Quotidiani locali

Cronaca italiana, le storie del 18 agosto 2017

Le testimonianze di cittadini italiani che si trovavano a Barcellona, a pochi passi dalla Rambla, nel momento della strage. L'appello dei genitori di una ragazza anoressica all'ospedale dove è ricoverata: non dimettetela, pesa solo 28 chili. La breakdance "salata" davanti alla cattedrale di Lucca: i ragazzi vengono multati. Ecco le storie dai giornali locali Finegil

Jesolo, preso l'aggressore che ha picchiato Daniele
Jesolo. E' un uomo di 35 anni della provincia di Venezia l'autore del selvaggio pestaggio in discoteca che aveva costretto i medici a operare due volte il ragazzo di 24 anni in coma farmacologico. Blitz della polizia e denuncia. La discoteca sarà chiusa per 15 giorni dal questore: non ha sedato la rissa né avvertito la polizia . (Nuova Venezia)

«Fuori dalla discoteca perché neri»
Jesolo. Sono di Brescia, ma la loro pelle nera, sono originari del Burkina Faso, Africa, non è gradita. E per questo sono stati allontanati dalle più conosciute e frequentate discoteche di Jesolo. Poco importa se sono in Italia da oltre 15 anni, vivono e lavorano e vorrebbero crearsi qui una famiglia. (Nuova Venezia)

Friulani testimoni della strage di Barcellona
Barcellona. Hanno visto la morte in faccia, una morte assurda e maledetta, due ore dopo essere arrivati, per la prima volta nella loro vita, a Barcellona. Matteo Dal Dan e Francesco Garbino sono due studenti universitari di 21 anni residenti a Cargnacco, nel Comune di Pozzuolo del Friuli. (Messaggero Veneto)

Triestini a Barcellona: «Ci trovavamo su quella strada. In fuga a piedi»
Barcellona. «Abbiamo sentito le sirene di decine di auto della polizia che correvano all'impazzata e poi gli elicotteri che ci volavano bassi sopra la nostra testa. Non capivamo che cosa fosse successo. La gente era sbigottita, terrorizzata». Drammatico il racconto di Marco Barone, avvocato, che, assieme alla compagna Greta Storni, entrambe residenti a Ronchi dei Legionari, da due giorni si trova a Barcellona. (Piccolo)

Trevigiana a Barcellona: «Scampata alla fine per due minuti»
Barcellona. «Avevo fatto solo pochi gradini nel sottosuolo, verso la metropolitana, quando ho sentito un boato fortissimo sopra la testa, proveniente dalla Rambla. Sono risalita con la mia amica, mi sono trovata davanti quel furgone bianco con il muso distrutto, gente a terra, sangue, caos. Se solo fossi uscita due minuti prima di casa, ora non sarei qui a raccontare». A parlare è Federica Pigozzo, 30 anni, trevigiana. (Tribuna di Treviso)

Chirurghi di Treviso rientrano dalle ferie per salvare un paziente
Treviso. Corsa contro il tempo nel weekend agostano, con i chirurghi rientrati spontaneamente e tempestivamente in servizio per salvare un quarantacinquenne. Quest’ultimo, infatti era entrato al Ca’ Foncello per l’improvviso e inarrestabile ingrossamento di un adenoma ipofisario. (Tribuna di Treviso)

Poliziotto uccide la moglie e si spara
Mira. Litigano sulla porta di casa a Dogaletto di Mira, poco dopo le 8 di mattina. Poi il marito-poliziotto 53enne perde la testa, accoltella la moglie infermiera di 52 anni, impugna la pistola d’ordinanza e insegue la moglie ferita, che scappa in strada. A quel punto le spara e la uccide. Poi, il secondo colpo per suicidarsi. (Nuova Venezia)

«Non dimettete nostra figlia. Pesa solo 28 kg»
Monselice. «Nostra figlia è un mucchietto d'ossa, e ora che verrà dimessa dall'ospedale non sappiamo come affrontare la sua malattia. Pesa 28 chili ed è a rischio di vita». Sono le parole della madre di una donna di 43 anni che da sette è vittima di anoressia. (Mattino di Padova)

Il medico-omicida prepara la tesi e ha il permesso per andare al Bo
Padova. Ha lavorato nel call center dell’Azienda ospedaliera e collabora con la rivista del carcere “Ristretti Orizzonti”. Poi fa l’ortolano nel carcere Due Palazzi e studia Giurisprudenza. Gian Luca Cappuzzo è stato condannato a 26 anni per l’assassinio della moglie Elena. (Mattino di Padova)

Pavesi a Barcellona: «Terrorizzati, non sapevamo dove andare»
Barcellona. Il racconto di Fabio Lambri: «Ho visto il fini mondo. Auto della polizia ovunque, elicotteri ed ambulanza. Ho risalito la Rambla, verso la zona dell'attacco, ma sono rimasto chiuso un'ora in un bar su indicazione della polizia che ha detto di stare al riparo». (Provincia Pavese)

Quattromila km in Vespa, che viaggio da Vigevano a Capo Nord
Vigevano. Una coppia di fidanzati, il 31enne vigevanese Filippo Broggin e la 29enne di Pogliano Milanese Paola Buson, ha raggiunto Capo Nord con una Vespa. La motoretta è del 1982 e i due hanno percorso oltre 4mila chilometri per arrivare nel punto più a nord dell’Europa. (Provincia Pavese)

Reggiani nell’inferno della rambla
Barcellona. «Se è vero che ognuno di noi ha un bonus di fortuna da giocare nella vita, oggi io l'ho consumato tutto». Ha ancora il batticuore il 37enne di Boretto Daniele Cantoni, in vacanza in Spagna con altri due amici reggiani.Ci siamo messi a correre e rifugiati in un forno». (Gazzetta di Reggio)

Violentato un ragazzino disabile
Reggio Emilia. Ha attirato un ragazzino disabile, suo vicino di casa, in una zona isolata e lo ha violentato. Per farla franca il pedofilo ha anche cercato di convincere il minorenne, che ha 13 anni, a non raccontare nulla ai genitori. Ma la vittima non ha taciuto e così il responsabile è stato arrestato. (Gazzetta di Reggio)

Modenese a Barcellona: “Così siamo sfuggiti alla strage”
Barcellona. «Ero a neanche seicento metri da dove è accaduto l'attentato. Improvvisamente abbiamo tutti sentito un gran rumore, come uno scontro tra auto. In pochi secondi un sacco di persone hanno iniziato a correre dentro ai negozi e anche in quello dove ero io. E così mi sono trovata chiusa dentro, assieme ad altri». Stefania Bonvicini, 49enne modenese, vive a Barcellona da oltre cinque anni. (Gazzetta di Modena)

Turisti "maltrattati" dagli esercenti: scoppia il caso a Trieste
Trieste. La Fipe ammonisce la categoria dei commericanti con un post su Facebook dopo alcune segnalazioni di comportamenti «poco rispettosi» in alcuni locali. La Fipe «sta raccogliendo – si legge nel post – diverse segnalazioni negative da parte di turisti che lamentano un trattamento “poco rispettoso”». (Piccolo)

Parco La Maddalena, Mauro Morandi il "custode" modenese di Budelli non sarà allontanato
La Maddalena. Mauro Morandi, il "custode" modenese della spiaggia rosa, resterà sull'isola di Budelli. "Non me la sento - ha detto il commissario straordinario del parco di La Maddalena Leonardo Deri - di mandarlo via. Tra settembre e ottobre, partirà il progetto per riportare nella legalità la sua abitazione sull'isola".(Gazzetta di Modena)

Terrore a Barcellona, testimoni mantovani: impossibile entrare negli hotel
Barcellona. Tre amici trentenni di Mantova non se la sentono di parlare, quando è successo il terribile fatto, quel furgone bianco a zig zag sulla folla, erano a meno di trecento metri. Sono sotto shock. Così pure due fidanzati di Marcaria: «Troppo provati, stiamo cercando solo di raggiungere l'hotel». (Gazzetta di Mantova)

Ambulante annegato, parla la moglie incinta: «Vivremo insieme per lui»
Mantova. Porta la vita in grembo e negli occhi una tragedia che gela il cuore. «Devo andare avanti, farmi forza. Ora so che nostro figlio che nascerà a marzo vivrà per lui». A parlare è Fatima Foudal, 21 anni, la moglie dell’ambulante di Roverbella morto annegato per salvare la piccola cognata. (Gazzetta di Mantova)

Barcellona. «Noi, livornesi in fuga fra gli spari in un inferno»
Barcellona. «Un'ondata di decine, centinaia di persone che urlavano, un attimo ed ecco che tutto quel gridare era sovrastato dal rumore degli spari». Il racconto della livornese Irene Bonsignori, 20 anni, che si trovava sulla Rambla durante l'attentato del 17 agosto insieme a due sue coetanee livornesi. (Tirreno)

Breakdance davanti alla cattedrale: multati
Lucca. Benvenuta la voglia di divertirsi, benvenuta l'energia della breakdance. Ma - magari - sarebbe stato meglio non mettersi a fare le proprie esibizioni nel porticato davanti alla cattedrale di San Martino. Per questo motivo un gruppo di giovani è stato sanzionato dalla polizia municipale. (Tirreno)

Le sorelle belghe alla "recherche" delle

radici apuane
Massa. Le sorelle Virginie e Coralie hanno sempre voluto sapere che cosa fosse, che volti avesse, quella famiglia Penaglia che gli ha dato il cognome e una fantasia dolce di affetti e vita serena.Sono nate in Belgio loro due. Il padre era di Massa. (Tirreno)

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