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Confcommercio, Sangalli: "Attività culturali per evitare turismo mordi e fuggi"

Il presidente Carlo Sangalli:"Promuovere la cultura della crescita nel nostro Paese significa promuovere la cultura in generale, perché il settore conta tantissime imprese, genera Pil e indotto"

Gli svaghi, le feste, i concerti, i teatri e i cinema all’aperto come antidoto al turismo “mordi e fuggi” che sottrae risorse al Paese. Confcommercio salta sul treno in corsa dell’industria delle imprese culturali e creative, che ha ripreso a viaggiare a pieno regime dopo un periodo di crisi.

“Turismo, cultura e commercio – ha spiegato Carlo Sangalli presentando il Protocollo d'intesa con Agis – sono tre dimensioni dello stesso oggetto. Promuovere la cultura della crescita nel nostro Paese significa promuovere la cultura in generale, perché il settore conta tantissime imprese, genera Pil e indotto. La cultura poi è l'acqua che fa girare il mulino della creatività su cui si fonda il Made in Italy ed è il carburante del turismo italiano”.

Il momento appare propizio, da questo punto di vista. Secondo una indagine congiunta (“La cultura che crea valore”) tutti i fondamentali delle imprese culturali vanno forte: nella percezione degli operatori, infatti, migliorano andamento economico (+17,7% nel 2016-17 e +32% nel 2018-19) e ricavi (+14% nel 2016-17 e +18,1% nel 2018-19). Prevista una sostanziale tenuta dell'occupazione per il prossimo biennio (88%), mentre cresce la capacità di far fronte al fabbisogno finanziario (per il 10,7% nel 2016-17 e per il 13,4% nel 2018-2019).

I numeri parlano di un settore capace di produrre valore in maniera esponenziale: per ogni euro investito nell'organizzazione di un evento culturale se ne attivano altri 5 di valore aggiunto, ovvero di ricchezza che rimane sul territorio. Eppure, anche se può apparire un paradosso, per 3 imprese su 4 sono proprio costo della burocrazia e politiche pubbliche inadeguate i principali ostacoli alla crescita del settore.

“Il turismo mordi e fuggi si combatte con un ventaglio di proposte che portino il turista a radicarsi nel territorio, come al Festival di Pesaro” ha spiegato Carlo Fontana. “Tuttavia – ha avvertito il presidente di Agis – è inquietante che il 33% di italiani non partecipino ad alcun evento di spettacolo. Vuol dire che il settore ha bisogno di una forte iniezione di formazione. E dobbiamo mettere sempre al centro la qualità. Così daremo un contributo forte al turismo e alle attività che ne conseguono”.

Gli eventi estivi, in ogni modo, hanno confermato la salute dell’industria culturale italiane. Ad esempio Notte della Taranta, Time in Jazz e Home Festival, i tre casi di studio analizzati nel rapporto Confcommercio, sono state kermesse in grado di suscitare una spesa diretta dei visitatori sul territorio rispettivamente di 16,8 milioni, 7,9 milioni 16 milioni di euro, con un valore aggiunto prodotto pari a 6,3 milioni (Notte della Taranta), 2,9 (Time in Jazz) e 7,6 milioni di euro (Home Festival).

“Proprio gli eventi culturali e artistici possono aiutare, sia verso soggiorni più lunghi che per la destagionalizzazione” ha spiegato ancora Sangalli aggiungendo che anche settembre, dopo i buoni risultati di luglio e agosto, si annuncia roseo, con +7,2% di italiani che andranno in vacanza.