Quotidiani locali

Trento, bimba di 4 anni muore di malaria

Non era mai stata in un Paese a rischio. Ultime vacanze sul litorale veneto. Sarebbe il primo caso in 30 anni di contagio in Italia

Malaria, come si contrae e quali sono i sintomi Il caso della piccola Sofia, morta di malaria a Brescia, è il primo casa di malaria autoctona in Italia dal 1997. Nel 2015 nel mondo sono morte 429mila persone a causa della malaria. Quasi il 70% sono bambini

TRENTO. Una bambina di quattro anni, Sofia, ricoverata agli Ospedali Civili di Brescia, è morta per malaria. Lo riportano alcuni quotidiani locali. Figlia di una coppia italiana residente a Trento, la bambina era arrivata in condizioni disperate dal Santa Chiara di Trento. La causa dell'infezione potrebbe essere ricercata nella puntura di una zanzara.

Bambina morta di malaria, ospedale Trento: "Sintomi diabete, difficile pensare al batterio qui" "Per noi al Santa Chiara di Trento il contatto con questa bambina è avvenuto il 13 di agosto quando si è ricoverata per sintomi riconducibili a un esordio diabetico infantile, dopo un primo ricovero a Portogruaro. L'abbiamo dimessa il 16 agosto con un quadro stabile. Il 30 agosto è tornata al nostro pronto soccorso con febbre alta, è andata a casa, il 2 settembre è tornata con sintomi molto pesanti e i nostri tecnici hanno riscontrato il batterio della malaria nel sangue ed è stata elitrasportata a Brescia dove è stata trattata immediatamente ma la situazione era molto grave". Questa la ricostruzione delle tappe che hanno portato alla morte per malaria di una bambina di 4 anni a Brescia fatta dal direttore generale dell'Apss di Trento Paolo Bordon. Perché una diagnosi così tardiva al Santa Chiara? "Era difficile immaginare la malaria alla nostra latitudine per una persona che non aveva fatto soggiorni in luoghi a rischio. Ora abbiamo collocato trappole nell'ospedale per la ricerca di uova di zanzara e procederemo a disinfestazione locali. Escludiamo il contagio con altri due bambini ricoverati a Trento per malaria"Intervista di Francesca Robertiellomontaggio Paolo Saracino

Sofia, secondo quanto appreso, non sarebbe mai stata in un Paese malarico, era stata semplicemente in vacanza sul litorale veneto, a Bibione. E la zanzara che trasmette la malattia non risulta presente, come specie, in Italia. Sarebbe infatti il primo caso dopo 30 anni. La bambina era stata colpita da malaria cerebrale, la forma più grave della malattia. Questo tipo aggressivo di morbo viene trasmesso dal Plamodium Falciparum, la specie più aggressiva di un protozoo parassita trasmesso dalla zanzara Anopheles. La morte, nei casi più gravi, può arrivare entro 24 ore.

Bambina morta per malaria, l'esperto: ''Rari casi autoctoni in Italia. Ancora da capire modalità di trasmissione'' "Tutti i tipi di malaria si trasmettono attraverso alcune specie di zanzare, che nella provincia di Trento non esistono. In alcune zone malariche in Italia vive una tipologia che potrebbe trasmettere la malattia, ma manca il parassita. Abbiamo solo nove casi di malaria autoctona in Italia. Questo è un caso di malaria criptogenetica", di origine sconosciuta". Lo ha detto Claudio Paternoster, primario del reparto di Malattie infettive delll'ospedale Santa Chiara di Trento, che ha accolto nel suo pronto soccorso Sofia, la bambina di Trento affetta da malaria poi morta agli ospedali riuniti di Brescia Intervista di Francesca Robertiellomontaggio Francis D'Costa

La bambina era stata ricoverata sabato scorso giunta da Trento, dove era già stata diagnosticata la malaria, e trasferita a Brescia dove oltre alla Rianimazione pediatrica è presente un Istituto per le malattie tropicali. E' deceduta tra domenica e lunedì.

La bimba era stata prima in ospedale a Portogruaro, poi a Trento, per un esordio di diabete infantile. Lo spiega il direttore generale dell'Apss (Azienda provinciale dei servizi sanitari del Trentino), Paolo Bordon, che ricostruisce le tappe della vicenda clinica della piccola e spiega che in uno dei giorni del ricovero a Trento della bimba erano presenti, "in un'altra stanza, due bambini con la malaria, che sono guariti".

"La bambina è andata in coma sabato mattina alle 11.30 all'ospedale Santa Chiara di Trento, dove è stata diagnosticata un'infezione da malaria. È arrivata all'ospedale di Brescia in coma e qui è stata potenziata la terapia antimalarica. Il decesso si è verificato a causa di un danno cerebrale", ha spiegatoo il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Ezio Belleri: "In ospedale abbiamo messo delle apposite trappole ieri pomeriggio, che verranno rimosse oggi pomeriggio, mentre tutti i bambini ricoverati sono stati trasferiti ed è in corso la disinfestazione di tutto il reparto" aggiunge Bordon. "Resta il fatto che la piccola poi morta e i due malati di malaria erano in stanze diverse, le cure sono state effettuate tutte con materiale monouso e non ci sono state trasfusioni. La malaria non è trasmissibile da uomo a uomo e nessun altro paziente ha avuto dei sintomi riconducibili alla malaria". "La bimba aveva il diabete, che nulla aveva a che fare con la malaria. Il periodo di latenza potrebbe fare pensare che l'avesse contratta prima, poi, certo, la presenza di due bambini malati qui fa insospettire. Il punto è che dovrebbe esserci stata qualche zanzara anofele, magari in dei bagagli. I nostri veterinari, interpellati, dicono che un'altra zanzara, nostrana, non può farsi vettore, anche se ha punto malati".

Giovanni Rezza, medico epidemiologo e responsabile del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, commenta: "E' un caso criptico, rarissimo". "Criptico perchè questa malattia viene trasmessa da un certo tipo di zanzara che in Italia non c'è ed è ignota allora la modalità di trasmissione. So che la piccola non è stata all'estero. A questo punto, occorre attendere l'indagine epidemiologica. Visto che in Italia la zanzara non esiste, la trasmissione allora può avvenire con contatto sangue nel sangue e quindi da qualcuno che ha già contratto il virus. Ma ora non sappiamo nulla sulla modalità di trasmissione e, sottolineo, questi sono casi davvero molto rari".

La bambina infatti non sarebbe mai stata in Paesi malarici, dove prevalentemente è diffusa la zanzara Anopheles. Avrebbe invece trascorso l'estate sulla Riviera Veneta. La malattia è diffusa prevalentemente nell'Africa Sub-sahariana, in Asia, in America centrale e del Sud. Sul caso la magistratura ha aperto un fascicolo e al momento non si esclude neanche l'ipotesi che la piccola possa essere stata infettata da una zanzara giunta dall'estero in qualche bagaglio.

Giampiero Carosi, infettivologo dell'università di Brescia, spiega che se venisse confermato che il caso di malaria è autoctono e trasmesso dalla zanzara sarebbe il primo da oltre trent'anni. L'ultima trasmissione autoctona tramite zanzara risale a 30 anni fa nel grossetano, da allora ci sono stati solo alcuni casi tramite scambio di siringhe o trasfusione. Quello che potrebbe essere successo è che qualcuno, di ritorno da un viaggio nelle zone colpite, abbia 'portato' il plasmodio e sia stato punto da una anofele 'nostrana' che a sua volta ha punto la bambina. Qui c'è una seconda eccezionalità, perché le zanzare che circolano da noi non sono molto adatte a trasmettere il microrganismo, anche se in teoria potrebbero". Il caso a Grosseto risale al 1997, e a sua volta era il primo dopo 30 anni. La bambina è stata colpita dal plasmodio di tipo falciparum, che secondo l'esperto circola sia in Africa che in Asia. "Il 90% dei casi africani è di questo tipo, così come il 30-50% di quelli asiatici. Bisogna vedere se intorno alla bambina c'è qualcuno che ha viaggiato in un qualche paese malarico, sono indagini molto complesse, ogni anno milioni di persone viaggiano in quei paesi e ritornano in Italia".

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari del Trentino parla di origine incerta del contagio. "Questo caso ha colpito una paziente che non aveva frequentato Paesi in cui la malaria è endemica, sono stati fatti tutti gli accertamenti necessari per escludere altre possibili fonti di contagio ma senza risultati apprezzabili: rimane quindi di origine incerta". "Nei casi di origine non definibile le indicazioni dell'Istituto superiore di sanità consigliano di effettuare ugualmente una disinfestazione del reparto come misura di ulteriore profilassi anche se non si ravvisano rischi per coloro che hanno frequentato il reparto nei giorni scorsi".

La ministra Lorenzin invia gli esperti e chiede una relazione.  La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha dichiarato alla stampa: "Dalle prime indicazioni che abbiamo avuto pare che la bambina potrebbe aver contratto la malaria in ospedale, a Trento, il motivo per il quale sarebbe un caso molto grave. Abbiamo mandato immediatamente degli esperti sia per quanto riguarda la malattia sia per la trasmissione da parte delle zanzare". La ministra ha chiesto una relazione all'Assessorato alla salute della Provincia Autonoma di Trento e ha inviato un gruppo di esperti presso l'ospedale Santa Chiara di Trento per accertare le modalità del contagio. E' quanto si legge in una nota del Ministero. Questo - si legge nella nota- considerato che la bambina non risulterebbe aver effettuato viaggi all'estero in paesi a rischio. Del gruppo faranno parte anche esperti di malattie infettive e tropicali ed esperti dell'Istituto Zooprofilattico.

l'Italia importa in media 637 casi di malaria. Secondo uno studio pubblicato quest'anno da Lancet Infectious Diseases, l'Italia importa in media 637 casi di malaria l'anno da paesi dove la malattia è endemica, una cifra seconda solo a quella di Francia e Gran Bretagna in Europa. Lo afferma uno studio pubblicato quest'anno da Lancet Infectious Diseases. I ricercatori dell'università di Southampton hanno raccolto le segnalazioni di casi importati di malaria tra il 2005 e il 2015, cercando di definirne la provenienza sulla base del ceppo di plasmodio, il parassita trasmesso dalle zanzare, e costruendo un database di oltre 50mila pazienti in 40 nazioni dove la malattia non è endemica. Nel 56% dei casi, scrivono gli autori, ad 'esportare' la malaria sono paesi dell'Africa occidentale, con rotte preferenziali che seguono quelle dei voli commerciali. Il paese che importa più casi è la Francia, in media quasi 2200, seguito dalla Gran Bretagna, circa 1800, dagli Usa (1500) e dall'Italia con appunto 637 notifiche. Secondo la circolare del ministero della Salute sulla prevenzione pubblicata lo scorso dicembre nel periodo 2010-2015 i casi di malaria notificati sono 3.633, di cui 89% con diagnosi confermata. Tra i cittadini italiani si sono riscontrati il 20% dei casi, di cui il 41% in viaggio per lavoro, il 22% per turismo, il 21% per volontariato/missione religiosa. Nel mondo, afferma l'ultima edizione del World Malaria Report, nel 2015 ci sono stati 212 milioni di casi con 429mila morti. Il 90% dei casi si Š verificato nella regione africana dell'Oms, il 7% in quella asiatica e il 2% nell'est mediterraneo.

Due inchieste a Trento e a Brescia. La Procura di Trento e quella di Brescia hanno aperto due inchieste sulla morte di Sofia. Il decesso, infatti, è avvenuto all'ospedale bresciano dove la bambina era arrivata dall'ospedale di Trento già in coma nella giornata di sabato e dove poi è morta meno di 48 ore più tardi.

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