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Elezioni, il quadro instabile del voto fra incognite e indecisioni

Elezioni, il quadro instabile del voto fra incognite e indecisioni

Ultimo sondaggio dell’Istituto Demopolis, poi silenzio elettorale fino al 4 marzo. Le regole del Rosatellum complicano il compito dei cittadini chiamati alle urne

ROMA. Dalla mezzanotte di oggi inizia il black out sui sondaggi che potranno continuare a essere realizzati, ma scatterà il divieto di pubblicazione. Dunque, il conto alla rovescia è iniziato e nelle due settimane che ci separano dal 4 marzo, il consenso dei partiti e delle coalizioni resta ancora molto instabile. A incrementare l’incertezza, spiega Pietro Vento, direttore dell’Istituto di ricerca Demopolis, «sono le incognite derivanti dalla nuova legge elettorale».



Il primo partito nelle intenzioni di voto si conferma il Movimento 5Stelle che alla Camera raccoglierebbe il 28% (con un voto certo del 23% e un potenziale del 32%). Distante il Partito democratico al 22,5% con un potenziale che arriva al 26%. Il margine di una crescita o un calo di circa tre punti vale anche per Forza Italia al 16,5% e la Lega al 14,2%.

Più distanti le liste di Liberi e Uguali al 6 % e Fratelli d’Italia al 5% mentre sono sotto la soglia del 3% (necessaria per accedere all’assegnazione dei seggi proporzionali) la formazione “+Europa” di Emma Bonino e i centristi di “Noi con l’Italia”. Il dato aggregato delle coalizioni non modifica in modo sensibile le forze in campo. Secondo l’indagine condotta dai ricercatori di Demopolis il 14 e il 15 febbraio, il centrodestra, pur in costante crescita negli ultimi mesi, con il supporto degli alleati si attesta al 38% non raggiungendo autonomamente la maggioranza per dare vita a un nuovo governo.

Dopo il M5S (senza alleati), al terzo posto si piazza iI centrosinistra che raccoglie il 27% dei consensi. «L’incertezza – secondo Vento – è determinata dall’impossibilità di un voto disgiunto, con il peso dei candidati dei collegi uninominali che può modificare in modo sostanziale il consenso trasferito alle liste della quota proporzionale». Nell’ultima indagine pubblica appare molto significativo proprio questo elemento, perché due terzi degli intervistati non conoscono ancora neppure il nome del candidato del collegio uninominale. Seppure la grande maggioranza risponda che voterà per il partito che li convince di più, il 25% sceglierà invece guardando i candidati in lista, senza badare al partito o alla coalizione.



L’equilibrio del Rosatellum condizionerà dunque il risultato nelle prossime settimane che ci avvicinano al voto, durante le quali gli elettori potranno probabilmente conoscere meglio i candidati. Dalle simulazioni del Barometro politico di Demopolis emerge una maggioranza non sufficiente a governare e così la scommessa dell’alleanza Berlusconi-Salvini «si gioca soprattutto nei collegi del Centro-Sud dove – spiega Vento – sono ancora decine i seggi in bilico in un testa a testa con il Movimento 5Stelle».

Sull’ultimo test dedicato alle intenzioni di voto degli italiani, pesa anche l’instabilità causata dall’astensione, dato anche questo non definitivo: su sedici milioni propensi a disertare le urne, quattro milioni potrebbero riconsiderare questa scelta e cambiare idea negli ultimi giorni. Occhi puntati dei partiti anche sugli indecisi: a fronte di un 67% cento che ha già fatto una scelta definitiva, si stima che il 13% abbia un orientamento ma che potrebbe cambiare, mentre un quinto dell’elettorato si dichiara ancora del tutto incerto davanti alla scheda elettorale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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