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Blitz neofascista in tv: ora è incubo violenza

Irruzione dei militanti di estrema destra negli studi del programma di Floris. Palermo: due fermi dopo il pestaggio a un dirigente di Forza Nuova. È allerta

Roma, Forza nuova irrompe negli studi di DiMartedì per bloccare la puntata "Ieri sera esponenti di Forza nuova hanno tentato di bloccare la messa in onda di DiMartedì facendo irruzione in studio durante la puntata. Questo non è accettabile né tollerabile". E' questa la denuncia, su Twitter, di Andrea Salerno, direttore di La7. "Questo non è accettabile né tollerabile. E' un pessimo segnale sul quale tutte le forze politiche democratiche devono fare i conti". In questo video il blitz dei militanti, a colloquio con il conduttore del programma Giovanni Floris.

ROMA. Si alza la tensione sulla campagna elettorale. A dieci giorni dal voto tre episodi violenti, avvenuti nel giro di 24 ore a Roma, Perugia e Palermo, hanno fatto irruzione sulla scena politica. Il pestaggio di un militante dell’estrema destra in Sicilia, il blitz di Forza Nuova negli studi televisivi di La7, l’accoltellamento di un giovane attivista di “Potere al popolo” mentre affigge manifesti elettorali, sono gli ultimi casi di una serie di violenze fisiche che ha fatto aumentare il livello di allarme degli apparati di sicurezza e avvelenato il clima politico. «Nessuna indulgenza per i criminali», ha ribadito il premier Gentiloni. Il Viminale però non nasconde la preoccupazione per le manifestazioni in programma per i prossimi giorni, sulle quali ci sarà «massima attenzione».

È di martedì notte la nuova intimidazione nei confronti dei media da parte di Forza Nuova. Dopo il blitz dello scorso dicembre sotto la sede de la Repubblica, una ventina di attivisti della formazione di estrema destra si sono presentati intorno a mezzanotte davanti agli studi televisivi di via Tiburtina che ospitano la trasmissione “diMartedì”, il talk show condotto da Giovanni Floris su La7. Alcuni militanti sono riusciti a entrare, chiedendo di partecipare alla puntata, mentre era in onda un contributo registrato e quindi a telecamere spente.

«Volevano interagire col programma – ha spiegato il conduttore che è riuscito a tenere sotto controllo la situazione – Questo non era possibile, sia tecnicamente, perché andava in onda un contributo registrato, sia per ragioni di opportunità. Non mandiamo in onda chi non è da noi invitato, tantomeno se si presenta in quel modo». La scintilla era partita da Palermo dove da giorni il clima è teso in vista del comizio previsto per sabato di Roberto Fiore, leader nazionale di Forza Nuova. I militanti del movimento volevano protestare perché, secondo il loro punto di vista, era stata data una “scarsa” copertura mediatica all’aggressione contro un loro dirigente siciliano, Massimiliano Ursino.

Da anni volto dell’estrema destra a Palermo e dirigente provinciale di Fn, Ursino martedì sera è stato picchiato in via Dante, nel centro della città da otto ragazzi, in seguito identificati come vicini agli ambienti dell’antagonismo. Aggredito poco distante dalla sede del movimento, è stato trascinato in un angolo e dopo avergli legato mani e piedi con adesivo di imballaggio, è stato pestato. Nonostante avessero il volto coperto da sciarpe, gli aggressori sono stati tutti identificati dalla Digos nel giro di poco tempo. Due di loro, sono in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio, Giovanni Codraro e Carlo Mancuso, di 25 e 27 anni, mentre altri quattro ragazzi palermitani sono stati denunciati con la stessa accusa. È stata una ragazza a riprendere l’aggressione, un video usato per inviare la rivendicazione online. Ad inchiodare i ragazzi però c’è un altro video ripreso da alcune telecamere di sorveglianza. Ursino ha riportato la frattura del naso e come i due fermati ha vari precedenti penali.

Condannato ad oltre due anni nel 2006 per aver rapinato e picchiato due immigrati del Bangladesh di fronte al teatro Massimo, nel 2005 aggredì con pugni e bastonate un nigeriano. Episodio per il quale è stato rinviato a giudizio per lesioni aggravate e per aver agito in base a «motivi razziali». Anche il dirigente di Forza Nuova in passato ha preso di mira i media. Nel 2008 partecipò al confezionamento e alla spedizione dei pacchi choc, inviati a varie redazioni giornalistiche, contenenti una bambola sporcata con sangue e interiora di animale per la campagna di Fn contro la legge 194.

«Non aspettiamo il morto per fermare tutto questo», ha ammonito Pietro Grasso. Malgrado arrivino da ogni parte gli appelli a raffreddare il confronto, la tensione resta forte. Matteo Renzi proprio da Palermo, nel corso di un comizio oltre ad esprimere solidarietà al dirigente di Forza Nuova, ha invitato tutti «a darsi una regolata». Mentre Giorgia Meloni chiede che lo Stato «faccia sentire la sua voce senza tentennamenti», la paura è che il confronto politico degeneri nei toni violenti. Il timore espresso dalla presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi è che possano tornare «i mostri del passato sulla scena odierna».

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