matteo Salvini, la cui strategia comunicativa ha permesso alla Lega di superare Forza Italia all’interno della coalizione di Centro Destra. È uno dei dati che emerge dall’analisi post elettorale condotta dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento.

Molto distanziati appaiono gli altri esponenti politici: meno di un cittadino su 10 indica Silvio Berlusconi o il presidente del Consiglio uscente Paolo Gentiloni. Oltre un quinto degli italiani non ha ritenuto credibile alcun leader.

Secondo i dati, 18 elettori su 100, il numero più significativo di chi aveva scelto i democratici 5 anni fa, hanno votato per il Movimento 5 Stelle. Un’estrema minoranza ha optato per LeU o altre liste. 15 su 100, circa 1 milione e 300 mila elettori del Pd nel 2013 – delusi o poco convinti – il 4 marzo hanno scelto invece di astenersi.  



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