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IL COMMENTO: CATTIVA DOMENICA 

Il vuoto del calcio non è solo quello sugli spalti

Cifre deprimenti ai botteghini che ormai la regia unica stile fotoromanzi Lancio non riesce più a mascherare. Ma è solo lo specchio di un movimento sempre più depresso che adesso ha il grave problema della svalutazione dei diritti tv. E così per i vari Lotiti che pensano di poter far pagare l’incarto allo stesso prezzo del prosciutto adesso si fa veramente dura

Il peggio passa sempre da un vuoto, che sia quello di stadi deserti o di una testa che resta senza neuroni negli attimi in cui dovrebbero servire di più. Il dramma dell’italico pallone purtroppo va molto oltre il flop Mondiale. La disinformatija della regia unica stile fotoromanzi Lancio non ce la fa a schermare la realtà: dai neanche novemila spettatori di Sassuolo-Verona a quelli ancor più scarsi di Chievo-Spal, addirittura secretati.

Va detto: il nostro calcio, fra quelli ritenuti d’élite, da tempo è il meno appetibile. Come percentuali di riempimento è al 56%. La Juve, è vero, arriva al 95 ma ha uno stadio da poco più di 40mila posti, nulla al cospetto dell’altro Allianz, quello del Bayern Monaco con una media di appena 23 biglietti invenduti su 75mila. Il problema vero è la percezione di sicurezza ben al di sotto della soglia minima. Anche ieri a Udine se le sono date di santa ragione per l’ennesimo episodio di guerriglia urbana che si tenta di tenere sotto traccia al pari delle infiltrazioni criminali e del razzismo nelle curve. Purtroppo le nostre miopi società da tempo hanno smesso di contarci su questi ricavi, perché ritenuti marginali rispetto a quelli dei diritti tv.

Presto però potrebbero doverli rimpiangere. Oggi la Lega calcio tenterà di chiudere la partita dei diritti tv 2018-’19, colpevolmente lasciata aperta con un Mondiale in bilico e una possibile drastica svalutazione. La congrega dei presidenti, ancora commissariata dal dimissionario Carlo Tavecchio, ha in testa di ricavare un miliardo ma l’offerta ben che vada dovrebbe essere inferiore di 250 milioni. Un disastro: l’immagine di Daniele De Rossi che prima rifila una “pizza” in faccia a un avversario e poi simula di averla presa lui è il simbolo di un mondo ormai fuori dai tempi.

Con il Var queste cose non hanno la benché minima possibilità di non essere viste. Lui da tempo è dottor Daniele e mister De Rossi, capace di gesti da applausi come i complimenti e le scuse agli svedesi dopo i fischi di San Siro. Ma anche di decine di episodi da “vena chiusa”, da calcio sciocco e borgataro. Un po’ come i suoi capi, che non tirano “pizze” ma è come se lo facessero nel nome dell’abuso di passione popolare. Non sanno che l’eliminazione dal Mondiale ha avuto un po’ l’effetto del Var e per i Lotiti che pensano di poterti far pagare anche l’incarto al prezzo del prosciutto, ormai si sta facendo sempre più dura.

twitter: @s_tamburini

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