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Le primarie a 5Stelle su misura per Di Maio

I big si sfilano, solo un’altra parlamentare tra i 7 che sfidano il deputato Di Battista: «Dirò tutto a Rimini». Candidatura-provocazione di Saviano

ROMA. “Sciopero” dei candidati premier. Non ci sarà Roberto Fico e nemmeno Nicola Morra, ma neppure Alessandro Di Battista. Le primarie in rete per scegliere il candidato presidente del Consiglio del Movimento 5Stelle saranno, come da previsioni, una corsa senza avversari per Luigi Di Maio.

Napoli, primo evento pubblico da candidato premier per Luigi Di Maio Napoli, primo evento pubblico da candidato premier per Luigi Di Maio. Strette di mano e lunghe chiacchierate con le istituzioni per Di Maio, giunto al Duomo di Napoli per assistere al miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Anna Laura De Rosa

O meglio, lo sfideranno candidati minori di consigli comunali e regionali, ma nessun big in grado di mettere in discussione la sua investitura. Quel che è certo è che alle 12 di ieri è scaduta la presentazione delle candidature. E nel pomeriggio il blog di Grillo ha diffuso i nomi degli sfidanti di Di Maio: Vincenzo Cicchetti (imprenditore informatico), Elena Fattori (è una senatrice), Davide Andrea Fallicciardi (consigliere comunale), Domenico Ispirato (impiegato), Gianmarco Novi (imprenditore), Nadia Piseddu (ingegnere aerospaziale) e Marco Zordan (artigiano).

Primarie M5S, Gianmarco Novi, 40 anni, da Monza: è il primo sfidante di Luigi Di Maio Si definisce "un'attivista del Movimento 5 Stelle della prima ora che sente il disagio di uno Stato che non lo rappresenta più". Ex consigliere comunale a Monza, 40 anni, ha presentato la propria candidatura a premier del M5S su YouTube, in maglietta e felpa. Tra i punti forti del suo programma una moneta proprietaria dello Stato, referendum propositivi senza quorum e una "piena realizzazione della Costituzione italiana".


Ad aver gettato la spugna sono stati tutti i parlamentari che erano in pole position fino a pochi giorni fa. Fino a quando non hanno visto comparire il post sul blog di Beppe Grillo che apriva la competizione e hanno notato che in ballo c’era una posta secondo loro molto più alta della scelta del candidato premier, ovvero quella del capo politico del M5S, il ruolo che è sempre stato di Beppe Grillo. Due funzioni incompatibili secondo molta parte dei parlamentari e che farebbe scattare un conflitto di interessi politico. Per questo chi voleva candidarsi a fare il premier ha rifiutato di presentarsi proprio in dissenso con questa votazione che elegge il capo politico oltreché l’aspirante premier. Sono rimasti fuori dalla corsa Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai, che a dicembre scorso attraverso un’intervista aveva dichiarato di essere a disposizione del Movimento anche per fare il candidato premier. Ma l’incontro «chiarificatore» tra Fico e Grillo alla fine non c’è stato (nella solita location dell’Hotel Forum, il leader pentastellato ha fatto finta di voler scappare dai giornalisti calando lenzuola annodate dalla finestra della sua stanza).

Dentro il Movimento c’era grande attesa per vedere quali tra i parlamentari avrebbero deciso di sfidare Di Maio. Innanzitutto ci si attendeva il passo in avanti di Fico. Considerato ormai un punto di riferimento per una parte dei grillini critici in Parlamento e fuori, è stato quello che più volte ha espresso la sua divergenza di opinioni nei confronti della linea Di Maio. L’altro volto che in tanti si attendevano di vedere in corsa era Nicola Morra. Ma l’esclusione che dispiace di più ai militanti 5Stelle è quella di Alessandro Di Battista, che l’annuncia su Facebook: «Ho deciso di non candidarmi a premier del Movimento 5Stelle. Le ragioni le spiegherò durante il mio intervento sabato prossimo a Rimini». Divergenze sulla linea politica? Nell’attesa di conoscere la risposta i fan di “Dibba” gli chiedono di non mollare. Tra i competitor di Di Maio l’unico volto noto è quello della senatrice Elena Fattori, che critica il basso numero di candidature: «Sarebbe stato bello avere una presenza massiccia di candidati». Il sessantaduenne Vincenzo Cicchetti dichiara invece di volersi candidare per «protesta» contro Di Maio. E se dal Pd si ironizza sulla scarsa partecipazione alle primarie («Di Maio come Kim Jong-un» affonda Giacomo Portas) da Forza Italia si levano giudizi poco lusinghieri sullo spessore politico del vicepresidente della Camera.

Roberto Saviano, che non è iscritto al M5S, si fa invece avanti con una provocazione. «Approfitto di questa sede per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S» scrive su Facebook l’autore di Gomorra che spiega il perché del suo gesto provocatorio: «Lo faccio anche per trarre il Movimento dall’impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara. Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al Movimento, ma condivido con Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere). Votatemi!»



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