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Campagna elettorale e adesso si alzi il sipario

La settimana

Con l’approvazione del Rosatellum si è aperta ufficialmente la campagna per il voto 2018 (anche se in realtà la competizione è partita prima del referedum di un anno fa). Ma prima di allora toccherà alle regionali siciliane, domenica 5 novembre, un appuntamento decisivo perché qui si misureranno la tenuta dei 5Stelle gestione Di Maio, la resa della ritrovata alleanza di destra e pure la distribuzione dei consensi tra il Pd e l’altra sinistra. E certo i risultati acuiranno lo scontro. Sullo sfondo si intravede però una seconda questione aperta dai 5Stelle, ma fatta propria anche da altri: il fastidio per le istituzioni rappresentative e di garanzia, che ha raggiunto nelle ultime settimane, episodio dopo episodio, forme sempre più preoccupanti.

L’elenco è lungo. Il Rosatellum è stato approvato a colpi di fiducia, non bastano le dita di una mano per contarle, e la necessità di portare a casa il risultato – una legge ci voleva – ha impedito una discussione più ampia in Parlamento, di fatto delegittimandolo (Giorgio Napolitano lo ha detto al Senato con parole nette e dolenti); i grillini, invece, hanno imbastito un processo di piazza non solo ai partiti che hanno approvato il nuovo sistema di voto, ma addirittura al presidente Mattarella che si appresta a firmarlo.

E ancora. Matteo Renzi ha fatto di tutto, dalla mozione del Pd al «non capisco, ma mi adeguo», per impedire il bis di Ignazio Visco alla guida della Banca d’Italia, l’authority sul credito che trae la sua forza dall’autonomia e dall’indipendenza dalla politica: se qualcuno, come è del tutto legittimo, intende criticarla non deve far nascere il sospetto che lo stia facendo per fatti personali o elettorali; al momento della designazione di Visco, poi, i ministri di stretta osservanza renziana (Boschi & C.) hanno disertato la sala del Consiglio per svilire la scelta e colpire sia il premier che la proponeva sia, ancora una volta, il Capo dello Stato che per legge deve firmare il decreto di nomina. Infine, ciliegina sulla torta, il presidente del Senato Piero Grasso, spogliandosi del suo ruolo, si è dimesso dal Pd che lo ha portato allo scranno più alto di Palazzo Madama, accusando il suo ex partito proprio di aver fatto strame delle istituzioni nelle vicende Rosatellum e Banca d’Italia. Partiti contro partiti e leader contro leader, tutti senza alcuna preoccupazione per lo stato di salute delle istituzioni. Che sono il fondamento comune su cui si basano le regole democratiche. Bah!

Qualcuno ha provato a discettare su vincitori e vinti, ma forse dovremmo smetterla con questi festival della furbizia, della mossetta per acchiappare voti, della tattichetta buona a conquistare un tweet o un titolo di giornale lanciata sempre «in nome del popolo» che viceversa ne paga solo il prezzo: Paolo Gentiloni è stato costretto a porre la fiducia sul Rosatellum dopo aver promesso di tenersi alla larga da una questione tutta parlamentare (e Massimo D’Alema, con la consueta perfidia, lo ha inserito nell’elenco dei bugiardi, subito dopo Renzi...); ha tenuto fermo sulla conferma di Visco, ma questo gli è costato la contestazione del segretario del Pd, che certo non finirà qui; Sergio Mattarella ha ottenuto ciò che voleva – un sistema elettorale coerente per Camera e Senato e una soluzione che non terremotasse la banca centrale – ma il dissenso di renziani e grillini va molto oltre la normale contesa politica; e Renzi sarà pure riuscito a mettere in difficoltà Gentiloni in vista di una futura premiership, ma non ha fermato Visco, è entrato in rotta di collisione con il Capo dello Stato e solo dio sa se tutto questo can-can gli porterà davvero le simpatie e i consensi che cerca.

Che dire? L’impressione è che questa lunga battaglia, destinata peraltro a continuare, abbia lasciato sul campo troppi feriti e lacerato il tessuto istituzionale proprio ora che l’eccessiva frantumazione politica

– che la nuova legge elettorale certo non aiuterà a ricucire – richiederebbe invece istituti di rappresentanza e di garanzia più forti e unanimemente riconosciuti capaci di tenere il sistema in equilibrio. Auguri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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