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Milano, incidente alla Lamina. “Basta morti sul lavoro”: i metalmeccanici in piazza per ricordare

Lavoratori in sciopero per un’ora in tutta la Lombardia e corteo per le vie del centro. La Fiom: “Occorre aumentare i fondi per la prevenzione”

Milano, duemila tute blu in corteo: "Non è possibile continuare a morire sul lavoro" Un minuto di silenzio per i quattro operai della Lamina e per il ragazzo schiacciato da un tornio in provincia di Brescia: è terminato così il corteo dei metalmeccanici lombardi che venerdì 19 gennaio hanno scioperato per un'ora per dire basta alle morti sul lavoro. Dopo la manifestazione i delegati dei lavoratori sono stati ricevuti dal prefetto del capoluogo lombardo, a cui hanno chiesto garanzie per i dipendenti della Lamina, e l'istituzione di "una task force per prevenire gli incidenti sui luoghi di lavoro", come ha spiegato Roberta Turi, segretaria della Film di Milano. L'articolo (video di Daniele Lettig)

MILANO. Duemila persone e un unico slogan: mai più morti sul lavoro. È questo il messaggio lanciato dal corteo convocato venerdì 19 gennaio dai sindacati dei metalmeccanici milanesi dopo la morte di Arrigo e Giancarlo Barbieri, Marco Santamaria e Giuseppe Setzu, i quattro vittime dell’incidente avvenuto martedì scorso nello stabilimento della Lamina, in un quartiere periferico del capoluogo lombardo.

Una tragedia a cui due giorni fa se ne è aggiunta un’altra: la morte a Rovato, in provincia di Brescia, del diciannovenne Luca Lecco, schiacciato da un tornio mentre lavorava con il padre. Alla manifestazione, che è coincisa con uno sciopero di un’ora in tutta la Lombardia, hanno partecipato anche lavoratori anche di altre regioni. Sulle loro pettorine, un numero: 13 mila, come il numero dei caduti sul lavoro negli ultimi dieci anni.

Dopo un minuto di silenzio in memoria delle cinque vittime, alcuni rappresentanti sindacali sono stati ricevuti dal prefetto, a cui hanno chiesto «l’istituzione immediata di una task force per la prevenzione degli incidenti sul lavoro, e un chiarimento sia sullo stato chiederemo conto della sicurezza all'interno dell'azienda, sia sul destino dei suoi dipendenti», come ha spiegato la segretaria generale della Fiom di Milano, Roberta Turi. Al governo, invece, la richiesta è un’altra: «Aumentare i fondi destinati alla prevenzione degli infortuni, che oggi sono solo l’uno per cento della spesa sanitaria».
 

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