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Sulla data del voto tornano le scintille Salvini-Berlusconi

ROMA. Lo scontro è sulla data del voto. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno urgenza di tornare alle urne. Silvio Berlusconi, invece, non ha per niente fretta: vorrebbe prima tornare candidabile e...

ROMA. Lo scontro è sulla data del voto. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno urgenza di tornare alle urne. Silvio Berlusconi, invece, non ha per niente fretta: vorrebbe prima tornare candidabile e spera che la sentenza di Strasburgo arrivi in tempo per le prossime elezioni. Ogni leader, insomma, ha segnato sul calendario la propria data ideale, in base ai rispettivi calcoli di convenienza. Prossime politiche a marzo o a maggio, in election day con regionali e amministrative? Dietro al braccio di ferro tra Berlusconi e Salvini c’è un discrimine non da poco: la possibilità che in quei due-tre mesi supplementari il leader di Forza Italia possa riconquistare la tanto agognata “agibilità” politica post-condanna. Dall’8 marzo il Cavaliere potrà chiedere la riabilitazione al Tribunale di Milano, a prescindere dal giudizio della Corte di Strasburgo (l’udienza comincia il 22 novembre).

Berlusconi è convinto che le elezioni dovrebbero svolgersi dunque a maggio. Ma non sono questi i patti, lo stronca subito Matteo Salvini. «Spero che si voti il prima possibile e che nessuno voglia tirare a campare. Non capisco perché Berlusconi parli di un voto più avanti, a maggio, l’Italia ferma merita di più. Prima si vota e si va a un governo di centrodestra, dove le idee della Lega saranno determinanti, e meglio è» dice Salvini, che vuole accorciare i tempi anche per “dare le carte”: «Entro novembre definiamo il programma della Lega. Poi lo confronteremo con quello degli altri».

Giorgia Meloni, invece, si rivolge direttamente a Strasburgo. «Facciamo un appello alla Corte Europea dei diritti dell’uomo perché la sentenza possa arrivare il prima possibile. Berlusconi ha tutto il diritto di presentarsi alle prossime elezioni, e lo speriamo perché è un valore aggiunto, però credo che gli italiani debbano andare a votare», taglia corto la leader di Fratelli d’Italia, che tramite Facebook rivolge un appello a Berlusconi e Salvini per agire insieme contro la legge sullo ius soli. Ma è sulla data del voto che nel centrodestra non c’è intesa. Certo, il potere di sciogliere le Camere e di mandare tutti a casa appartiene al capo dello Stato. E nell’attesa che Mattarella decida, da Forza Italia parte forte la richiesta per una candidatura
del Cavaliere. «Occorre consentire a Silvio Berlusconi di concludere la procedura ormai in dirittura d’arrivo del suo ricorso a Strasburgo. Altrimenti sul voto delle prossime elezioni calerà un’ombra che sarà poi difficile dissipare», dice Francesco Giro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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