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M5S e Lega si contendono il governo. Crollo Pd, Renzi si dimette

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio

Dopo le elezioni politiche il segretario del Pd lascia la guida del partito. Regionali in Lombardia: vinceil candidato del centrodestra Fontana. Nel Lazio trionfa Zingaretti. Boschi eletta a Bolzano. Di Maio: "Siamo aperti al confronto con tutti i partiti". Salvini: "Non faremo coalizioni strane"

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ROMA. M5s primo partito con oltre il 32% dei voti. Centrodestra prima coalizione con circa il 37% dei voti, all’interno del centrodestra la Lega è largamente il primo partito con il 18% contro il 14% circa di Forza Italia. Crollo del centrosinistra che scende sotto il 20%. Un terremoto che porta il giorno dopo le elezioni Matteo Renzi a dimettersi da segretatorio del Pd. "Come sapete e come è doveroso, mi pare che abbiamo riconosciuto con chiarezza che si tratta di una sconfitta netta, una sconfitta che ci impone di aprire una pagina nuova all'interno del Pd". Ed è dunque "ovvio che io debba lasciare". "Non c'è nessuna fuga - dice Renzi - Terminata la fase dell'insediamento del Parlamento e della formazione del governo, io farò un lavoro che mi affascina: il senatore semplice, il senatore di Firenze, Scandicci, Insigna e Impruneta".

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Lazio e Lombardia. In Lombardia continua il dominio incontrastato del centrodestra, che governa la Regione dal 1994 e si prepara a farlo per altri cinque anni con Attilio Fontana, l'ex sindaco di Varese, che ha vinto, a scrutinio ancora da terminare, con oltre il 53% dei voti. Il suo avversario di centrosinistra Giorgio Gori si ferma al 27,53, Dario Violi dei 5stelle al 16,23, Onorio Rosati di LeU all'1,79.

Nel tracollo nazionale del centrosinistra un fortino resiste ed è la Regione Lazio: Nicola Zingaretti, alla guida di un'ampia coalizione che comprende anche LeU, vince e fa il bis, primo governatore nel Lazio ad essere rieletto. Nella Waterloo del Pd Zingaretti tiene e strappa una vittoria sudata, partita in discesa ma finita in salita, con una Roberta Lombardi insidiosa e uno Stefano Parisi in rimonta che tenta fino all'ultimo di erodere il bottino di voti del governatore. "E' stata una rimonta straordinaria e bellissima, la differenza tra il voto politico e quello regionale oscilla tra 250 e 300 mila voti", dice alle dieci di sera il neo governatore bis parlando dal suo comitato elettorale confermando la sudata vittoria e rivendicando il suo risultato tutto personale.

Brogli voti all'estero, pm indaga. Intanto la procura di Roma ha aperto una indagine sui presunti brogli avvenuti nel voto in Canada, che fa parte della circoscrizione America Settentrionale e Centrale. Il fascicolo, coordinato dall’aggiunto Paolo Ielo, è al momento senza ipotesi di reato. Non è escluso che nel procedimento possa confluire anche la vicenda, denunciata dalla trasmissione televisiva "Le Iene", su analoghi episodi di broglio a Colonia e in Germania. La Digos, in questo caso, è stata incaricata di acquisire i filmati tv.