Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Sicilia, testa a testa tra Musumeci e Cancelleri 

Gli exit poll danno il candidato del centrodestra in vantaggio, tallonato da quello dei Cinquestelle. Micari sarebbe terzo con il 16-20%, Fava si fermerebbe al 9-13%

Elezioni Sicilia, Bindi: "Impresentabili in lista? Troppo poche 48 ore per scovarli"

ROMA. Gli exit poll danno in testa Nello Musumeci (centrodestra) con una percentuale tra il 36 e il 40,5% ma Giancarlo Cancelleri lo tallona con una forchetta che va dal 33 al 37,5%. E la partita si conferma a due tra il centrodestra e il M5S che esce dal voto siciliano come una forza oltre il 30 per cento. Tra il 30 e il 34 per i sondaggi. Tre volte oltre Forza Italia che potrebbe avere avuto tra il 12 e il 15%. Chi ha vinto lo sapremo solo questa mattina a partire dalle 8, quando finalmente comincerà lo spoglio reale delle schede. Ma se gli exit poll presentati ieri sera da Enrico Mentana saranno confermati il voto siciliano presenta diverse sorprese. A partire dal risultato del candidato del Pd, Fabrizio Micari. Il rettore di Palermo, lasciato praticamente solo da Matteo Renzi per tutta la campagna elettorale, avrebbe preso tra il 16 e il 20%. Il Pd sarebbe tra il 9 e il 13% ma Claudio Fava, sostenuto da Mdp, Possibile, Sinistra italiana si sarebbe fermato ben al di sotto di Micari, tra il 6 e il 10%. Niente sorpasso a sinistra. Malgrado il tracollo del Pd dato tra il 9 e il 13. La lista Cento passi è accreditata tra il 5 e il 8, avrebbe quindi superato la soglia di sbarramento, fissata nell’Isola al 5. Dallo staff di Musumeci si lascia trapelare un «cauto ottimismo». Cancelleri invece ha fatto sapere che non parlerà fino a domani.

Regionali Sicilia, da Musumeci a Micari: i candidati al voto

A Palermo dopo l’apertura dei seggi ha votato Sergio Mattarella poi rientrato a Roma. La scarsa affluenza potrebbe avere favorito Nello Musumeci, il candidato di tutto il centrodestra che in Sicilia, al netto delle distanze siderali che restano tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, ha fatto la campagna elettorale per lui. Vedremo poi, quanto si conteranno i voti di lista, se Fi, Lega e Fratelli d’Italia manterranno la stessa compattezza. Perché al di là di chi sarà il prossimo presidente dell’Assemblea regionale, perché in Sicilia si elegge, è possibile che nessuno avrà la maggioranza per governare. Probabile si sperimenteranno forme inedite di alleanze. Del resto già durante la campagna elettorale Matteo Salvini si è tenuto molto lontano dagli attacchi al Movimento 5Stelle che ha sferrato Silvio Berlusconi. E all’inizio della campagna elettorale anche tra Cancelleri e Claudio Fava non sono mancati attestati di stima. Cancelleri ha confermato che i pentastellati non fanno alleanze con altri ma ha chiarito che in caso di vittoria presenterà un programma. Da vedere se Angelino Alfano che ha in Sicilia il suo bacino elettorale supererà la soglia di sbarramento visto che molti esponenti di Ap hanno abbandonato Micari per sostenere Musumeci. Durissimo Davide Faraone (Pd). Commentando il crollo del Pd ha detto: «Micari ha avuto il coraggio di metterci la faccia dove Grasso non l’ha fatto».