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M5s, passi falsi nella strategia per il potere

A poco più di una settimana dal megaraduno di Rimini nulla si sa di come le folle pentastellate dovrebbero designare il loro candidato premier. Intanto, in diretta radio Luigi Di Maio s’autocandida

Equifax è stata fondata ad Atlanta 118 anni fa, oggi ha novemila dipendenti e fattura quasi tre miliardi di euro l’anno. Raccoglie dati sull’affidabilità dei consumatori e li rivende alle banche, alle assicurazioni, a chi emette carte di credito. Si può immaginare qualche azienda, istituto privato, organizzazione pubblica che debba difendere meglio di Equifax le informazioni via via collezionate? No, direte, nemmeno la Cia, il Dipartimento di Stato, Facebook o il ministero degli Interni cinese. Siamo d’accordo. Eppure il Fort Knox informatico di Equifax è stato violato e i dati personali di 143 milioni di cittadini americani sono ora nelle mani di chissà chi.

La Casaleggio Associati è stata fondata a Milano nel 2004, ha una decina di dipendenti e fattura un milione di euro. Come spiega in una sua nota, «svolge prevalentemente l’attività di consulenza informatica strategica».

Negli ultimi due anni la Casaleggio Associati s’è svenata per mettere a punto la piattaforma Rousseau, che è «il sistema operativo del Movimento 5Stelle. I suoi obiettivi sono la gestione delle varie componenti elettive (parlamenti italiano ed europeo, consigli regionali e comunali) e la partecipazione degli iscritti alla vita del M5S. Su Rousseau è possibile proporre una legge, votare per la scelta delle liste elettorali o per definire le posizioni politiche del M5S rispetto a temi specifici» (la definizione virgolettata proviene dal sito grillino).

Secondo l’ultimo autoproclamatosi faro culturale del Movimento, il sociologo Domenico De Masi, è con Rousseau che la democrazia ritrova digitalmente la propria agorà, lo spazio di discussione e decisione comune che fece dell’Atene di Solone e Pericle il punto di riferimento delle società occidentali di 2.500 anni dopo.

Eppure poche settimane fa s’è scoperto che gli hacker avevano scardinato la piattaforma casaleggiana e per mesi avevano fatto incetta di dati di iscritti, militanti e simpatizzanti, forse mettendo mano alle diverse comunarie, regionarie etc., gli strumenti della nuova democrazia ideale vagheggiata da Grillo e De Masi. Dove ha fallito Equifax poteva riuscire la Casaleggio Associati, che in termini di disponibilità economiche vale lo 0,00033 per cento della multinazionale americana?

Queste ingenuità e sottovalutazioni – ma i malevoli sostengono che la permeabilità di Rousseau è talmente esplicita da essere volontaria – rappresentano plasticamente il fallimento del grillismo realizzato. Che ogni giorno si arricchisce di conferme: ieri la decisione del tribunale di Palermo di bloccare, su ricorso di un militante che voleva candidarsi, le regionarie che avevano incoronato l’uomo dell’establishment del M5S siciliano, Giancarlo Cancelleri; due giorni fa la diffusione delle conversazioni su Telegram (una chat tipo WhatsApp) dove si evidenzia come la giunta romana prendesse ordini dall’avvocato presso il cui studio Virginia Raggi aveva lavorato prima di entrare in consiglio comunale; tre giorni fa l’errore del sindaco di Livorno Filippo Nogarin che, contrariamente ai colleghi di Pisa e Massa, non avvertì del pericolo alluvione i concittadini nonostante fosse stato emesso un allarme arancione.

In questa girandola di passi falsi, a poco più di una settimana dal megaraduno di Rimini nulla si sa di come le folle pentastellate colà riunite dovrebbero designare il loro candidato premier: per acclamazione? Rispondendo all’unisono “sì” quando sarà pronunciato il nome del prescelto dai maggiorenti del partito? Votando nei gazebo con matita copiativa e scheda, visto che Rousseau è fermo per manutenzione? Intanto, in diretta radio Luigi Di Maio s’autocandida come premier. Forse, una mossa per forzare la mano a Grillo. Che rimugina su come convincere Milena Gabanelli a scendere lei in campo.
Se gli altri gruppi politici italiani sembrano in confusione pre-elettorale, il Movimento è un caos primigenio: dal quale è nato e s’è sviluppato, in miliardi di anni, l’universo. Un po’ troppo da aspettare, per gli italiani.

@claudiogiua

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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