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Torino marcia contro CasaPound: scontri e fermi VIDEO

Scontri, feriti e fermi durante il corteo contro il comizio dei “fascisti del Terzo millennio”. Tensione alle stelle per le manifestazioni di sabato a Roma e Palermo

CasaPound a Torino: manifestanti respinti con idranti Scontri a Torino durante il corteo antifascista contro CasaPound. I manifestanti sono arrivati a ridosso del cordone con cui le forze dell'ordine hanno sbarrato corso Vittorio Emanuele per tentare di raggiungere l'albergo in cui è previsto un comizio elettorale di Simone Di Stefano, il leader del partito neofascista Al tentativo di forzare il blocco, la polizia ha risposto con idranti e una brevissima carica di alleggerimento.di Alessandro Contaldo

ROMA. Petardi, lacrimogeni, fumogeni, idranti, cassonetti incendiati. È volato di tutto a Torino tra manifestanti antifascisti e il cordone di polizia che ha difeso l’Hotel Ambassador di Corso Vittorio Emanuele, dove alle 21 era atteso il capo politico di Casapound Simone Di Stefano, che ha presentato i candidati e il programma per le prossime elezioni. I manifestanti sono avanzati dietro lo striscione «Staniamo Casapound» al grido di «Siamo tutti antifascisti», slogan urlati anche quando indietreggiavano sotto l’azione degli idranti o dei manganelli degli agenti. «Ci fate solo la doccia», hanno cantato ironizzando verso le forze dell’ordine. Alla fine una contestatrice è stata fermata per gli scontri, tre agenti sono rimasti feriti.

Le tensioni erano annunciate ed erano iniziate già in mattinata, quando un militante del centro sociale Askatasuna è stato arrestato dalle forze dell’ordine per il possesso di un lacrimogeno di fabbricazione tedesca. Le forze dell’ordine hanno perquisito preventivamente le case di quei militanti antifascisti, ma anche di quelli di Casapound vicini agli ambienti del mondo ultras.



Gli scontri tra neo fascisti e neo antifascisti, però, non si fermano a Torino. Cinque persone sono indagate per i fatti di Perugia: tre “attacchini” di Casapound e due di Potere al Popolo. Inizialmente sono stati i militanti del movimento nato dalle realtà territoriali solidali e dai centri sociali a denunciare pubblicamente di essere stati aggrediti mentre attaccavano i manifesti ai muri. Uno dei due ha riportato una ferita, non grave, inferta da un coltello. Poi, però, i “fascisti del Terzo millennio” hanno rispedito al mittente le accuse, denunciando a loro volta di essere stati aggrediti. La procura di Perugia li ha indagati tutti e cinque per i reati di rissa e lesioni. Secondo quanto riferito non ci sono telecamere che hanno ripreso lo scontro, ma un testimone avrebbe avvalorato la tesi dei militanti di Casapound.

Venerdì 23 febbraio, intanto, si terrà l’udienza di convalida dei fermi di Giovanni Codraro e Carlo Mancuso, i due esponenti del centro sociale Anomalia fermati per il pestaggio di Massimiliano Ursino, segretario provinciale di Forza Nuova a Palermo. L’accusa è di tentato omicidio. Altre quattro persone sono denunciate a piede libero, in attesa della conferma delle accuse. Tra di loro ci sarebbe anche una ragazza che avrebbe ripreso i fatti con il cellulare. «Contestiamo il capo di imputazione di tentato omicidio e anche le prove raccolte dalla Digos che non dimostrano che i due giovani fermati hanno preso parte all’aggressione», ha spiegato Giorgio Bisagna, avvocato difensore dei due indagati.



Proprio a Palermo, sabato 24, si rinnoverà la contrapposizione: al comizio del capo politico di Forza Nuova ed ex leader del gruppo eversivo Terza Posizione Roberto Fiore, si contrapporrà la piazza degli antifascisti e di Potere al Popolo.

Nello stesso giorno a Roma si terrà il corteo indetto dall’Anpi e dalle altre associazioni che aderiscono all’appello “Mai più fascismo” contro il razzismo e la xenofobia, dopo i fatti di Macerata. È prevista una manifestazione distinta della sinistra radicale e dei Cobas contro il jobs act, oltre ad una manifestazione dei No Vax. Il ministero degli Interni teme la presenza di infiltrati violenti, dopo quanto accaduto a Palermo e Perugia. Vietate le aste rigide, i caschi, gli elmetti e gli indumenti adatti a nascondere il viso. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha già deliberato l’immediata applicazione dei “daspo urbani” nel quartiere Esquilino anche in vista dei cortei.

Secondo il premier Gentiloni, tuttavia, i violenti fanno parte di «minoranze sparute». Il ministro degli Interni Minniti spiega che «l’antifascismo non è mai pericoloso: è il cuore pulsante della democrazia. Poi c’è chi usa la violenza richiamandosi all’antifascismo».

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