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Impresentabili in Sicilia, scatta subito un arresto

De Luca (Udc) appena eletto con Musumeci è accusato di evasione fiscale. Di Maio (5Stelle) all’attacco: «Emergenza legalità alle prossime votazioni»

MESSINA. Era tra i cosiddetti “impresentabili” candidati alle elezioni regionali siciliane nella lista Udc, a sostegno della candidatura di Nello Musumeci, e ce l’aveva pure fatta. Ma per il deputato di centrodestra Cateno De Luca, i festeggiamenti per la sua rielezione sono durati davvero poco; il politico messinese è stato arrestato ieri mattina, diventando in tempi record il primo deputato arrestato della nuova legislatura parlamentare siciliana.

Per De Luca l’accusa è di associazione a delinquere e di evasione fiscale per 1 milione e 750mila euro e il gip del tribunale messinese, Monia De Francesco, parla di «pervicacia criminale e spregiudicatezza». Il deputato si trova ai domiciliari e assieme a lui è finito in manette anche Carmelo Satta, suo più stretto collaboratore, che avrebbe agito da prestanome. Sono inoltre finiti sotto sequestro beni mobili e immobili del Caf Fenapi, la società di consulenza fiscale della Federazione nazionale piccoli imprenditori alla quale erano collegate società controllate dallo stesso De Luca; un sistema di “artifici contabili” ben collaudato grazie al quale è stato possibile evadere i circa due milioni di euro.

L’operazione è stata effettuata dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e dai carabinieri di Messina sud, e ha riguardato anche otto persone, per lo più collaboratori di De Luca, alle quali è stato notificato un avviso di garanzia. Ma ad avere un ruolo centrale nell’impianto accusatorio ai suoi danni è stato l’avvocato Giovanni Cicala, che nell’ambito dell’incarico affidatogli dall’arrestato per tutelarsi da verifiche della Finanza, si è rifiutato di produrre falsa documentazione, confermando agli inquirenti quanto emerso anche dalle intercettazioni telefoniche.

In verità per De Luca si tratta dell’ennesima disavventura giudiziaria e non è un caso che anche in veste di ex primo cittadino dei comuni di Fiumedinisi e Santa Teresa, sempre nel Messinese, si sia subito sfogato su Facebook dopo l’arresto, gridando al complotto: «Sapevo già che mi avrebbero arrestato… Perché già certi ambienti mi avevano avvertito». «Sapevo di scontrarmi definitivamente con i poteri forti di Messina, massoneria e vari ambienti, che naturalmente non vogliono che io faccia il sindaco di Messina (aveva già annunciato la sua candidatura a primo cittadino del capoluogo dello Stretto durante un comizio, ndc)». E ancora: «Questa battaglia io la porto avanti fino in fondo, ho fatto due denunce contro una parte della magistratura e gli organi inquirenti».Uno dei suoi legali, l'avvocato Tommaso Micalizzi, ha però consigliato a De Luca di non usare i social, almeno durante la fase di arresto domiciliare.

Giusto oggi però, si terrà a Messina l'udienza del processo in cui De Luca è imputato per presunte speculazioni edilizie a Fiumedinisi, il centro di cui è originario e dove è stato appunto sindaco. Per lui l’accusa è di concussione, falso e abuso d’ufficio; avrebbe stravolto il contratto di quartiere per favorire i progetti delle imprese edilizie di famiglia. A processo ci sono anche suo fratello, titolare di aziende edili, alcuni componenti della giunta comunale dell’epoca e della commissione edilizia, funzionari comunali e anche quello stesso Carmelo Satta, arrestato in veste di amministratore del Caf Fenapi .

L’arresto di De Luca ha inevitabilmente riaperto il caso degli impresentabili e subito dopo l’arresto le reazioni si sono moltiplicate nel giro di pochi minuti. La presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi ha definito il caso «un fatto gravissimo, ma non è il primo; auguriamoci che possa essere uno degli ultimi. L'esito della nostra inchiesta sarà reso noto non appena completato. Il nome di De Luca, in riferimento al lavoro della commissione sugli “impresentabili”, era un nome non solo segnalatoci dal candidato Cancelleri, ma anche dalla prefettura e dalla procura competente».

Il neo presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha detto: «I provvedimenti della magistratura, alla quale rinnovo fiducia e apprezzamento, si rispettano e non si commentano». Tra le reazioni politiche anche quelle del leader M5S, Luigi Di Maio: «Grazie a una legge elettorale incostituzionale che favorisce le ammucchiate, il centrodestra di Berlusconi, Salvini e Meloni avrà gioco facile nell'imbarcare nuovamente una schiera di impresentabili».


In campo anche il leader della Lega, Matteo Salvini: «De Luca era uno di quelli che si erano proposti e a cui abbiamo detto di no». Fiducia nella magistratura è stata espressa anche da parte dell’Udc nazionale.

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