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Alzheimer, l'intelligenza artificiale può fare diagnosi precoce

Alzheimer, l'intelligenza artificiale può fare diagnosi precoce

E' quanto dimostrato uno studio dell'università di Bari che ha elaborato una tecnica basata sull'analisi delle risonanze al cervello

Alzheimer, diagnosi precoce grazie all'intelligenza artificiale Con l'intelligenza artificiale è possibile diagnosticare l'Alzheimer dieci anni prima rispetto a quanto avviene attualmente. Lo ha dimostrato uno studio dell'università di Bari, per ora pubblicato sul sito Arxiv, che ha elaborato una tecnica basata sull'analisi delle risonanze al cervello (a cura di Damiano Mari)

ROMA. Con l'intelligenza artificiale è possibile diagnosticare l'Alzheimer dieci anni prima rispetto a quanto avviene attualmente. Lo ha dimostrato uno studio dell'università di Bari, per ora pubblicato sul sito Arxiv, che ha elaborato una tecnica basata sull'analisi delle risonanze al cervello.

I ricercatori, guidati da Nicola Amoroso e Marianna La Rocca, hanno prima 'insegnato' all'algoritmo a discernere tra cervelli sani e malati usando le immagini di 67 risonanze, 38 delle quali da persone con Alzheimer.

Scoperta origine Alzheimer, l'esperto: "La cura è ancora lontana, servono fondi" "La morte dei neuroni causa la riduzione della funzione della memoria e un disturbo dell'umore". Così Marcello D’Amelio professore associato di Fisiologia Umana e Neurofisiologia all'università Campus Bio-Medico di Roma e coordinatore studio sull’origine dell'Alzheimer."Abbiamo individuato le cause, ma la cura è lontana - spiega - Molto dipende dai fondi stanziati dal ministero della Salute per la ricerca. Potrebbero volerci dieci anni o un tempo infinito"intervista di Ernesto ManfréRadio Capital

L'algoritmo è stato poi messo alla prova su un'altra serie di 148 risonanze, di cui 52 da soggetti sani, 48 con Alzheimer e 48 con una lieve disabilità cognitiva che però è evoluta in Alzheimer fino a nove anni dopo.

Alzheimer, in Italia circa 600mila malati Si comincia con il dimenticare alcune cose, per arrivare al punto in cui non si riconoscono nemmeno i familiari. Il morbo di Alzheimer, la forma più diffusa di demenza senile, in Italia colpisce 500-600 mila persone, pari al 5% delle persone con più di 60 anni (a cura di Damiano Mari)

"L'intelligenza artificiale - scrivono gli autori - è riuscita a distinguere un cervello sano da uno con l'Alzheimer con un'accuratezza dell'86%, ed è anche stata in grado di dire la differenza tra cervelli sani e quelli con disabilità lieve con un'accuratezza dell'84%".

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