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Ostia al voto, bruciato circolo Pd

Verso il ballottaggio tra tensioni e intimidazioni. Tranne Meloni, i big non si fanno vedere

ROMA. Bruciato il portone del circolo Pd di Ostia. Uno scheletro di legno è quello che rimane della porta sulla strada. È il secondo atto intimidatorio dalla marcia contro la violenza e la mafia che Fnsi e Libera avevano organizzato dopo la brutale aggressione al giornalista di “Nemo”, Daniele Piervincenzi, da parte di Roberto Spada, del clan omonimo. Il primo, avvenuto proprio a ridosso della manifestazione di giovedì, aveva coinvolto il furgone della troupe di La7, parcheggiato davanti alla palestra di Spada, ritrovato da Myrta Merlino e dall’operatore con le gomme squarciate. È in questo clima che Ostia domani torna al voto per il ballottaggio per eleggere il mini sindaco del X municipio di Roma, dopo due anni di commissariamento per mafia.

Ostia, presidio al circolo Pd vandalizzato: ''Alla mafia diciamo siete una montagna di m... e tale resterete'' Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti e il sottosegretario alla Giustizia Gennaro Migliore. Ma anche un centinaio di militanti e attivisti dem. Presidio di solidarietà davanti al circolo Cinet del Partito Democratico a Ostia Antica dove nelle scorse ore, con un gesto chiaramente intimidatorio di cui restano ignoti gli autori, è stato dato alle fiamme il portone dello stabile che lo ospita. "Hanno paura della libertà e della democrazia - afferma Zingaretti - Dobbiamo reagire aprendo in questo territorio nuovi circoli Pd e portandoci sedi delle università e attività economiche": "Noi non ce ne andremo da qui - aggiunge Migliore - A questi vigliacchi che vengono di notte diciamo, citando Peppino Impastato, "Siete una montagna di m... e tale resterete". Non solo non abbasseremo la guardia, ma vi verremo a cercare"di Francesco Giovannetti


Un appuntamento che vedrà in campo agenti in borghese e Digos schierati per garantire che le operazioni di voto siano regolari. Sul nuovo atto intimidatorio sta indagando la Procura di Roma. Ma ai microfoni del Gr1 Federico Cafiero de Raho, procuratore Antimafia e antiterrorismo, dice: «Credo che si possa riconoscere la sussistenza dell’organizzazione mafiosa anche in quella che potrebbe essere ritenuta una banda di quartiere».

Al Pd hanno espresso solidarietà tutte le forze politiche, a partire dalla sindaca Raggi. «Il Pd non ha paura proveranno in tutti i modi a zittirci e a tapparci la bocca, noi andiamo avanti senza mollare di un centimetro», avverte Matteo Renzi. Per Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, l’attentato al circolo Pd «è una conferma inquietante delle connessioni politico-mafiose in quel territorio». In questo clima ieri a Ostia c’è stata la chiusura della campagna elettorale ma i comizi delle due candidate al ballottaggio, la pentastellata Giuliana Di Pillo e Monica Picca di Fratelli d’Italia, hanno visto pochissima partecipazione dei cittadini. E salvo per Giorgia Meloni, l’assenza dei vip. Non si sono fatti vedere né Grillo né Berlusconi. E alla fine ha dato forfait anche Roberta Lombardi, candidata alla Regione del M5S, che ha accusato una provvidenziale influenza per disertare la piazza.

Ostia, piazza piena contro mafia e violenza: "Il cambiamento passa da tutti noi" Manifestazione in centro a Ostia organizzata da Fnsi e Libera contro la mafia e contro le intimidazioni ai giornalisti dopo violenta la testata che Roberto Spada ha dato al cronista di Rai 2 Daniele Piervincenzi. Molti i rappresentanti delle istituzioni presenti, dalla presidente della Camera Laura Boldrini alla sindaca della Capitale Virginia Raggi. "Se qualcuno mi avesse mai chiesto 'come vedi l'inizio della tua libertà', avrei risposto 'così, con una piazza piena'. Oggi sono davvero contenta", afferma la cronista di Repubblica Federica Angeli che da anni vive sotto scorta. "Finalmente tutti hanno capito la violenza di queste famiglie, ora i riflettori non si spegneranno più", aggiunge.


Di Pillo e Picca arrivano al ballottaggio separate da solo 2.300 preferenze, poche in un corpo elettorale di quasi 190mila persone. È il partito del non voto il primo di Ostia. Al primo turno ha votato solo il 36,15% degli elettori. E visto che al ballottaggio l’affluenza di solito cala ancora, le due sfidanti devono cercare di catturare i voti di chi ha fatto altre scelte. Solo Si con Stefano Fassina si è schierata apertamente con la Di Pillo. Il Pd, arrivato terzo, non ha dato indicazioni di voto. Certo a sinistra fa paura l’exploit avuto da CasaPound che ha preso il 9%. I neofascisti, il cui candidato Luca Marsella, è stato sostenuto da Roberto Spada, ufficialmente hanno chiesto ai propri elettori di «andare al mare». Ma se vincesse Picca, CasaPound otterrebbe 2 consiglieri. Con Di Pillo 1 solo.

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