Quotidiani locali

Egitto, attacco in moschea sufi. L’Is uccide 235 musulmani

Sterminate intere famiglie: prima le bombe, poi gli spari sulla gente in fuga. Colpito un piccolo villaggio nel Sinai. Il presidente al-Sisi: «Ci vendicheremo»

Parigi: la torre Eiffel si spegne per le vittime della strage in Sinai Il tributo della Francia alle vittime della strage di ieri alla moschea egiziana di Bir al-Abed, in Sinai. Le luci della torre Eiffel si sono spente per qualche minuto

ROMA. È uno degli attacchi terroristici più sanguinosi che abbia colpito l’Egitto. Un piano che porta la firma dei gruppi jihadisti che da mesi lottano per strappare il Sinai al Cairo e farne un nuovo capoluogo dello stato islamico. Fino adesso avevano colpito esercito, polizia e chiese cristiane. Ora hanno ucciso fedeli musulmani durante la tradizionale preghiera del venerdì. Il giorno di festa quando le moschee di tutto il mondo sono affollate per ascoltare il sermone. I jihadisti hanno piazzato ordigni in una moschea che si trova in una zona desertica, poi hanno sparato contro uomini, donne e bambini mentre cercavano di scappare. È stata una strage. Sono state sterminate intere famiglie. Il bilancio è di almeno 235 morti (dentro la moschea erano circa in 300), oltre cento feriti in un villaggio, al-Rawdah, che di abitanti ne conta appena 2.500 a venti chilometri dalla città di al-Arish, capoluogo del Sinai settentrionale. Un luogo di culto frequentato dalla tribù Sawarka conosciuta per la collaborazione con l’esercito e le forze dell’ordine» nella lotta contro l’Is.

Egitto, attacco alla moschea: i soccorsi La facciata della moschea di Bir al-Abed, in Egitto, teatro di un attentato durante il giorno di preghiera che ha visto la morte di oltre 200 persone. Nelle immagini i primi soccorsi


Al-Sisi: «Ci vendicheremo». Immediata la reazione del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi che in un discorso televisivo rivolto alla nazione, ha annunciato vendetta: «Le forze armate risponderanno con forza brutale a questo gruppuscolo. Questo attentato non fa altro che renderci più solidi, più forti e più uniti nella nostra lotta contro il terrorismo. Ci vendicheremo». Poche ore dopo, le forze aeree egiziane hanno condotto raid con droni sulle postazioni jihadiste nel Sinai, vicino al villaggio di Rawda in un’operazione che è stata chiamata “Vendetta per i martiri». Quindici le vittime.

Le reazioni. La prima condanna è arrivata dal grande imam di Al-Azhar, il più influente centro teologico e universitario dell’islam sunnita che si trova al Cairo. Ma tutto il mondo ha condannato l’attentato alla moschea ai al-Rawdah. Da Papa Francesco al presidente della Repubblica Mattarella, a quello americano Donald Trump. «La Russia è disposta ad espandere la cooperazione con il popolo egiziano nella lotta contro il terrorismo internazionale», ha scritto Putin in una lettera al presidente egiziano. Mentre il ministro dei trasporti israeliano Yisrael Katz (Likud) in un tweet in ebraico: «È tempo di formare un fronte regionale contro il terrorismo sciita iraniano e il sunnita stato islamico». L’Iraq ha lanciato un appello ai governi «a sdradicare il terrorismo» mentre l’Iran ha inviato le nazioni «ad essere più vigili contro i nuovi complotti dei terroristi sconfitti».

La dinamica. Dai primi racconti dei sopravvissuti, il commando sarebbe stato composto da almeno quindici uomini arrivati a bordo di quattro fuoristrada. Sono entrati nella moschea durante la prima parte del sermone e hanno prima lanciato una bomba, altri ordigni erano all’esterno, poi hanno cominciato a sparare sulla folla in fuga. Il commando ha anche incendiato le auto perché non venissero utilizzate per soccorrere i feriti. Il responsabile del servizio di soccorso ha comunque assicurato che sono riuscite ad arrivare una cinquanta di ambulanze e portare in salvo decine di feriti. Molti dei quali in condizioni disperate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

TrovaRistorante

a Livorno Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista